L'editoriale
di Maurizio Belpietro
04/02/2012
L’altra sera, durante la trasmissione di Corrado Formigli, su La7, ho avuto modo di conoscere Matteo Orfini, il giovane responsabile dell’ufficio propaganda del Pd. Il quale, facendo bene il proprio mestiere, a una mia osservazione riguardante l’assenza in Parlamento di un disegno di legge per ridurre o eliminare il finanziamento pubblico dei partiti, ha risposto rivendicando al suo schieramento l’unica proposta in tal senso. Sono andato a verificare e ho scoperto che effettivamente esiste un ddl firmato da un parlamentare del Partito democratico. Peccato che la legge indicata non preveda affatto di dare un taglio ai costi della politica, ma, al contrario, se fosse applicata finirebbe per raddoppiarli.
Del resto mi sarebbe parso strano che Ugo Sposetti firmasse un provvedimento del genere. Essendo il tesoriere dei Ds, sarebbe stato come se un banchiere avesse suggerito di impedire di dar soldi alle banche. Il compagno cassiere, al contrario, al denaro non intendeva affatto rinunciare. Quando lo scorso anno depositò il testo della sua proposta, spiegò che non si dovevano solo finanziare i gruppi presenti in Parlamento, ma, per agevolare l’attività culturale e la formazione politica, lo Stato avrebbe dovuto metter mano al portafogli anche per le fondazioni vicine ai leader. Risultato: oltre ai 170 milioni incassati ogni anno, i partiti avrebbero potuto portarsene a casa altri 185. L’uomo della cassa democratica giustificò il disegno di legge con la necessità di battere il Cavaliere. «Senza soldi governeranno sempre i partiti ricchi», disse, «e i Berlusconi ve li tenete per i prossimi vent’anni».
Per quanto confortati dalla prospettiva di mandare in pensione l’odiato Silvio, l’idea di un finanziamento pubblico aggiuntivo a disposizione dei centri studi legati ai politici dev’essere sembrata troppo difficile da digerire perfino ai vertici del Pd, i quali si sono affrettati a prenderne le distanze, lasciando che Sposetti si difendesse da solo. E il tesoriere progressista, fiutata l’aria, si affrettò a dichiarare di essere disposto a rinunciare al finanziamento delle fondazioni. A patto naturalmente che si confermasse quello ai partiti. Che in fondo ci sia voglia di mantenere il sistema esistente lo dimostra anche un’altra proposta, anch’essa democratica e di sinistra. Si tratta del disegno di legge Veltroni, il quale vincolerebbe il via libera dei fondi all’istituzione delle primarie. Chi vi si assoggetta può battere cassa, gli altri nisba.
Come si capisce, né la proposta del cassiere né quella dell’ex segretario Pd avevano come obiettivo di contenere la voracità dei partiti. Al massimo la si voleva regolare, subordinando la riscossione dei soldi a un po’ di democrazia interna. Ma a nessun leader è passato per la testa di rinunciare a quel denaro piovuto dal cielo, senza il quale molta gente che oggi campa di politica sarebbe costretta a cercarsi un mestiere. Dunque la mangiatoia a cielo aperto dalla quale Luigi Lusi, il tesoriere della Margherita scappato con la cassa, ha attinto a piene mani, difficilmente sarà chiusa. Nessun gruppo, neanche quelli che oggi si lamentano e minacciano fuoco e fiamme contro i soldi ai partiti, ha interesse a farlo, perché sarebbe costretto a chiudere bottega, mandando a lavorare portaborse e galoppini. Così come è improbabile un cambio nella gestione dei fondi da parte dei partiti. Per quanto molti oggi si mostrino stupiti dall’ammanco nella cassaforte della Margherita, la regola che consente ai vertici dello schieramento massima discrezionalità nell’uso del denaro vige ovunque. I segretari e gli esecutori che custodiscono il salvadanaio coi soldi fanno ciò che gli pare, senza rendere conto a nessuno.
