Salute: online sportello Pip, filo diretto tra chirurghi Aicpe e pazienti
Salute
21/02/2012
Milano, 21 feb. (Adnkronos Salute) - Per "fare chiarezza e aiutare le donne che hanno una protesi Pip", l'Associazione italiana chirurghi plastici estetici (Aicpe) lancia lo Sportello Pip: un indirizzo e-mail (sportellopip@aicpe.it) dedicato a tutte le donne alle quali è stata impiantata una delle protesi francesi ritirate dal mercato perché fabbricate in silicone a rischio, a cui rivolgersi per avere gratuitamente chiarimenti e spiegazioni da medici professionisti, spiega l'Associazione in una nota.
"Sulla vicenda delle protesi Pip, che noi chirurghi siamo i primi a definire scandalosa, c'è molta disinformazione - avverte Eugenio Gandolfi, segretario Aicpe - Sono girate notizie poco corrette e imprecise e le pazienti si sono sentite comprensibilmente disorientate, prese in giro e spaventate. Senza contare, poi, l'alto rischio di speculazione da parte di colleghi poco seri. Come Associazione vogliamo dare alle pazienti un segnale forte e offrire un aiuto concreto: noi siamo dalla loro parte, comprendiamo i loro dubbi e ci teniamo a fare chiarezza. A fronte delle rotture e delle infezioni che si sono verificate in alcune pazienti - sottolinea l'esperto - esiste un problema di carattere psicologico: molte donne vivono con estrema ansia questa situazione e devono poter trovare un professionista in grado di spiegare loro la situazione".
Con lo Sportello Pip "risponderemo alle domande delle pazienti e ascolteremo le loro paure - promette Gandolfi - Vogliamo informare sui dati scientifici di cui siamo in possesso, mettere al corrente dei rischi che si corrono, ma anche evitare inutili preoccupazioni. Ovviamente - precisa - il nostro vuole essere uno strumento di supporto, non vogliamo sostituirci alle visite mediche e ai controlli che è necessario effettuare. Ogni caso deve essere poi valutato individualmente da uno specialista: raccomandiamo a chi si è sottoposto ad un intervento di rivolgersi al proprio chirurgo di fiducia per monitorare la situazione e prendere le dovute misure di controllo o terapeutiche". L'Aicpe, che sul 'caso Pip' ha già sporto denuncia contro il produttore francese e l'ente di controllo tedesco, si ritiene parte lesa: "E' ingiusto attribuire a noi chirurghi colpe che non abbiamo - dice Gandolfi - Abbiamo utilizzato strumenti certificati (le Pip erano regolarmente marcate Ce) e che non presentavano, sia dal punto di vista estetico sia da quello economico, evidenze di possibili anomalie. Come chirurghi plastici ci riteniamo truffati a nostra volta".


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