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L’Europa in crisi aiuta gli Usa. E anche Obama

Mattias Mainiero risponde a Anita Bernini

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L’Europa in crisi aiuta gli Usa. E anche Obama

Obama ha perso la pazienza con l’Europa, invitandola a risolvere in fretta i suoi problemi che potrebbero diventare problemi mondiali. E Super Mario Draghi che fa? Dice che la colpa della crisi dell’euro non è solo dell’Europa. E allora di chi sarebbe? Draghi non lo ha precisato. Forse perché non aveva nulla da precisare?

Anita Bernini

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O forse perché non era necessario precisarlo. Anno 2008. Cominciò tutto allora, e non è ancora finita. Cominciò con la finanza di carta straccia e i titoli tossici, i sub prime e il governo americano costretto ad intervenire per tappare l’immensa voragine e puntellare le banche. Era una crisi finanziaria, che divenne, anche grazie agli errori di Obama, crisi economica, che attraversò l’Atlantico e sbarcò in Europa mettendo a nudo i problemi dell’euro e mettendo pure radici. Ma il presidente fa finta di non saperlo e racconta frottole. Gli Usa vanno incontro ad una probabile recessione? E io, poveretto, che posso farci? Colpa dell’Europa che ci contagia e ci danneggia. La disoccupazione aumenta? Colpa dell’euro che non funziona. E Draghi, nel felpato linguaggio dei banchieri, lo ha mandato a quel paese. Meno felpatamente: la crisi europea è un giochino da ragazzi rispetto alla crisi americana. Lo sa Draghi. Lo sa Obama. Lo sappiamo persino noi. Tant’è vero che la nostra moneta, inguaiata com’è, esposta alle bizze della Merkel, squassata dai venti della Grecia e della Spagna, indebolita dal debito italiano, vale ancora un dollaro e venti. Ampiamente al di sopra della parità, nonostante in tanti la diano per morta. Vuol dire che i mercati non si lasciano infinocchiare dalle chiacchiere di Obama e che il furbo Barack farebbe bene a guardare innanzitutto in casa sua. Terra terra: se l’Europa non stesse così male, oggi quasi nessuno comprerebbe titoli di Stato americani e Barack, anziché fare la voce grossa, sarebbe costretto a fare la questua per puntellare il suo straripante debito pubblico. La verità, gentile signora, è che Obama dovrebbe fare un monumento all’Europa, e anche ai cinesi che detengono buona parte dei titoli a stelle e strisce. Ma è in campagna elettorale e deve raccattare voti. E così fa ancora finta di essere il padrone del mondo. Faccia gli scongiuri: dopo le presidenziali americane bisognerà fare i conti con la realtà. E sarà allora che la vera crisi verrà fuori. Scongiuri doppi.

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