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C'è chi vuole morto Schettino La sorella: "Temo per i figli"

La famiglia del comandante del Concordia resta chiusa in casa: "Ma a Sorrento gli sono tutti vicini, è un esempio per molti giovani"

C'è chi vuole morto Schettino La sorella: "Temo per i figli"

Mentre il web si scatena contro il comandante del Concordia Francesco Schettino, e qualcuno invoca addirittura la pena di morte, la famiglia del capitano a Sorrento teme per l'incolumità dei propri parenti. Di seguito, l'intervista di Andrea Mirante alla sorella di Schettino.

«I  miei tre figli e Rossella, la figlia di Franco (così lo chiamano in famiglia, ndr), non vanno a scuola da tre giorni perché abbiamo paura possa succedere loro qualcosa». Giulia Schettino è la sorella minore di Francesco. Da quando le tv hanno iniziato a trasmettere le immagini del gigante bianco spiaggiato, lei e il resto della famiglia hanno avuto una sola premura. Cercare di tenere al riparo il più possibile mamma Rosa, 86 anni, vedova, e innamorata pazza del figlio capitano. Ora che Schettino sarà trasferito ai domiciliari nella sua terra, tra gli agrumeti di Meta di Sorrento (dietro casa ce ne è uno profumatissimo), l’imperativo è difenderlo, a tutti i costi, anche davanti all’evidenza.

Perché secondo lei suo fratello non ha provato a risalire sulla nave?
«La Concordia era troppo inclinata, quasi a novanta gradi. Umanamente era impossibile, Franco non si è rifiutato di risalire, è che non poteva farlo».
Tutta Italia pensa che si sia comportato da perfetto codardo.
«No, non è vero. Mio fratello ha salvato migliaia di persone. Con la manovra che ha effettuato dopo l’urto con lo scoglio è riuscito a portare la nave al sicuro. Solo in questo modo le operazioni di soccorso sono potute andare a buon fine, in così breve tempo».
Si è scritto che invece di aiutare i soccorsi suo fratello abbia chiamato a casa per dire che aveva combinato un guaio.
«Questa è un’altra falsità. A chiamare a casa, alle 5 del pomeriggio di sabato, e non alle 5 del mattino come hanno detto, è stato nostro fratello Salvatore. Dopo aver visto le immagini ha chiamato per farci staccare la tv in casa di mamma, per proteggerla da quella visione che l’avrebbero fatta stare male».
Avete paura per voi?
 «Non abbiamo ricevuto minacce reali, ma non siamo tranquilli, soprattutto per i nostri figli: i miei tre e Rossella, la figlia di Franco (15 anni, ndr) non stanno andando a scuola da quando è successa la tragedia
In paese come hanno preso l’accaduto?
«Sono tutti solidali con Franco. È un paese di 8mila persone, tantissimi sono marinai e lo conoscono e stimano. Lui ha avuto una carriera brillante: Snav Agip, Msc crociere, Tirrenia dove ha preso il patentino da comandante, e poi il salto nel gruppo Carnival. Era, è ancora un esempio per molti giovani. Il nonno era marinaio, la famiglia di mamma, i Cafiero, erano armatori, solo papà era dipendente della Regione».

di Andrea Mirante

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Commenti all'articolo

  • nictriplo

    18 January 2012 - 16:04

    ...........che al suo paese lo considerino un esempio per i giovani. Stiamo parlando di campania, culla della civiltà del pianeta

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  • parigiocara@libero.it

    18 January 2012 - 15:03

    ha perso un'occasione per nascondersi - che cosa aspetta, giustificazioni ???? o di essere intervistata in tv come i parenti dello zio michele ????

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  • parigiocara@libero.it

    18 January 2012 - 15:03

    una volta c'era il pennone dell'albero più alto della nave ......... c'è ancora ???

    Rispondi

  • ravic

    18 January 2012 - 15:03

    Ogni uomo va rispettato in nome della semplice dignità umana, elemento che ci contraddistingue tutti. Nessuna pena di morte dunque; ma la dignità umana di non sopravvivere ad un atto scellerato, all'abbandono di oltre 4000persone al loro destino, pensando solo a salvare indignitosamente la propria pelle. L'unico modo per dare un pò d'onore alla propria persona sarebbe il giusto suicidio o seppuku (hara-kiri)

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