Anche Mosca non paga la tassa Ue sui voli, riuniti i paesi contrari agli ETS

Sostenibilita

22/02/2012

Mosca, 22 Feb. (Adnkronos) - "Alcuni Paesi si stanno opponendo agli ETS (Emission Trade Systems, la 'tassa' che l'Europa fa pagare alle compagnie aeree per il sorvolo dei cieli del vecchio continente) perché potrebbero causare una riduzione degli ordini alle imprese e già ora si possono vedere i primi sintomi di una possibile 'guerra commerciale". A sostenerlo, secondo una corrispondenza riportata dal sito di informazioni europeo EurActiv, è Paul Nash, responsabile per le questioni ambientali dell'Airbus. Siamo preoccupati, ha aggiunto, perché il problema investe propio quelle aree, come Cina e Brasile dove è in atto una grande crescita".

"Ci rammarichiamo, ha dichiarato John Hanlon, segretario generale della European Low Fares Airline Association, della piega che sta prendendo questo incontro (a Mosca), dove sta prevalendo una netta contrarietà all'imposizione degli ETS europei perché all'interno dell'organizzazione dell'aviazione civile si stanno studiando formule di compromesso. Io credo infatti, ha aggiunto, che la Commissione sarebbe disposta a modificare il regolamento in vigore offrendo delle soluzioni alternative"

Intanto non c'è unanimità di vedute tra piccole e grandi compagnie aeree. In particolare tra quelle che operano con voli intercontinentali e quelle ad ambito locale. Per le prime infatti l'aggravio di costo da aggiungere ai biglietti dei loro clienti dovrebbe andare dai 2 ai 12 euro, contro gli 0,30-0,25 delle altre.

Dal 1° gennaio, le compagnie aeree che utilizzano gli aeroporti europei sono state obbligate ad acquistare alcune quote per compensare le loro emissioni di anidride carbonica, sebbene all'inizio dell'anno l'85% dei crediti sia stato concesso in maniera gratuita.

La Cina ha vietato alle proprie compagnie aeree di pagare gli ETS , mentre il ministro russo dei Trasporti Igor Levitin parlando ieri a Mosca di fronte ai rappresentanti dei 26 Paesi contrari agli ETS ha detto che "l'introduzione di tali norme è prematuro ed il governo russo sta ora esaminando un disegno di legge che vieta alle compagnie aeree di pagare i certificati ETS" dando luogo ad un ulteriore passo verso possibili ritorsioni commerciali.