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La tragedia del Giglio

La Concordia senza scatola nera,
viaggiava con mappe non approvate

I periti hanno accertato un'avaria ai sistemi di controllo quattro giorni prima del naufragio. Black out sui dati dalle 23,56

La nave viaggiava anche con le porte stagne aperte nonostante le norme di sicurezza imponessero la chiusura dei dispositivi
La Concordia senza scatola nera,
viaggiava con mappe non approvate

 

Cosa successe la notte del 13 gennaio a bordo della Costa Concordia? A parte i racconti dei superstiti della tragedia che si consumò davanti all'Isola del Giglio forse non si saprà mai. La scatola nera infatti non funzionava già da alcuni giorni e i periti, per ricostruire quegli ultimi drammatici minuti, potranno utilizzare solo i dati contenuti nel computer di servizio che però hanno smesso di registrare dalle ore 23,36: gran parte della fase di abbandono della nave è avvenuta "al buio".

Riparazione rimandata - Secondo quanto scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera che ha pubblicato in esclusiva lo scambio di mail tra Pierfrancesco Ferro, il responsabile del settore tecnico di Costa, e la ditta di manutenzione, i guasti era stati segnalati dalla compagnia di navigazione quattro giorni prima del naufragio, quindi il 9 gennaio, ma si era deciso di intervenire per riparare il danno una volta che la nave da crociera fosse arrivata a Savona (il 14 gennaio). Troppo tardi.

Porte aperte - Ma c'è dell'altro. Il Corriere rivela che i periti hanno accertato che le carte nautiche a bordo della Concordia non era state approvate e le porte stagne lasciate aperte. Le norme di sicurezza impongono infatti che tutte le porte stagne vengano chiuse a meno che non ci sia una deroga concessa dalla capitaneria di porto. Ma questo "attestato", pur richiesto da Costa, non sarebbe stato rilasciato. Sono gli ufficiali di bordo a confermare che invece i dispositivi erano aperti perché, come dichiara a verbale Simone Canessa che era in plancia, "si trattava di una prassi utilizzata durante la navigazione per favorire il flusso delle persone che dovevano lavorare".

 

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Commenti all'articolo

  • migpao

    04 Luglio 2012 - 19:07

    schettino è un parafulmine è pagherà tutti gli errori dell'armatore, nessuna giustificazione al suo in-operato ovviamente, però a pagare il conto sarà solo lui.

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  • pennabianca61

    03 Luglio 2012 - 14:02

    come si puo' condannare un napoletano che ci ha fatto conscere in tutto il mondo........!!!almeno adesso non dicono solo"paolo rossi pizza spaghetti" ma anche "Schettino" facendo una bella risata in faccia, da dirette esperinze viaggiando per lavoro.

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