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17.09.2014

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Monti, vertice ad alta tensione C'è il nodo frequenze tv

Lungo vertice notturno del governo con i segretari dei partiti di maggioranza. Monti: nuovo patto politico, ma le tensioni restano

Monti, vertice ad alta tensione C'è il nodo frequenze tv

Un vertice di oltre sei ore, quello tra il Presidente del Consiglio Mario Monti e i leader dei tre partiti di maggioranza, un incontro da cui il premier è uscito ottimista dicendo: è stato firmato un patto per la crescita. "Possiamo uscire dalla recessione entro quest'anno, io ci credo ancora. Ma dobbiamo accelerare sulle riforme senza venire meno al rigore: da parte sua il governo mette sul piatto 50 miliardi".

Obiettivo: crescita
- Il tema centrale dell'incontro - si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi nal termine del vertice - è stato quello della crescita e della creazione di occupazione, anche nel quadro della politica comunitaria. Sono state passate in rassegna le riforme già adottate e quelle in corso di adozione al fine di migliorare la competitività del sistema paese e creare un ambiente favorevole alle imprese stimandone l'impatto in termini di crescita. Il Ministro Passera ha illustrato l'Agenda per la crescita fornendo dettagli sulle prossime misure, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture e la liquidità per le imprese. È stata riaffermata la ferma determinazione ad approvare la riforma del mercato del lavoro nei tempi più brevi, nel rispetto delle prerogative del Parlamento. Inoltre è stato approfondito il contenuto del Documento di Economia e Finanza (DEF) all'esame del Governo, ed in particolare del Programma Nazionale di Riforme, strumento centrale nel quadro della governance europea, che riveste un'importanza particolare nel perseguire gli obiettivi di crescita sostenibile . Infine si è condivisa l'esigenza di un raccordo periodico con i Presidenti dei Gruppi parlamentari che sostengono il Governo per la definizione di una efficace e coerente programmazione dell'agenda sui principali provvedimenti che il Parlamento esaminerà. In tema di giustizia il Ministro Severino ha informato sull'iter parlamentare in vista di una tempestiva approvazione dei provvedimenti all'esame, alcuni dei quali concorreranno anch'essi ad attrarre gli investimenti stranieri e a incentivare quelli nazionali

 Lavoro e giustizia - «L'evidenza che si è praticamente siglato un nuovo patto politico fra il governo e i partiti della maggioranza - ha spiegato all'Ansa un ministro presente all'incontro - è data dal fatto che i leader hanno convenuto sulla necessità di arrivare il più in fretta possibile al varo della riforma del lavoro, ma anche dalla volontà di trovare un'intesa anche sul delicato tema della giustizia». Con il Guardasigilli Paola Severino, riferiscono infatti le stesse fonti, si è convenuto sulla necessità di proseguire il più possibile parallelamente sui tre fronti aperti: intercettazioni, ddl anti-corruzione e responsabilità civile dei magistrati.

I nodi da sciogliere -  Anche se, riferiscono altre fonti ministeriali, diversi nodi sono ancora da sciogliere. Passera, ha inoltre illustrato, le misure che intende presentare per sbloccare i crediti delle imprese verso la PA. «Non ci sono singole misure che rilanciano la crescita - ha detto Passera secondo quanto riferito da alcuni presenti - ma una cinquantina di provvedimenti che, tutti insieme, contribuiranno al rilancio del Pil». Fra questi il ministro dello Sviluppo ha citato ad esempio il capitolo delle bollette energetiche, delle infrastrutture e delle semplificazioni. Sul fronte del lavoro, oltre a ribadire la necessità di chiudere il più presto possibile la riforma, il ministro Elsa Fornero ha confermato la disponibilità a migliorare il testo venendo incontro ad alcune richieste del Pdl (e di Confindustria) sul fronte della flessibilità in entrata.

Le accuse  Sullo sfondo del vertice c'è il nodo dell'asta delle frequenze che ieri, martedì 17 aprile, è stata inserita in un emendamento al decreto Semplificazioni fiscali su cui il Pdl è passato all'opposizine. Per l'ex ministro delle Comunicazioni Paolo Romani, sarebbe stata una "pugnalata" e ha accusato Passera di aver cambiato le carte in tavola. Il punto controverso riguarda il numero massimo di frequenze che si possono cumulare in capo a un unico soggetto che l'emendamento di Passera fissa in 5 multiplex (rifacendosi a una delibera dell'Autorità per le telecomunicazioni del 2009) ma all'epoca sia Rai che Mediaset avevano quattro multiplex e dunque potevano acquisirne inm altro.  In pratica ora Rai e Mediaset non potrebbero più partecipare all'asta. Berlusconi spera di trovare una soluzione nel suo incontro di domani, giovedì 19 aprile, con il premier.

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    18 April 2012 - 18:06

    chiedilo a ...ciannodry, piccione-ino-ino, unghiasporca, carretto del barone, alvit, il fosco del borgo, blues188, tigrin della sassetta, dream, bisnonna, tubini e consorte, jack1, alpino, raucher, pasquino, afadri, pinet47, poldo12, antikomunista10 (anche se lui è inutile), violacea, vin43, i meloni, Leonhardo, maxgarbo, Ortensia, Rocambole, Asvedommia, Parigiocara, Dbell56, 654321 ovvero LaManoSinistraDelBlog, Castalia e via destreggiando.

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  • ciannosecco

    18 April 2012 - 17:05

    Stava per rubarci?Beata ignoranza.La gara studiata dal governo delle tasse,ha previsto l'esclusione per chi ha più di cinque multiplex.Quindi Rai e Mediaset.Infatti Mediaset è ricorsa al Tar del Lazio e Sky ha salutato la compagnia.Quindi fenomeno,cosa pensi che incasserà lo Stato?Che tipo di liberizzazione è se fai una norma che fa fuori i maggiori competitor?Forse ti hanno rubato il cranio,non le frequenze.

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  • fossog

    18 April 2012 - 15:03

    le frequenze sono patrimonio dello stato, non si regalano e specialmente ai soliti profittatori. Quando sarà fatta l'asta sapremo QUANTO stava per rubarci berlusconi, ed IO cittadino sarò in prima fila in piazza se qualche disonesto della giustizia o della politica cercherà ancora di regalargliele.

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  • ciannosecco

    18 April 2012 - 13:01

    Spiegaci cosa hai capito di questa vicenda.Magari salta fuori che sei più co@lione di quanto credevamo.

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