Cerca

La crisi e le quattro ruote

Auto, mercato in picchiata: -20,23%
Marchionne: "Mai visto numeri così"

I dati del ministero: immatricolazioni in calo del 20,23 per cento. Fiat cede il 21%. L'ad: "L'andamento del mercato è in linea con le previsioni"

Contando tutti i marchi del Lingotto sono 17 mila le vetture immatricolate, 4 mila in meno dell'agosto dell'anno scorso, ma mantiene stabile la propria quota al 29,6 per cento
Sergio Marchionne

Sergio Marchionne

Le immatricolazioni auto in Italia hanno segnato un nuovo tonfo, un calo tendenziale del 20,23% ad agosto scorso. Lo rende noto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il calo a luglio era stato del 20,98 per cento. Fiat segue l'andamento negativo del mercato cedendo il 21%: contando tutti i marchi del Lingotto sono 17 mila le vetture immatricolate, 4 mila in meno dell'agosto dell'anno scorso, ma mantiene stabile la propria quota al 29,6 per cento. Da gennaio ad agosto il totale è di 290 mila macchine (-20,2%). L'amminstratore delegato del gruppo Sergio Marchionne è consapevole del drammatico e non nasconde il pessimismo: "L'andamento del mercato è totalmente in linea con le previsioni. È stato un mese non bello, non ho mai visto un numero così basso in vita mia".

Le cifre - Per quel che riguarda i dati, in particolare, la Motorizzazione ha immatricolato ad agosto 56.447 autovetture. Ad agosto 2011 ne furono immatricolate 70.764 (nel mese di luglio sono state invece immatricolate 109.452 autovetture rispetto alle 138.510 di luglio 2011).   Ad agosto sono stati registrati 232.980 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -9,38% rispetto ad agosto 2011, durante il quale ne furono registrati 257.087 (nel mese di luglio 2012 sono stati invece registrati 355.811 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -6,67% rispetto a luglio 2011, durante il quale ne furono registrati 381.257). Nel mese di agosto il volume globale delle vendite (289.427 autovetture) ha dunque interessato per il 19,50% auto nuove e per l’80,50% auto usate.   Le immatricolazioni - ricorda il Ministero - rappresentano le risultanze dell’Archivio Nazionale dei Veicoli al 31.08.2012, mentre i dati relativi ai trasferimenti di proprietà si riferiscono alle certificazioni di avvenuto trasferimento di proprietà rilasciate dagli Uffici Provinciali della Motorizzazione nel mese di agosto 2012 e rappresentano le risultanze dell’Archivio Nazionale dei Veicoli alla data del 31.08.2012.

Gennaio-agosto - Nel periodo gennaio-agosto 2012 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 981.030 autovetture, con una variazione di -19,86% rispetto al periodo gennaio-agosto 2011, durante il quale ne furono immatricolate 1.224.096. Nello stesso periodo di gennaio-agosto 2012 sono stati registrati 2.710.168 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -10,90 rispetto a gennaio-agosto 2011, durante il quale ne furono registrati 3.041.823. (AGI)   Red/Fra 031819 SET 12  

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • allianz

    05 Settembre 2012 - 11:11

    Se non ha mai visto in vita sua di questi numeri,allora e meglio che parli all'amico suo...Se non lo fa ne vedrà ancora piu bassi.

    Report

    Rispondi

  • osicran2

    04 Settembre 2012 - 18:06

    Come volevasi dimostrare! Ed andrà sempre peggio! Le cause:le diminuite disponibilità degli Italiani;l'eccessivo prezzo dei carburanti ed il loro continuo aumento;l'eccessiva pressione fiscale;la sfiducia nel domani! Ma non c'è peggior cieco o sordo di chi non vuole vedere e sentire! Caro Marchionne, occorre riconvertire la produzione in auto elettriche o a energia alternativa e, soprattutto a prezzi contenuti!

    Report

    Rispondi

  • routier

    04 Settembre 2012 - 12:12

    Se le auto Fiat costassero per quello che valgono la fabbrica non sarebbe piu' in crisi e le vendite aumenterebbero anzichè diminuire.

    Report

    Rispondi

  • routier

    04 Settembre 2012 - 12:12

    Se le auto Fiat costassero per quello che valgono la fabbrica non sarebbe piu' in crisi e le vendite aumenterebbero anzichè diminuire.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog