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Sia benedetto il buono pasto, ticket antipolpette

Mattias Mainiero risponde a Francesco Rossi

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Sia benedetto il buono pasto, ticket antipolpette

Caro Mainiero, ho letto l’intervista al presidente dell’Anseb, Tumino, circa la possibilità di abbassare di 2 euro e portarli a 5,29 i buoni pasto degli statali (quelli che spesso e volentieri timbrano e poi vanno via). Sacrilegio. Testuale, il Nostro dice: «Così si toglie il pane in bocca del lavoratore e si deprimono i consumi». Detto che è inutile commentare oltre, le chiedo: se vado a vivere su Marte mi salvo?

Francesco Rossi

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No. Vede, anche se non ci sono riscontri oggettivi, io credo che Marte, fino a qualche tempo fa, fosse un pianeta abitato. Credo di più: i marziani hanno un capoccione enorme (sono marziani, non assomigliano ad Alain Delon) e due orecchie smisurate e molto sensibili. Lei sussurra e a loro arriva il suono di un trombone. E così, un bel giorno, sono saliti sulle navicelle e si sono trasferiti, immagino su Saturno o Venere, a distanza di sicurezza: erano stufi di sentire le lagne romane. Possiamo comprenderli: essere marziani (non assomigliano neppure a Sean Connery) e doversi anche sorbire i discorsi di Susanna Camuso è troppo. Fine dello scherzo. E veniamo al ticket, che nacque come buono pasto e che nel corso degli anni è diventato un’integrazione dello stipendio. E dunque, ridurlo di 2 euro significa ridurre lo stipendio di una cinquantina di euro al mese. Non mi sembra un’idea corretta, e neanche molto geniale, visto il risparmio abbastanza irrisorio per lo Stato. Oltretutto, il buono pasto è un’invenzione straordinaria. Secondo me, bisognerebbe fargli un monumento. Buono pasto vuol dire che nell’ora di spacco si può andare al bar o in panetteria, in rosticceria, farsi un panino e bersi una bibita. E quindi significa che gli uffici, all’ora di pranzo, non si trasformano più in trattorie, scodelle, insalate varie, frutta e l’immancabile thermos col caffè. Altro che ridurlo. A nome degli statali che non amano sbrigare pratiche con l’odore delle polpette sotto il naso, chiedo ufficialmente al governo Monti una legge straordinaria: aumentate il buono pasto di due euro. Le casse dello Stato piangeranno un po’, la civiltà ringrazierà di cuore. Ritrovarsi in un ufficio che assomiglia ad un vagone ferroviario degli anni 50 (tratta Palermo-Milano, seconda classe) non è piacevole. E lei non vada su Marte. Pare che lassù faccia molto freddo: meno 40 gradi. La voce congelata della Camuso deve essere orrenda.

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    01 Luglio 2012 - 10:10

    se fosse per il pasto non direi nulla . ma se vai al supermercato e blocchi la fila perchè ti fai la spesa con i tiket , allora non mi sta bene , vedrò anch'io di andare su marte visto che ho due orecchie enormi e a sventola , tanto che quando c'è vento mi girano velocemente . auguri dott.mainiero

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