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Gli indici in picchiata

I vertici Ue si riuniscono a Bruxelles
La risposta dei mercati: crollo in Borsa

Nessuna fiducia nel fatto che i leader europei trovino una soluzione: Milano lascia il 3,68%

 Malissimo tutti i listini: Francoforte che ha perso il 2,34%, Parigi il 2,62%, Londra il 2,36%, Madrid il 3,33% e Atene il 2,16 per cento
Piazza Affari

Nuovo crollo in Borsa

I vertici europei si riuniscono a Bruxelles per fronteggiare la crisi dell'euro. La risposta dei mercati? Un tracollo. La peggiore di tutti è Piazza Affari, dove l'indice Ftse Mib ha lasciato il 3,68%, mentre il complessivo All Share è retrocesso del 3,60 per cento (pesante il comparto bancario, con Mps che ha registrato un calo superiore al 7%). Male anche gli altri listini europei, con Francoforte che ha perso il 2,34%, Parigi il 2,62%, Londra il 2,36%, Madrid il 3,33% e Atene il 2,16 per cento. 

Il monito della commissione - Gli indici avevano aperto in netto calo per aumentare le perdite nella seconda metà di seduta, in linea con gli altri listini europei sui quali hanno pesato anche le parole di Lucas Papademos che non ha escluso la possibilità di un’uscita della Grecia dall’euro. Successivamente il monito della Commissione europea, che invita gli Stati a preparare un piano per fronteggiare la plausibile e prossima fuoriuscita di Atene dalla moneta unica. Brutte notizie anche dal fronte spread: il differenziale tra Btp e Bund decennali è tornato pericolosamente sopra quota 440 punti base. 

Le parole di Papademos - I mercati, insomma, non vedono una via d'uscita dalla crisi della moneta unica. Come detto, pesano le parole di Lucas Papademos: "Non si può escludere - ha detto - un piano che preveda l’uscita della Grecia dall’euro". L’ex premier definisce "catastrofica" una simile eventualità. Secondo Papademos i costi di un’uscita della Grecia dall’euro oscillerebbero tra i 500 milioni e un miliardo di euro, incluso l'effetto contagio. Alle parole di Papademos è seguita la repentina risposta dell’Unione europea. Il portavoce della Commissione Ue Olivier Bailly ha escluso qualsiasi scenario alternativo alla permanenza della Grecia nell’eurozona. 

La fuga dai bond - Intanto, il numero uno dell’Fmi Christine Lagarde mette in guardia dal rischio di "contaminazione" in caso di uscita della Grecia dall’euro e considera un’opzione la possibilità che altri Paesi aumentino i loro aiuti ad Atene per farla restare. Sul fronte tedesco, a parlare è la Bundesbank: secondo la banca, si creerebbe una situazione "estremamente allarmante" se Atene non dovesse implementare le riforme concordate. A rischio soprattutto gli aiuti finanziari. Uno scenario senza via d’uscita per il Paese ellenico, con conseguenze "considerevoli ma gestibili" per l’Eurozona. Secondo la banca centrale tedesca, un eventuale allentamento delle condizioni europee alla Grecia "danneggerebbe la fiducia in tutti i trattati e gli accordi dell’area euro e indebolirebbe fortemente l’incentivo alle riforme dei Paesi europei". Intanto, sul fronte degli investimenti, per l’agenzia Fitch continua la "fuga" degli stranieri dai bond governativi di Italia e Spagna.

piazza affari, milano, italia

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Commenti all'articolo

  • 19gig50

    23 Maggio 2012 - 23:11

    Non dovrebbe essere difficile con quel culone che si ritrova, colpisci duro.

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  • chimangio

    23 Maggio 2012 - 20:08

    Speriamo che da tanto pensare non escano cerebrolesi! Abbiamo perso due anni per la Grecia e se all'inizio era salvabile adesso è praticamente distrutta ed i cittadini ridotti sul lastrico. Speriamo di non fare la stessa fine ma mi sembra che la strada intrapresa porti solo all'inferno.

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  • mannnius

    23 Maggio 2012 - 19:07

    Non vi resta che andare a zappare... Politici di m....L'Europa non esiste causa vostra. Gli idioti dei cittadini europei continuano a votare i soliti imbecilli. Siamo rovinati. Il nostro lavoro,i nostri risparmi, le tasse che paghiamo saranno buttati al vento.

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  • eaman

    23 Maggio 2012 - 19:07

    Andate a chiederlo a Confalonieri perche' si deve reggere il governo Monti: Mediaset e le altre aziende di famiglia perdono il 30 in sei mesi. A volte il conflitto di interesse e' un boomerang: piu' tasse per reggere le aziende di famiglia.

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