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L'editoriale

Monti sconfitto persino nella battaglia dei cannoli

Commissariare la Sicilia poteva essere un segnale di forza verso i mercati, invece niente. Super Mario sceglie la linea morbida e non cambierà nulla

25 Luglio 2012

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di Maurizio Belpietro

Ho visitato nei giorni scorsi Vernazza, uno dei paesi delle Cinque Terre che nell’ottobre dello scorso anno fu colpito dall’alluvione. Il centro è tornato una bellezza e non c’è caffè o ristorante che non lavori a pieno ritmo, come se nove mesi fa non fossero stati spazzati via dalla marea di acqua e fango. Non si vedessero le frane a mezza costa, ferite aperte fra i boschi, nessuno si accorgerebbe di nulla e penserebbe che qui non ci sono stati né morti né devastazione. Però gli smottamenti sono lì, in agguato, pronti a rimettersi in movimento se ci fossero altre piogge straordinarie. Per mettere il paese al sicuro ci vorrebbero i soldi che erano stati promessi e non sono mai arrivati. Stessa situazione a Monterosso, il paese vicino, e nei centri che stanno alle spalle delle Cinque Terre, nella Val di Vara. Perché scrivo del paesino ligure e delle sue grane mentre tutto sembra crollare e lo spread va a mille o, per lo meno sembra lanciato verso  quel traguardo? Per quanto mi ha detto il sindaco di Vernazza, Vincenzo Resasco:  «Però 400 milioni per la Sicilia li hanno trovati in un attimo». Ora uno potrebbe pensare che la frase sia di un amministratore leghista, che ha in odio la Trinacria e sogna la secessione. E invece no: a pronunciarla è un sindaco del Pd, il quale non manca di commentare che anche in Emilia sono nella stessa situazione, cioè aspettano che lo Stato si mostri. Mentre faceva queste amare considerazioni, Resasco però non sapeva che alla Sicilia, oltre ai 400 milioni, ne sono stati sganciati altri 250, anche quelli in un attimo. A donarli è stato sempre il presidente del Consiglio, il quale, ricevuto ieri il governatore dell’isola e avutane la promessa di dimettersi entro fine mese, lo ha gentilmente ringraziato su due piedi con un assegno da bruciare nella voragine dei conti della sanità siciliana. Altri soldi per una Regione che, come dichiarato dal suo presidente, non era sull’orlo del fallimento ma godeva di ottima salute. Altro denaro che farà la fine di quello concesso fino a ieri o all’altro ieri, ossia disperso per accontentare un mare di clienti.

Perché ovviamente, nonostante «la crisi di liquidità», in Sicilia la festa continua come prima, cioè come se l’Italia non fosse un osservato speciale dei mercati e i suoi conti non fossero guardati con sospetto. Abbiamo riferito ieri del numero di stenografi che si avvicendano nella trascrizione dei discorsi del governatore: 18  per un’ora di parole, più o meno tre minuti a testa.  Uno spettacolo che ha scandalizzato perfino un suo assessore, il quale lo ha raccontato ai giornali. Ma neanche il tempo di riaversi dallo stupore ed ecco arrivare da Palazzo dei Normanni, sede dell’amministrazione regionale, un’altra perla. Stavolta a rivelarla è l’edizione palermitana di Repubblica. Secondo il giornale caro alla sinistra, Lombardo avrebbe intenzione di reclutare mille rilevatori per svolgere indagini statistiche. Sì, avete letto bene: nonostante i ventimila dipendenti, la Regione intende assumere altro personale e la lista dei fortunati è già stata pubblicata sul sito dell’assessorato dell’Economia. A Palermo si giustificano dicendo che a pagare sarà l’Istat, ma stranamente a ingaggiare è la Regione. Non solo, rispetto ad analoghe rilevazioni fatte nel passato, questa volta il numero di persone incaricate di svolgere indagini in campo agricolo sarebbe il doppio: 951 rispetto alle precedenti 437. Mentre per le statistiche generali si è passati a 541, contro le 262 del 2008. Come mai tanta gente, e perché una ricerca che si poteva fare con la metà delle persone ora ne richiede il doppio? Misteri siciliani, ai quali i dirigenti della Ragioneria generale della Regione replicano come se non ci fosse alcuna stranezza, sostenendo che il personale interno non era sufficiente e soprattutto non preparato per svolgere il gravoso impegno. Insomma, tutto normale e non c’è ragione di sollevare polemiche, anche se guarda caso l’assunzione a tempo di un migliaio di persone casca proprio alla vigilia di una campagna elettorale...  

