Scleorsi mutlipla, più vittime tra le donne
L'indagine del Censis: il sesso femminile colpito nel 63,8% dei casi. La denuncia: "Dimenticati dalle istituzioni"
08/02/2012
Più donne che uomini (63,8% contro 36,2%), di età compresa tra i 35 e i 54 anni, nel 60% dei casi affetti dalla forma recidivante remittente. Sono i malati di sclerosi multipla in Italia secondo la fotografia scattata dal Censis per conto dell’Asim e della Fondazione Cesare Serono, con un’indagine i cui risultati vengono presentati questa mattina a Roma. La ricerca si concentra sulle condizioni cliniche ed esistenziali dei malati di sclerosi multipla, quindi sulla vita quotidiana, sul bisogno di assistenza, sul rapporto con i servizi medici e riabilitativi, sulla vita lavorativa e sociale di queste persone. Sul fronte dell’assistenza e della cura, emerge che il 78,1% degli intervistati (su un campione di 302 persone) frequenta un ambulatorio neurologico o un centro pubblico per la sclerosi multipla. La maggior parte di loro (il 61,6%) si rivolge a queste strutture per essere seguito lungo tutto il proprio percorso terapeutico, il 4% vi si reca solo in concomitanza con un attacco e il 12,5% per la terapia a lungo termine. "Il fatto che quasi il 20% degli intervistati con disabilità lieve o assente vada nei centri SM esclusivamente per ricevere la terapia, così come il fatto che i più gravi lo frequentino meno, evidenzia - si legge nel dossier Censis - come queste strutture, che dovrebbero fornire una presa in carico multidisciplinare del paziente, ancora troppo spesso esauriscano la loro funzione nella distribuzione dei farmaci".
Più donne che uomini (63,8% contro 36,2%), di età compresa tra i 35 e i 54 anni, nel 60% dei casi affetti dalla forma recidivante remittente. Sono i malati di sclerosi multipla in Italia secondo la fotografia scattata dal Censis per conto dell’Asim e della Fondazione Cesare Serono, con un’indagine i cui risultati vengono presentati questa mattina a Roma. La ricerca si concentra sulle condizioni cliniche ed esistenziali dei malati di sclerosi multipla, quindi sulla vita quotidiana, sul bisogno di assistenza, sul rapporto con i servizi medici e riabilitativi, sulla vita lavorativa e sociale di queste persone. Sul fronte dell’assistenza e della cura, emerge che il 78,1% degli intervistati (su un campione di 302 persone) frequenta un ambulatorio neurologico o un centro pubblico per la sclerosi multipla. La maggior parte di loro (il 61,6%) si rivolge a queste strutture per essere seguito lungo tutto il proprio percorso terapeutico, il 4% vi si reca solo in concomitanza con un attacco e il 12,5% per la terapia a lungo termine. "Il fatto che quasi il 20% degli intervistati con disabilità lieve o assente vada nei centri SM esclusivamente per ricevere la terapia, così come il fatto che i più gravi lo frequentino meno, evidenzia - si legge nel dossier Censis - come queste strutture, che dovrebbero fornire una presa in carico multidisciplinare del paziente, ancora troppo spesso esauriscano la loro funzione nella distribuzione dei farmaci".
Più donne che uomini (63,8% contro 36,2%), di età compresa tra i 35 e i 54 anni, nel 60% dei casi affetti dalla forma recidivante remittente. Sono i malati di sclerosi multipla in Italia secondo la fotografia scattata dal Censis per conto dell’Asim e della Fondazione Cesare Serono, con un’indagine i cui risultati vengono presentati questa mattina a Roma. La ricerca si concentra sulle condizioni cliniche ed esistenziali dei malati di sclerosi multipla, quindi sulla vita quotidiana, sul bisogno di assistenza, sul rapporto con i servizi medici e riabilitativi, sulla vita lavorativa e sociale di queste persone. Sul fronte dell’assistenza e della cura, emerge che il 78,1% degli intervistati (su un campione di 302 persone) frequenta un ambulatorio neurologico o un centro pubblico per la sclerosi multipla. La maggior parte di loro (il 61,6%) si rivolge a queste strutture per essere seguito lungo tutto il proprio percorso terapeutico, il 4% vi si reca solo in concomitanza con un attacco e il 12,5% per la terapia a lungo termine. "Il fatto che quasi il 20% degli intervistati con disabilità lieve o assente vada nei centri SM esclusivamente per ricevere la terapia, così come il fatto che i più gravi lo frequentino meno, evidenzia - si legge nel dossier Censis - come queste strutture, che dovrebbero fornire una presa in carico multidisciplinare del paziente, ancora troppo spesso esauriscano la loro funzione nella distribuzione dei farmaci".
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Forse è il caso di aggiungere che i farmaci hanno effetti collaterali gravissimi
08/02/2012 18:08
Postato da roda41
come per il tisabry ,con minaccia di PLM e molti casi verificatisi e il fingolimod quest'ultimo fermato per ora con già 11 morti ,per blocco cardiaco. ma il business è troppo forte per cui i neurologi anche delle associazioni,non hanno appoggiato il prof .Zamboni che doveva stabilire la connessione tra la CCSVI e l'insorgenza dela sclerosi,con una sperimentazione che è stata avversata con buona pace dei malati,dato che forse i medicinali andavano nella spazzatura.


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