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L'editoriale

Tanto Monti per nulla

La spending review dei Prof: nessun taglio a province, armi e sindacati. Niente blocco delle tariffe. E la chiusura dei mini ospedali è delegata ai governatori: un altro modo per dire che non si farà

6 Luglio 2012

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Dopo mesi passati a studiarlo, di Mario Monti credo di aver capito   una cosa e cioè che l’unica manovra che gli riesce alla perfezione è la retromarcia. Basta vedere cosa è successo in Consiglio dei ministri. Settimane di annunci e bellicose intenzioni e poi i tagli alla spesa pubblica sono stati cancellati in poche ore.  Mentre i giornali titolavano sulla chiusura di decine di ospedali in tutta Italia, mentre la gran parte dei quotidiani apriva la prima pagina con la soppressione delle Province e dei tribunali di periferia, mentre La Stampa metteva in bocca al premier dichiarazioni marziali come «Non c’è alternativa ai tagli, risparmi di  5 miliardi sulla sanità», il presidente del Consiglio si preparava al dietrofront di fronte alle lamentele di sindacati e partiti.  Una ritirata con la coda fra le gambe, che i principali siti internet ieri pomeriggio sintetizzavano in maniera implacabile: «Saltano il taglio delle Province e il blocco delle tariffe, nessuna riduzione sul fronte degli armamenti, demandata alle Regioni la questione degli ospedali».

In una parola, una disfatta. Nessuna delle misure che il governo aveva fatto circolare per dar corpo a una manovra di tagli della spesa pubblica di cui si parla da mesi è rimasta in piedi, neanche quella che riguardava i sindacati e i generosi fondi che ogni anno lo Stato regala a Cgil, Cisl e Uil. La spending review è diventata una spending continues e il lavoro preparato da Enrico Bondi è stato buttato nel cestino, come già prima era accaduto al documento di revisione degli incentivi alle imprese elaborato da Francesco Giavazzi. Che sarebbe andata a finire così purtroppo lo immaginavamo e, commentando le notizie riguardanti i provvedimenti in procinto di essere varati, avevamo messo le mani avanti. Temevamo infatti che alla lunga, pressato dalle contestazioni, il capo del governo si rimangiasse ogni cosa, come già era accaduto con la riforma del mercato del lavoro, nata sana e storpiata trattativa dopo trattativa.

La delusione più grande naturalmente riguarda gli ospedali, molti dei quali non hanno le dimensioni e le risorse per garantire ai pazienti adeguate cure, ma in molte regioni ne hanno a sufficienza per assicurare clientele e ruberie. Ne abbiamo parlato spesso su queste pagine e anche oggi, nelle pagine interne,  il nostro Tommaso Montesano se ne occupa, raccontando alcuni dei casi più clamorosi. Come quello di Oppido Mamertina, comune alle falde dell’Aspromonte che ospita uno dei 18 centri di cura calabresi con meno di 120 posti letto:  a Oppido di brande per accogliere gli ammalati ce ne sono appena venti, ma in compenso i dipendenti sono cinque volte tanto. A Taurianova la situazione non è molto diversa: tra medici e infermieri sono in 149 e i degenti appena 29.  Ospedali dove più che essere curati, si rischia di venire abbandonati come capita ad esempio in quello di Corigliano, dove, secondo una recente indagine, solo l’1,2 per cento dei pazienti che si sono rotti un femore riesce ad essere ingessato nelle 48 ore. 

