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Il presidente di Confidustria

Squinzi: "Fisco, sulle imprese
una zavorra intollerabile"

Il primo discorso ufficiale: "Lo Stato faccia dei sacrifici, proprio come li chiede a famiglie e ad aziende"

Giorgio Squinzi

Il neo-presidente di Confindustria contro le tasse di Monti

Il neo-presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nel suo primo discorso uffciale picchia duro contro Mario Monti, spiegando che sulle imprese gravano "zavorre intollerabili". Nel mirino dell'erede di Emma Marcegaglia c'è il fisco, ma anche una burocrazia che "per i soli adempimenti ci costa 45 miliardi in più rispetto ai migliori esempi nel resto d'Europa" e il costo dell'energia elettrica, più alto in media del 30% rispetto agli altri paesi europei: colpa delle tasse.

"Difficile fare impresa" - "Fare l'imprenditore in Italia - spiega il leader di Viale dell'Astronomia - non è mai stato un mestiere facile. Oggi è diventata una sfida temeraria. La bassa crescita dell'Italia è determinata soprattutto dalla difficoltà di fare impresa". Quindi una battuta sulle politiche del governo Monti: "Se la riforma delle pensioni è stata severa, ma necessaria, la riforma del mercato del lavoro appare meno utile alla competitività del Paese e delle imprese di quanto avremmo voluto".

"Lo Stato faccia dei sacrifici" - Tra gli applausi, in una platea piena di volti noti (tra gli altri Gianfranco Fini e Renato Schifani, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, i ministri Corrado Passera e Filippo Patroni Griffi, Vittorio Grilli, il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, oltre al presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia), Squinzi ha rivolto il suo appello alle istituzioni: "Gli italiani stanno sopportando grandi sacrifici e non capiscono perché l'azienda Stato non pssa risparmiare", proprio come sono costrette a fare imprese e famiglie. 

"Senso di sgomento" - Per il presidente di Confindustria il quadro economico nel Belpaese è allarmante: "L'emorragia si misura con le decine di migliaia di imprese che non sono sopravvissute alla crisi - ha sottolineato Squinzi -, si misura con gli oltre due milioni e cinquecento mila persone che non trovano lavoro, con il senso di sgomento che attraversa il Paese". Infine una battuta sulle nuove generazioni: "Se non apriamo ai giovani nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la parità del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l'Italia".

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Commenti all'articolo

  • deltabravo

    01 Giugno 2012 - 16:04

    quante volte vi siete strappati le vesti siate uniti picchiateb duro.

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  • liberal1

    25 Maggio 2012 - 10:10

    Tutto giusto ma a volte sta a noi rimettere in piedi la baracca creando nuovi mercati e non lamentarsi soltanto Siamo ciò che siamo perché lo pensiamo questo è certo se continuiamo a dare le colpe al governo è limitante La politica deve mettere in condizioni di poter far diventare ricchi i suoi cittadini e non vessarli e basta. Ma anche la confindustria non deve piangersi addosso è troppo facile fare i capitalisti con i soldi statali i mercati in un momento come questo si creano. Se siete intelligenti cominciate ad andare nelle scuole pubbliche o università a chiedere dei migliori studenti periti chimici elettronici ecc.. adottateli fimno a che arrivano al diploma o alla laurea e forse vi troverete dei collaboratori fantastici non è solo la politica che deve fare anche l'imprenditore intelligente può fare molto.

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  • ketaon_01

    24 Maggio 2012 - 23:11

    Ma stai tranquillo che la casta non la toccano. Sono dei codardi e hanno apura di perdere la poltrona. Hanno fatto un piccolo taglio sul numero dei ministri per darci il contentino , devono arrivare almeno al 50% per essere credibili.

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  • beatles14

    24 Maggio 2012 - 23:11

    meglio dell'acida che c'era prima. Speriamo continui ad incalzare il finto governo del principe giovanni e della sceriffo di Nottingham.

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