Cerca

L'editoriale

Mario, il professor SmontaItalia

Non sono contrario alla vendita degli immobili ma senza tagli alla spesa ci troveremo al punto di prima, solo più poveri. Purtroppo finora il governo ha dormito

15 Giugno 2012

5

Mi scrive un lettore di Brescia: «Caro direttore, lei non teme che la “dismissione” dei beni di Stato rappresenti una calamità? Ci pensi bene: trascuriamo di intervenire sulla spesa pubblica e vendiamo gli immobili. In tal modo non avremo più i beni materiali ma ci resteranno gli sprechi. Se consideriamo l’efficienza della Amministrazione dello Stato e l’etica cristallina di una parte della nostra classe politica, personalmente avverto un brivido alla schiena». 

Difficile dargli torto. Anzi: devo confessare che anch’io, dopo aver letto le dichiarazioni del presidente del Consiglio a proposito della vendita dei beni di Stato, mi sono preoccupato. Non già perché io voglia conservare caserme ed edifici sfitti nel centro delle città. Lo Stato e le pubbliche amministrazioni hanno una quantità di beni che, se messi a reddito o ceduti, ci consentirebbero di ridurre il debito di un bel po’. Il problema è come queste cessioni verranno fatte e, ancor peggio, che saranno eseguite senza metter mano alle cesoie di cui ci sarebbe bisogno per dare una sfoltita alla spesa pubblica.

Non so di chi sia l’immagine, ma tempo fa, quando Monti varò la manovra denominata pomposamente SalvaItalia, ci fu chi paragonò il provvedimento al riempimento di un secchio bucato: per quanta acqua ci metti, alla fine se ne va tutta e dovrai rimetterne altra. Ecco, la mia preoccupazione è la stessa del lettore lombardo. Se prima non si riducono la spesa e gli sprechi che ci hanno portato ad avere uno dei debiti più elevati d’Europa, alzare le tasse o vendere i palazzi non servirà a farci stare meglio. Alla lunga ci ritroveremo con gli stessi problemi  ma solo un po’ più poveri. Io non sono contrario alle cessioni della nostra argenteria. L’ho scritto più volte: lo Stato possiede una quantità di edifici che stanno andando in malora e dunque sarebbe meglio liberarsene facendo cassa. Ma se l’operazione non è accompagnata da un bel taglio allo stile di vita sprecone dell’Italia, non cambierà nulla, anzi, la situazione potrebbe peggiorare.

Né mi fanno sentire meglio le anticipazioni sui ritocchi alla spesa messi a punto da Enrico Bondi. L’ex salvatore della Parmalat è un manager con i fiocchi, che sa come far ripartire un’azienda. Ma un conto è operare in una spa, un altro è mettere in riga uno Stato. Finora, da quel che si è capito, più che una spending review (ma perché continuano a chiamarla così invece che con il suo vero nome: tagli alla spesa? Mistero) è una politica di buon senso e di risparmio. Accorpare le spese, concentrare le stazioni dei carabinieri, ridurre le auto blu, limitare i consumi energetici. Tutte cose giuste e apprezzabili, ma nessuna misura fondamentale: qualche soldo in questo modo lo si recupererà, ma non quelli che servono a farci tornare in equilibrio con i conti.

Non solo: paradossalmente Monti e i suoi ministri stanno smontando le poche cose buone che il precedente governo aveva fatto e che adesso, in un momento di crisi, avrebbero potuto cominciare a dare i primi frutti. Via il federalismo, soprattutto nella parte che imponeva costi standard alla sanità, uno dei capitoli di spesa più costosi di tutto il bilancio statale. Via la riforma Brunetta, che fissava criteri rigidi come una parte di stipendio degli statali legata alla produttività individuale. Via pure la riforma dell’Università, in particolare quelle norme con cui si imponeva il ricambio ai vertici degli atenei e un concorso nazionale al posto di quelli locali che si possono manipolare. Via anche, con la riforma del mercato del lavoro, la legge Biagi, che nei dieci anni passati aveva favorito l’assunzione dei giovani, anche se a tempo.

Impegnato com’è a risparmiare e a far crescere l’Italia, Il Grigiocrate - così hanno soprannominato Monti gli autori di un libro di recente uscita, subito ripresi dal Financial Times Deutschland -  cancella le poche norme che avrebbero potuto dargli una mano e, come i nobili di famiglie decadute, vende i mobili e i quadri sperando di tirare a campare, ma senza decidersi a cambiare vita. Per questo a me, più che SalvaItalia, la sua manovra sembra SmontaItalia.

di Maurizio Belpietro 

 

 

 

 

 

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    16 Giugno 2012 - 16:04

    monti è un bugiardo e truffaldino . siamo in crisi , dice , non lui . lui teme che la sua faccia da seppellito vivo si sporchi di letame e uova marce. mi sembra di sentire il sinistro bersani quando diceva , senza dire niente di costruttivo " un passo indietro" monti dice " siamo in crisi " ma diminuire le prebende non ci pensa nemmeno . , anzi siccome siamo in crisi , lui mette tasse nuove e le alza su consiglio del kgb tedesco.vorrei far notare ai lettori che accusano allegramente berlusconi di aver procurato il buco di governo , berlusconi non mi è simpatico anzi vero il contrario , domandate al gobbetto ormai novantenne e non muore mai , come hanno fatto a fare questo buco enorme che ci trasciniamo dal 1948. la DC di casini non ha mai tagliato le spese inutili , anzi si sono aumentati le prebende e le tasse per averne sempre di più . chiedete ad amato come ha fatto ad avere la pensione a danno degli autonomi e dei dipendenti . morite presto satana vi ama

    Report

    Rispondi

  • giorgio_collarin

    15 Giugno 2012 - 19:07

    prima tagliare, caro monti professore delle tasse!!! ossia risparmiare a più non posso!!! e poi se del caso alienare i beni immobili per fare cassa!!! destinando questi soldi per una macchina movimento terra che spiani il colle; un'altra che azzeri i palazzi della politica, i grattaceli lombardi di formigoni e soci, le sedi di tanti enti inutili, eccetera eccetera!!!!

    Report

    Rispondi

  • marino43

    15 Giugno 2012 - 15:03

    Come dice giustamente auroragi, nel secchio bisogna metterci acqua per riempirlo, ma se c'è un buco ...prima si deve tapparlo e poco conta fare dell'ironia quando quel buco c'era anche prima di Monti e chi doveva tapparlo non solo non lo ha fatto ma anzi lo ha allargato e l'unico buco che ha tappato (forse...dato lo stato della prostata...con un lauto aiutino blu!!) è quello della patonza di qualche escort ben attrezzata per aiutare i vecchi satrapi! Pertanto....lasci perdere l'ironia che, come è noto, non le appartiene, attenda le conseguenze dei provvedimenti per dire se le cose sono state fatte bene o male. Capisco che non può fare altrimenti...capisco a che pressione sia sottoposto dati i lauti stipendi per sostenere l'insostenibile e infangare i "nemici"...ma per favore né lei né altri del suo enturage avete voce in capito per fare certe affermazioni. L'unica cosa che ve lo permette è quella targhetta con su scritto "giornalista" che vi legittima a dire tutto e il contrario di tut

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media