Nei Paesi in via di sviluppo le donne lavorano di più con minori garanzie

Sostenibilita

22/02/2012

Roma, 22 feb. - (Adnkronos) - Secondo i dati dell'Ifad, nei Paesi in via di sviluppo come Africa, Asia e Pacifico, le donne lavorano normalmente 12-13 ore in più a settimana degli uomini e dedicano molte ore al trasporto dell'acqua e alla raccolta del legname (oltre che, naturalmente, ad accudire la famiglia). Nell'Asia orientale e nell'Africa Sub-Sahariana le donne costituiscono il 50% della forza lavoro agricola, il 20% in America Latina.

Eppure continuano ad avere un accesso inferiore alle risorse e ai servizi di cui necessitano per aumentare produttività e reddito e le terre degli uomini sono in media tre volte più grandi di quelle delle donne che rappresentano meno del 5% dei proprietari di terreni agricoli in Nord Africa e nell'Asia. Eppure, quando si parla di sviluppo rurale, si parla inevitabilmente di sostenere il settore a partire dai piccoli coltivatori e dalle donne. Una doppia indicazione che è stata più volte ricordata oggi nel corso della prima giornata della 35esima riunione annuale del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad), oggi e domani a Roma.

"Le donne rappresentano una parte importante della forza lavoro nel settore agricolo nei Paesi in via di sviluppo, per questo è necessario affrontare i forti divari ancora esistenti tra generi in materia di accesso al credito", sottolinea il presidente del consiglio, Mario Monti, intervenendo alla riunione e ricordando che "garantendo alle donne le stesse possibilità di accesso alle risorse agricole degli uomini si può ottenere una crescita del valore delle rese dell'impresa agricola del 20-30%", il che diminuirebbe la fame nel mondo di 100-150 milioni.

Insomma, negare pari opportunità anche nel settore agricolo significa "una perdita di benessere per il Paese intero", sottolinea Monti, riscuotendo applausi a scena aperta dalla platea, un po' per la massiccia presenza femminile alla riunione dell'Ifad, un po' perché il Fondo riserva una particolare attenzione al tema dell'uguaglianza tra i sessi.

Con un impulso importante nel 2010, quando in occasione del terzo incontro mondiale del Farmers Forum si svolse un incontro decisivo sulla leadership rurale delle donne che ha unito le donne leader nel settore agricolo in ogni continente. Gli studi della Banca Mondiale rivelano che in molti Paesi dell'Africa Sub-Sahariana, la produzione alimentare potrebbe aumentare dal 10 al 20%, se le donne avessero meno ostacoli da superare.

Su questa base, l'Ifad ha promosso diversi progetti: il progetto di sviluppo dei servizi alla comunità e ai piccoli proprietari nel centro del Kenya per facilitare l'accesso all'acqua e ai servizi sanitari; quello di sviluppo delle steppe di Badia in Siria con corsi di alfabetizzazione, soprattutto per le donne beduine; quello di sviluppo del corridoio Puno-Cusco che nel corso di pochi anni ha incoraggiato oltre 7.000 donne ad aprire un conto di risparmio grazie al microcredito.