Nonostante ieri i lanci della principale agenzia di stampa del Paese, l’Ansa, dessero la notizia che i piccoli ospedali erano stati graziati da Palazzo Chigi, immagino però che oggi il presidente del Consiglio negherà la retromarcia, specificando che più semplicemente  il governo ha delegato alle Regioni la decisione, essendo la materia dei nosocomi di competenza dei governatori e degli assessorati alla sanità. Ma è proprio questo il punto. Che i centri di cura fossero di competenza regionale, a parte Monti lo sapevano tutti e tutti si attendevano un espediente che aggirasse le disposizioni volute dal centrosinistra nel 2001. In realtà il premier non ha trovato alcuna soluzione e dunque l’annunciato piano di risparmi rischia di afflosciarsi appena sarà nelle mani dei governatori. La maggior parte dei quali non ha intenzione di chiudere i pronto soccorso perché perderebbe voti. Anzi, qualcuno ha perfino costruito il proprio successo difendendo gli ospedali destinati ad essere liquidati. Basti ricordare che nel 2005 l’attuale leader di Sel Nichi Vendola era in prima fila a contestare l’allora governatore della Puglia Raffaele Fitto, colpevole di aver disposto la chiusura del reparto di ginecologia di Terlizzi. Finì con l’auto dell’esponente di Forza Italia assediata e presa a pugni, una protesta che aprì la strada al governatore in rosso, nel senso ovviamente di uno che regna sui bilanci pubblici in deficit.

Dunque, non ci sarà nessuna chiusura, ma solo la solita ammuina. Qualche ospedale cambierà nome, riconvertendosi in centro di assistenza oppure in qualche altro camuffamento. Ma nessuno verrà licenziato e i risparmi ce li scorderemo.  Sarà, come sempre, una presa in giro. Tanto Monti per nulla. In compenso il governo ha annunciato che l’aumento dell’Iva ci sarà e forse questa è l’unica decisione su cui il capo del governo non ingranerà la retromarcia. L’unica, ovviamente, che va nella direzione sbagliata.

di Maurizio Belpietro

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Commenti all'articolo

  • iltrota

    06 Luglio 2012 - 15:03

    Approvo, sottoscrivo e confermo in pieno! Ma, si sa: Libero si sostiene grazie all' appoggio dato / ricevuto to / from Silvio il Cavaliere Mascarato!!

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  • filippoIV

    06 Luglio 2012 - 10:10

    Sig.angelo.p lei dovrebbe essere così angelico da farci capire, quando dice:[facciamo un sistema PRESIDENZIALE PURO] a cosa si riferisce e chi dovrebbe essere questo PURO che dovrebbe fare il presidente di uno stato presidenziale così puro e cosa dovrebbe fare di tanto puro.Le faccio notare che a parlare in modo suèerficiale si rischia di essere inseriti in quella categoria di "uomo comune" che fa discorsi da lunedì mattina al bar e si discute sulla partita di calcio se l'arbitro era o non era a favore della squadra avversaria.Le faccio altresì notare che anche il Vecchio governicchio diceva che doveva fare dei tagli, che però non ha mai fatto; che avrebbe calato le tasse, cosa che non ha mai fatto.Mi pare che lei angelicamente non si sia mai schierato contro contro quel Vecchio, eppure di CHIACCHIERE,CHIACCHIERE E CHIACCHIERE PAGATE PROFUMATAMENTE DEI CONTRIBUENTI ITALIANI ne abbia fatte, oppure mi sto sbagliando io e milioni di altri italiani?Angelicamente a presto a rileggerla.

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  • angelo.p

    06 Luglio 2012 - 10:10

    Monti=la teoria che un uomo solo, forte della stupidità dei suoi sostenitori,può affamare milioni di persone e distruggere uno STATO.Per l'Italia purtroppo, come se la terra avesse smesso di girare,il buio della notte sembra non finire mai e traccie di luce non si vedono apparire all'orizzonte.CHIACCHIERE,CHIACCHIERE E CHIACCHIERE PAGATE PROFUMATAMENTE DEI CONTRIBUENTI ITALIANI.La cronaca politica giornaliera è un insulto alla intelligenza ed un invito alla ribellione ,ma anche qui purtroppo il mostro STATO ci nega ogni possibilità di reazione e,come ebbi già a dire,se ad un mastino "LO STATO" provate a togliere il cibo dalla bocca,VI SBRANA.Se non facciamo un sistema PRESIDENZIALE PURO da questo baratro non ne usciamo.

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