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«Niente treni e alberghi per i cani»

Mattias Mainiero risponde a Giorgio Gasperoni

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«Niente treni e alberghi per i cani»

Veterinario sin dal 1953, amante degli animali quanto basta, trovo del tutto esagerata la campagna che state facendo a favore degli animali. Ho sempre rispettato gli animali e ho svolto, e continuo a svolgere, la mia attività come zootecnico nutrizionista. Sono per il commercio degli animali da reddito, trovo assurdo il commercio degli animali da compagnia. Trovo assurdo obbligare strutture alberghiere, marittime e treni ad accettare la presenza di cani. Gli animali devono avere i loro spazi naturali, che non sono certo le stanze d’albergo, le spiagge frequentate da bambini e le vetture ferroviarie.

Giorgio Gasperoni

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Giusto: gli animali devono avere i loro spazi naturali. Mi sembra una considerazione intelligente, e ovviamente condivisibile. Un leone non può stare in una gabbia striminzita. Per la verità, non dovrebbe stare neppure in una gabbia gigantesca. È abituato alla savana, agli spazi immensi. Lei lo sa. Dicono che sia un animale un po’ pigro, capace di starsene sdraiato per ore e ore. Però, in un giorno, se vuole, se ha fame, se non ci sono prede nei paraggi, può percorrere chilometri. Un lupo in gabbia è uno spettacolo che non si dimentica facilmente. Il lupo - ma lei lo sa meglio di me - non ha l’andatura del cane, anche se i due animali sono parenti. Il lupo ha passi brevi, rapidi. Lei me lo insegna, lei è veterinario: il lupo muove le zampe anteriori e quelle posteriore lungo una stessa linea. Trotta, più che camminare. Vederlo in gabbia, con quell’andatura nervosa, avanti e indietro, avanti e indietro, è veramente straziante. E le voliere? Assurdo rinchiudere un uccello in una voliera. Gli uccelli spaziano, si innalzano, virano, vanno in picchiata. Lì dentro, sì e no possono fare qualche piccolo salto. Con quattro passi, l’elefante può percorrere la più grossa delle gabbie. Per non parlare delle giraffe, di fatto costrette all’immobilità: un passo e stop, ecco il recinto, la palizzata, il muro. Gazzelle, cervi, coccodrilli, ogni animale deve avere il suo spazio, che è quello naturale. Animali da compagnia. Lo dice lo stesso nome: il loro spazio è in compagnia dell’uomo. Da millenni. Con il rispetto delle dovute regole igieniche, con raziocinio. Ma accanto all’uomo. Lei, però, è veterinario, lei certe cose le sa meglio di me. Chi siamo noi, noi comuni mortali, per dire che gli animali da compagnia non sono da compagnia ma da lontananza?

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Commenti all'articolo

  • Zizzigo

    19 Ottobre 2012 - 18:06

    Ho avuto, ho ed avrò sempre animali da compagnia. Trovo che sia irrazionale chi si dichiari, in qualche modo, contrario a questo tipo di convivenza, che ritengo assolutamente più umana e condivisibile di vari atteggiamenti, sempre maggiormente e smodatamente "innaturali". Continuerò in questa mia "perversione" anche se sono allergico alla saliva della mia gatta preferita, anche se, per andare in ferie, devo caricare l'auto con le gabbie, anche se questa scelta di vita richiede sacrifici, peraltro abbondantemente ricambiati! Mi sento offeso da certe intolleranze...

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  • robin-ud

    13 Ottobre 2012 - 19:07

    Amo i cani, ma cosa ne dice la Brambilla di ritirarsi a vita privata in qualche canile ? Cara Brambilla, visto che sono allergico ai peli di cani e gatti, pensa che sia giusta la legge che mi impone di coabitare con loro ? Perchè non va lei a coabitare Lei ? E per quanto riguarda le malattie che trasmettono ? Si occupi di cose serie invece che apparire in TV ogni pipì di cane . Le pulizie delle città, le fa lei oppure è previsto anche un sussidio ai proprietari degli animali ?

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  • cordioliago

    09 Ottobre 2012 - 12:12

    Trovo del tutto esagerata, e per niente disinteressata, l'attenzione per i cani, che comporta disagi e soprattutto costi per le persone, e tasse per i cittadini, considerando che canili municipali e affini costano miliardi anche ai ceti meno abbienti e ugualmente rispettosi degli animali. Grazie

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