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Lo spettro del fallimento

Arriva la peste spagnola
Il contagio è già iniziato

Madrid travolta dal crollo dei mercati rischia di trascinarci nel default

Cacciare Berlusconi non è servito: stiamo peggio di prima
Arriva la peste spagnola
Il contagio è già iniziato

di Sandro Iacometti

Ci risiamo. Borse a picco e spread sopra i 500 punti, soglia che, sostengono alcuni, l’Italia  potrà reggere per non più di qualche settimana prima di finire gambe all’aria. Anche quest’anno l’agosto si preannuncia rovente. Con la differenza, rispetto a dodici mesi fa, che tra Silvio Berlusconi e Mario Monti sugli italiani è piovuta complessivamente una stretta fiscale che a regime vale la bellezza di 81,218 miliardi di euro. Interventi che sono serviti a renderci tutti più poveri, ma che hanno fatto poco più di un un baffo ai mercati, pronti a far saltare in sequenza prima la Spagna e poi noi. Alla faccia dei festeggiamenti del premier per il fantomatico scudo anti-spread.

È partito proprio da Madrid l’ennesimo uragano che ieri si è abbattuto con violenza sull’Italia. Uragano che si è completamente disinteressato di quanto avveniva in teleconferenza a Bruxelles, dove l’Eurogruppo ha dato il via libera al programma di aiuti per ricapitalizzare le banche spagnole. Un piano che prevede una disponibilità complessiva «fino a 100 miliardi», di cui 30 miliardi utilizzabili da subito per «bisogni finanziari imprevisti». Il problema, spiegano alcuni analisti, è che alla luce delle dichiarazioni del governo sul default del Paese dietro l’angolo e dell’andamento dei tassi sui titoli di Stato degli ultimi giorni, i mercati si aspettavano qualcosa di più di un sostegno che era già ampiamente atteso e metabolizzato.

Il risultato, comunque sia, è che su Spagna e Italia si è scatenato l’inferno. La Borsa di Madrid ha chiuso con un calo pesantissimo del 5,82% e i rendimenti dei bonos (i nostri Btp decennali) sono saliti di 610 punti base rispetto ai bund tedeschi. Non è andata affatto meglio da noi, dove la Borsa è scivolata giù del 4,38%, con crolli generalizzati di banche e assicurazioni. Ma il vero problema è il maledetto spread, schizzato di nuovo ai valori proibitivi che hanno causato l’uscita di scena del governo Berlusconi. Il differenziale tra Btp e Bund ha aperto a 477 e, dopo aver toccato nel corso della giornata i 504 punti, si è attestato a fine seduta esattamente a 500 punti base. Un livello che renderà il finanziamento del debito pubblico non sostenibile. E che si avvicina moltissimo a quello (519 punti) del 16 novembre 2011, giorno del giuramento del governo Monti.

Il professore ieri ha cercato di minimizzare sostenendo che «il contagio è in corso e non da oggi» e che, tutto sommato, lo spread da quando è arrivato lui è sceso di 74 punti rispetto ai 574 che ha trovato. Al di là del fatto che quando si è dimesso Berlusconi era a 553 e quando ha giurato Monti a 519, come abbiamo detto, la realtà è che la crisi italiana si sta avviando su una strada da cui non si potrà uscire con le battute. 

E neanche con le dichiarazioni del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, che mentre ostacola a Bruxelles qualsiasi strumento anti crisi che abbia un minimo di efficacia (ovvero mani libere alla Bce per acquistare titoli di Stato dei Paesi in difficoltà) poi spiega al quotidiano francese Le Figaro che «l’Italia non avrà problemi» e che Monti è una «chance» per il nostro Paese e per l’intera Europa.

Il rischio è invece che per evitare di far saltare l’euro, ipotesi che a Berlino spaventa solo per le conseguenze drammatiche che avrebbe sulle sue esportazioni, arrivino soluzioni drastiche e indesiderate. Sul fronte interno, inutile dirlo, un’ulteriore stretta fiscale, a partire dalla patrimoniale. Su quello europeo, potrebbe prendere corpo l’ipotesi (caldeggiata dai tedeschi) del cosiddetto Fondo di redenzione in cui far confluire le quote di debito europeo eccedenti il 60%. Cosa che per noi (che dovremmo conferire al fondo circa la metà del nostro debito) comporterebbe, secondo le simulazioni di Mediobanca, un trentennio di rigore fiscale e tagli draconiani alla spesa pubblica. Il tutto garantito, ovviamente, dalle nostre riserve auree.

twitter@sandroiacometti

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Commenti all'articolo

  • marcopezzi

    22 Luglio 2012 - 01:01

    cosa fanno gli organi di vigilanza dei mercati? nulla. Sanno benissimo che gli attacchi speculativi, sotto forma di enormi ordini di vendita, vengono da hedge founds che operano dalla city di Londra. Attendono, in un clima di guerra, che i volumi scendano (come nel periodo estivo) e complice qualche dichiarazione delle agenzie di ratings oppure del media di turno sferrano l'attacco. Visto che a mio avviso si sta parlando di un chiaro intento alla lesione della libertà e alla democrazia della nazione, mi chiedo, e veramente mi chiedo, perchè diavolo non vengano sospese IMMEDIATAMENTE qualunque forma di vendita allo scoperto su TUTTE le azioni della borsa italiana e sul suo debito. Se, come ovviamente potrebbe accadere, gli attacchi continuassero indisturbati e noncuranti dei controlli e dei divieti, CHIUDEREI, si CHIUDEREI, i mercati sia borsistico che dei titoli di stato. Fantascienza? E' fantascienza immaginare che un governo arrivi a questo per difendere i propri cittadini?

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  • swiller

    21 Luglio 2012 - 16:04

    La ghigliottina da noi è la soluzione, un bel taglio di teste, e a Roma ce ne sono molte.

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  • umberto2312

    21 Luglio 2012 - 14:02

    Otto anni di Zapatero hanno ridotto la Spagna in mutande ed altrettanti di Berlusconi in mutande hanno ridotto l'Italia sul lastrico.Adesso bisogna vedere se il cavaliere vuole rivestirsi o meno,ma probabilmente non servirà a nulla.L'importante è non votare per la sinistra; ci affonderebbe ancora più in fretta.

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  • gianni modena

    21 Luglio 2012 - 14:02

    grazie per avere sempre ascoltato e fatto quanto la Merkel chiedeva , non hai capito che se era giusto per la germania , era pessimo per l'Italia . e ancora non lo capisci ; quella ha tutto l'interesse ad indebolire l'italia il più possibile per poter comprare quanto sarà ancora interessante a prezzo di svendita . smetti di dare soldi ai paesi in difficoltà e tienili per far scendere il nostro debito , e che la germania si arrangi se non vuole fallire anche lei a causa della stupidità , e della cecità della "signora"merkel . risparmia i soldi per far ripartire l'economia . ma so che sei talmente presuntuoso e pieno di te stesso che non acolterai nessun consiglio , solo quello sbagliato della merkel . cordialità

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