Se n’è avuto prova anche nel caso dell’appartamento di Montecarlo, ereditato da An e svenduto alle società offshore del cognato di Fini. Un patrimonio passato di mano per pochi spiccioli senza che i militanti potessero obiettare alcunché. E quando la vicenda è finita in Procura, nonostante l’evidenza dei fatti, i pm hanno alzato le mani, sostenendo di non poter far nulla in quanto i partiti non sono società, ma associazioni private irresponsabili di fronte alla legge. Insomma, finché vige l’attuale ordinamento non c’è da stupirsi di quel che succede. L’unica soluzione è porre mano all’articolo 49 della Costituzione, definendo il ruolo delle associazioni che rappresentano le opinioni politiche dei cittadini. Trasformare i partiti in società per azioni avrebbe un vantaggio: visto che in certi ambienti il codice morale non funziona, se qualcuno sgarra per lo meno ci si può appellare al codice civile o al codice penale.
di Maurizio Belpietro
5
LE COSE NON STANNO COSI'
04/02/2012 23:10
Postato da imahfu
Stefano Sposetti era tesoriere dei DS. La sua proposta era PERSONALE e fu bocciata all'interno del proprio partito e, in ultimo, stroncata da Prodi,perché avrebbe raddoppiato la spesa (questo é vero). Ma c'e'stata una proposta Veltroni che avrebbe diminuito di parecchio numero di deputati, prebende e soldi.Veltroni vuole ripresentarla e insistere. Ma dal PDL quando mai é venuta una proposta simile, anche su un giornaletto qualsiasi? Non si vede come difendono i quattrini (o la poltrona che é la stessa cosa), anche se le loro idee, il loro programma e il deus ex machina sono in corso di pura e semplice eliminazione? Non aprono piu' bocca se non per minacciare Monti. Le donne del PDL poi...che peccato! Ci si aspettava un ingentilimento della politica, invece dalla Santanché non escono di bocca che c@.zo e nient'altro.
4
Caro Direttore serve solo una prova di forza.....
04/02/2012 19:37
Postato da roberto19
per stroncare questo ladrocinio c'è solo un sistema: decurtare d'iniziativa dalla propria dichiarazione dei redditi la cifra che questi "signori" ci scippano ogni anno e ad ogni occasione. Proposte e parole stanno a zero. Di loro iniziativa non lo faranno mai...
3
La Kultura di sinistra
04/02/2012 13:06
Postato da fonty
Ecco che si spiega perchè le sinistre si scagliarono inviperite contro Tremonti, quando affermò che con la cultura non si mangia. Invece caro tremonti, si mangia altrochè e l'articolo del direttore lo sta a dimostrare se ancora alcuni non lo avessero capito.


Paola Ferrari, il suo vero volto senza luce
Lapo, ecco l'ultima fiamma: la cinese Zhu...
Bar, la donna più sexy del mondo
Gli shorts da urlo di Rihanna: bomba sexy
Pippa ruba la scena alla migliore amica
Sfilano le mogli dei leader Nato, è gara di eleganza
Rihanna si sbronza e poi perde l'aereo
Dal blitz all'uomo che ha cercato di salvarla Tutte le foto di Melissa
Distrugge il Pd, adesso marcia su Roma: avviso a Casta e Napolitano
Col Pdl Grillo triplica i voti Cav: "Imparare da lui"
De Benedetti al segretario "Il Pd ha vinto? Balle"
Il Cav pronto a tornare: commissariato Alfano
Belpietro, lettera al Pdl: "Dovete dimettervi tutti"
Sisma, fischi a Monti: "Ladro" Lui: "Non pagherete l'Imu" Stanziati 50 milioni di euro
Daniela disperata: "Berlusconi, solo tu puoi salvarci"
Terremoto, la ricostruzione dovremo pagarcela da soli