I segreti della giovane Mauro Somara e cotta del bullo
Vanity Fair indaga sull'infanzia della leghista tra amori e scivoloni. Rinnegò le origini terrone vergognandosi di un suo compaesano pugliese
19/04/2012
Di Rosi Mauro, la "nera" del Carroccio, si è detto in questi giorni di tutto. Dai diamanti, alla sua relazione con il bodyguard Pier Mosca. Ma della sua infanzia si sa ben poco. Ora grazie alle testimonianze di persone che furono vicine a Rosi negli anni della scuola e dell'adolescenza qualcosa comincia ad emergere. Un passato che la stessa Mauro vuole dimenticare ma che ora torna prepotentemente a galla. Lei, fervente bossiana, è nata nel profondo Sud, tanto denigrato dal Senatùr, precisamente a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi e ha vissuto per 14 anni nella vicina Squinzano in provincia di Lecce.
La fuga da casa - L'infanzia di Rosi Mauro è di quelle da romanzo. "Un giorno prendo il treno per andare all'università di Bari e vedo lei. Aveva 12 anni. Era diventata una bella ragazza" racconta un abitante di Squinzano. "Mi siedo e le chiedo: "Che ci fai qui tutta sola?". Lei mi fa: "Sto scappando di casa. Mio padre ha saputo che esco con Bruno Pedata". Il primo amore di Rosi è il classico cattivo ragazzo. Il bello del paese che scorrazza in moto, con il suo giubbotto di pelle. Dieci anni più grande della Mauro si racconta che fosse uno spacciatore di droga. "Lei era cotta di lui. Ma a lui non importava nulla di lei, Rosetta era il suo giocatollo e lei non se ne accorgeva" racconta ancora l'uomo.
Scuola vade retro - Rosi Mauro lo aveva dichiarato anche a Porta a Porta. "Io sono un'asina. La scuola non mi è mai piaciuta". Affermazione confermata da Ada Marzo che a Vanity Fair racconta: "Abitavamo vicino, spesso giocavamo anche insieme. La scuola non le piaceva: ricordo che in quarta prese cinque in storia, geografia e scienze. Alla fine uscì con la media del sette. Con i ragazzi era ingenua, e loro un po’ ne approfittavano".
Rinnega il passato - Forse è per questo che Rosi Mauro non parla facilmente del suo passato. Tanto da rinnegarlo. "L'ho incontrata due anni fa a Forlì" confessa a Vanity Fair, Giuseppe Palaia, medico sportivo del Lecce. "Signora, lei è di Squinzano come me, siamo compaesani". Pensavo di farle una cosa gradita. Invece mi ha guardato male: "Mio padre era di Squinzano, non io". "Chianu cu nu scrufuli", le ho risposto, che vuol dire "Attenta a non scivolare". Rosi Mauro alla fine è scivolata.
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Non m i interessano i pettegolezzi, ma.....
20/09/2012 16:54
Postato da fossog
Che simili persone possano dioventare vicepresidenti del senato, per decisione di un miserabile politico, nel caso specifico un'altro arrogante individuo come Bossi, mi offende come cittadino e come cultura, e quello che desidero non è il pettegolezzo ma il veloce e definitvo allontanamento di persone di second'ordine dai problemi di cittadini che certo sono molto più civili e colti. In 30 anni la classe dirigente italiana, a tutti i livelli, pubblica ma anche privata vista la grande industria che vive di sussidi statali, è marcita ogni anno di più. Bisogna AZZERARE tutto, sia la vecchia politica che i suoi prodotti marci coltivati anche nel privato.
10
spazzatura
28/07/2012 12:03
Postato da ganelli
tra tanta spazzatura che si e' portata in Parlamento ....questa e' la piu' maleodorante.
9
Cronaca, dossieraggio, gossip
20/04/2012 07:39
Postato da frank-rm
La Mauro non mi è mai piaciuta. Ma in questo frangente credo sia uno dei capri espiatori dela malaffare interno alla Lega, nella convinzione che Bossi sapesse tutto. Per cui articoli come questi suonano come dossieraggio e peggio ancora come gossip screditante. Che una ragazza del sud con una mentalità diversa da quella dei compaesani e libera nei comportamenti è cosa lecita. Sentire testimonianze a suo discredito non è inchiesta. La Mauro va giudicata per i comportamenti interni alla Lega e non per essere stata out-sider ai tempi della sua giovinezza.


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