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La Borsa sale, lo spread ai minimi
Ma la crisi è finita?

Milano ha chiuso a +2,4%: a influenzare positivamente la Borsa i giudizi positivi delle agenzie di rating su Monti 
La Borsa sale, lo spread ai minimi
Ma la crisi è finita?

 

I giudizi positivi sul governo Monti da parte delle agenzie di rating (per Moody's l'Italia può uscire dalla recessione nel 2013, per Fitch bene la strada delle riforme intrapresa dal Belpaese), ma soprattutto le aspettative dei mercati sul prossimo intervento della Bce hanno fatto scendere sotto quota 410 punti lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi con il tasso che si attesta al 5,66%. Nella giornata aveva toccato la punta minima di 410 punti e quella massima di 428. Alla fine si è fermato a 409, il minimo da tre mesi. La sensazione tra gli investitori è che, grazie all'Eurotower, ci saranno presto dei progressi finalmente apprezzabili sul fronte della crisi del debito. In questo clima attendista e meno cupo che nelle settimane passate, a Milano Piazza Affari chiude con un robusto rialzo dell'indice Ftse Mib a 15.330 punti (+2,40%) che riporta il barometro del listino milanese sui massimi dei 4 mesi. Chiudono in rialzo le borse europee trainate da Milano e Atene che registrano le perfomance migliori in Europa. A spingere i listini le voci secondo cui la Bce si appresta a varare uno scudo anti-spread nonostante l'opposizione di Berlino e della Bundesbank e in attesa dei vertici programmati in settimana in cui si decideranno le sorti della Grecia. Un spunto indubbiamente favorito dall'esiguità dei volumi che rende il mercato estremamente sottile amplificandone i movimenti. Ne hanno approfittato i titoli a maggiore contenuto finanziario, come banche ed assicurazioni, beneficiate dal calo dello spread Btp-Bund a 410 punti, un livello comunque ancora elevatissimo: +44% rispetto all'agosto 2011.In spolvero Mps +7,09%, Mediobanca +5,47%, Banco Popolare +5,28%, Bper +5,09% e Generali +4,90%.

Nel corso della mattinata la Spagna è riuscita a raccogliere 4,5 miliardi di euro a 12-18 mesi pagando interessi decisamente più bassi di quelli della precedente asta di titoli di Stato. La "ciccia" della giornata l'ha messa sul piatto il deputato tedesco Norbert Barthel, responsabile delle poliche di bilancio della Cdu. Parlando della Grecia, che aspetta con l'acqua alla gola 30 miliardi di aiuti da Ue e Fmi, l'esponente della coalizione che governa la Germania ha prefigurato "piccole concessioni, potrebbero essere rivisitati la scadenza e i tassi sui prestiti" concessi ad Atene a patto che il governo ellenico rispetti gli impegni già sottoscritti. Si attende  domani nella conferenza stampa del premier ellenico, Antonis Samaras, se qualcosa si muove nel muro di gomma dell'intransigenza  tedesca. I mercati sembrano crederci: il rendimento del Bund tedesco e' salito all'1,56% mentre è sceso quello sui titoli di stato italiani e spagnoli con conseguente restringimento dei relativi spread. Effetti ovvi sui tassi di cambio, con l'euro in salita verso quota 1,25 sul dollaro, un tipico rally che segnala un fase di riduzione dell'avversione al rischio. La giornata ha beneficiato anche del buco presente nel calendario economico, non era in programma alcuna diffusione di indicatori economici, un motivo in più per abbracciare temi rialzisti.

 

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    23 Agosto 2012 - 23:11

    Anche i giapponesi attendono da 25 anni la fine della loro crisi. Si tratta in effetti di un 'riadeguamento' alla nuova situazione mondiale, facilitata dall'omologazione della globalizzazione, dove nuovi paesi sono sulla scena economica mondiale. E che paesi: India e Cina (metà della popolazione mondiale)! La velocità con la quale é sopraggiunta é da annoverarsi al tenore di vita che ci siamo permessi senza averne i mezzi: ci siamo mangiati parte del futuro e lo paghiamo e lo pagheremo. Il privato é assente (IL Sole/24ore dice agli industriali che si guadagna di piu' con i BTP): il pubblico é inefficiente ma dovrà occuparsi dell'equità altrimenti ci troviamo in una stato di rivoluzione. 'Decrescita, crescita zero' non hanno fatto che avvertire dove si stava andando. Il futuro é nell'ambiente ma passeranno decenni. I discorsi attuali sono vetusti e sorpassati, come la politica e i politici sulla scena.

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  • marcopensa

    22 Agosto 2012 - 09:09

    E i direttori di orchestra ora intonano un bel valzer per sorreggere ai nostri occhi profani il teatrino della speculazione, sorreggi Monti, sorreggi la castrante politica economica, intanto passate le elezioni altri piccoli sacrifici e altra stretta all'economia reale fino a quando tutto crollerà veramente. Allora i burattinai scopriranno le loro carte e si proporranno come salvatori della nostra inutile esistenza ad un prezzo inaccettabile. Se in Europa non c'è democrazia perchè continuare a reggere il gioco e rimanervici? C'è chi in un passato recente ha dato la vita per le libertà di cui godiamo.

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  • INCAZZATONERO69

    21 Agosto 2012 - 20:08

    E stì cazzi dove li mettiamo?L'economia reale e la sola salvezza...il resto e tutta merda.

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  • Fabio71

    21 Agosto 2012 - 20:08

    Il giochino degli speculatori, adesso, è far calmare un po' le acque per riconfermare Monti: l'uomo del monte, venuto a salvare l'Italia (le banche) ma non gli Italiani. L'unica cosa che metterebbe l'euro al sicuro sarebbe l'istituzione degli Stati Uniti d'Europa, ma pare evidente che siamo lontani anni luce dal trovare la più piccola delle soluzioni, figuriamoci questa. Ci aspettano anni di sofferenze, prese in giro, commissariamento e povertà. Chi può farlo, prepari la valigia.

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