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Terremoto in Emilia Romagna

Boom di richieste
per il parmigiano danneggiato

Le foto delle forme di formaggio nei depositi crollati hanno fatto il giro del mondo e tutti le vogliono comprare

Boom di richieste
per il parmigiano danneggiato

 

Le foto delle cataste di forme di parmigiano reggiano rovinate al suolo hanno fatto il giro del mondo all’indomani del sisma, ma lo spirito di intraprendenza emiliano ha   avuto la meglio sul terremoto che ha sconvolto l’Emilia. Le aziende casearie piccole e meno piccole delle zone danneggiate hanno avuto la stessa idea: "mettiamo in vendita a prezzo di realizzo il parmigiano danneggiato", ed è stato subito boom di richieste. Grazie al web, naturalmente: lo rileva l’Arci locale, che ha dato una mano   organizzativa alle aziende casearie e, qualche minuto fa, ha diffuso la notizia sul suo sito: "Arci Modena e Filieracorta sono state sommerse di mail di richiesta di ordinazione di Parmigiano Reggiano dell’azienda colpita dal terremoto. Alle 15 le mail erano più di 900 e non sappiamo se riusciremo a far fronte a tutte le ordinazioni".

"Le forme di parmigiano -si legge sul sito dell’Arci Modena - si trovano in un capannone in cui si può accedere solo con l'accompagnamento della Protezione Civile e non è possibile chiedere un’attenzione continua a queste esigenze. Vi chiediamo -segnalano Arci  Modena e Filieracorta- quindi di sospendere le prenotazioni per il   momento". Ad innescare la corsa all’acquisto è stato un piccolo caseificio, l’azienda agricola Casumaro; l’iniziativa in breve tempo ha convinto anche gli altri 19 produttori che, insieme a Casumaro, sono consorziati nella Cooperativa sociale La Cappelletta, di S.Possidonio in provincia di Modena.

Il boom di richieste è confermato anche dal Consorzio Parmigiano Reggiano, che rappresenta tutte le aziende produttrici   dell’oro reggiano. "Sulla nostra pagina Facebook -spiegano   all’Adnkronos dall’ufficio stampa- abbiamo avuto in poche ore oltre 2.600 condivisioni del nostro appello ad acquistare le forme danneggiate". Queste, si rileva dal sito del Consorzio, sono circa 150.000, all’incirca il 5% della produzione annua. "Si parla -concludono al Consorzio- di migliaia di richieste per il parmigiano danneggiato"

 

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