Ieri Mario Monti, dopo aver ricevuto Raffaele Lombardo ed essersi fatto promettere che si sarebbe dimesso entro la settimana, ha annunciato che ogni assunzione fatta dalla Regione d’ora in poi dovrà essere autorizzata dal governo di Roma, pena il taglio dei trasferimenti, lasciando dunque intendere che la Sicilia è avviata verso un commissariamento morbido. Tuttavia a noi sembra che il provvedimento arrivi tardi, quando i buoi sono scappati e i posti di lavoro già elargiti. Il governatore fa sì le valigie e la Ragioneria dello Stato mette sotto controllo i conti della Sicilia, ma quando i giochi sono fatti e Lombardo per tramite del suo vice è pronto a riprendersi la Regione, continuando a fare ciò che ha sempre fatto e cioè a gestire il potere e le assunzioni. Lo avevo detto e scritto: ero pronto ad applaudire Monti se fosse andato fino in fondo, commissariando davvero l’isola e denunciando lo statuto speciale. Eravamo in buona compagnia, di molti siciliani per bene. Ma insieme a quella contro lo spread, il premier ha perso anche questa battaglia. O, forse, perde quella con lo spread proprio perché non sa vincere nemmeno quella con un dispensatore di cannoli.

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Commenti all'articolo

  • Wotan

    27 Luglio 2012 - 12:12

    Hai dato una notizia vera su Libero, ma incompleta in quanto sarà la presidenza del Consiglio a decidere sull'applicazione della delibera dell’Agcom.In quanto a sciocchezze,da buon siciliano,sei tu il maestro di spreco!Ma di quali "rubinetti del petrolio" parli se la Sicilia non é proprietaria neppure della stoppa dei rubinetti? Vi é andata bene che l'ENI abbia fatto lavorare negi suoi impianti gente come voi(chiedete lavoro,per rubare lo stipendio)!Quando parli dei tributi di 10 miliardi all'anno pagati dai vostri 5 milioni di "sudditi",ti ricordo che il Veneto,con meno di 5 milioni di "cittadini" ne paga 70 miliardi e ne tornano indietro 15!Sai cosa ci disgusta?Che oltre a mantenervi, abbiate una carta d'identità come la nostra e che all'estero ci chiamino Italiani come voi! VOI che siete stupidi,incapaci, ladri..VOI..che dobbiamo vedervi ogni giorno nelle scuole, alle poste, negli uffici pubblici,o con la divisa da carabinieri,poliziotti,finanzieri,ferrovieri.SIETE DEI PARASSITI!!

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  • lucais

    26 Luglio 2012 - 00:12

    Mazzata per Libero, deve restituire 12 milioni di euro La proprietà del quotidiano avrebbe incassato indebitamente i finanziamenti per l'editoria. Il giornale Libero ha incassato indebitamente i contributi per l’editoria, e dovrà restituire alla Presidenza del Consiglio quanto incassato negli anni precedenti.La “mazzata” al quotidiano fondato da Vittorio Feltri arriva dall’Autorità Garante per le Comunicazioni dopo un anno e mezzo di istruttoria, e costerà svariati milioni di euro.fonte Agcom. Il BELPIETRO che parla della Sicilia quando lui e la sua testata giornalistica riceve svariati milioni di euro per scrivere come sempre sciocchezze,questo è il vero spreco cari lettori...Si sa lui è un vero cameriere del Berlusca.Bene ha fatto Monti ad elargire i soldi alla Sicilia perchè spettano alla SICILIA...Se fossi Raffaele Lombardo chiuderei il rubinetto del petrolio a questi sciacalli del nord e i tributi che ammontano a 10 miliardi di euro l'anno che lo stato trattiene dalla reg.sicilia

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  • Caninforato

    25 Luglio 2012 - 16:04

    Monti sconfitto persino nella battaglia dei cannoli (titola il Direttore)... dimenticando che in democrazia non conta il carattere ma i voti: la Sicilia (coi suoi milioni di voti) è un pezzo fondamentale del Popolo delle Libertà, che volenti o nolenti è tuttora il partito di maggioranza relativa e grazie alla Legge elettorale attuale controlla il Parlamento e le Commissioni e nè Monti nè Gesù Cristo (se avesse la malaugurata idea di ridiscendere quaggiù) possono far nulla senza dei suoi voti...

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