Cerca

Soldi buttati al vento

Centomila euro per far atterrare D'Alema
nell'aeroporto fantasma di Comiso

Lo scalo fu inaugurato dall'ex ministro degli Esteri nel 2007, ma da allora nessun altro volo vi è transitato

L'aerostazione è costata 46 milioni di euro. La guardia di Finanza ha aperto un'inchiesta
D'Alema scende dall'airbus atterrato a Comiso

D'Alema scende dall'airbus atterrato a Comiso

 

Quarantasei milioni spesi per l'aeroporto fantasma di Comiso e solo un velivolo vi ha atterrato: quello di Massimo D'Alema, nel 2007. Adesso la Finanza, con un blitz negli uffici del Comune, ha sequestrato carte e documenti con lo scopo, precisa il comandante delle Fiamme Gialle di Ragusa alla Stampa, "di spronare per arrivare all'apertura dello scalo". E sì, perchè non si capisce proprio perchè non è ancora entrata in attività la pista lunga 2460 metri completamente asfaltata, dotata di sistema di atterraggio strumentale sorta sulle macerie della base americana dei missili Cruise anti-Unione societica e frontiera avanzata del pacifismo Anni 80.

Inaugurazione frettolosa - D'Alema era stato il primo tifoso di quello scalo quando, all'epoca premier, lo offrì come contropartita ai comisani per l'accoglienza di migliaia di profughi dal Kosovo. Lo volle inaugurare nonostante l'aerostazione non fosse ultimata: solo quattro anni dopo venne completata la grande opera con le torri di controllo. Su questo vogliono vederci chiaro gli uomini della Finanza. E anche sui soldi spesi per il "frettoloso" taglio del nastro quel 30 aprile 2007 quando l'Airbus con a bordo l'allora ministro degli Esteri atterrò in quello scalo che sulla carta doveva veder transitare ogni giorno 500 mila passeggeri. Che però in questi anni nessuno ha visto. La Stampa sospetta che ci sia una partita contraria all'apertura, magari per evitare concorrenti sul mercato siciliano, dove la Sa, che gestisce lo sclao catanese di Fontanarossa, è scoia della Soaco che dovrà gestire Comiso. Saranno le Fiamme Gialle a chiarire la questione anche alla luce di una intervista rilasciata dal presidente dell'Enae Vito Riggio nella quale afferma che "il Comune di Cosimo si è voluto auto nominare concessionario e così l'aeroporto viene equiparato a scalo privato". Motivo per cui lo Stato non intenderebbe assumere i costi degli stipendi dei controllori di volo, in parte coperti dalla Regione.

 

comiso, sicilia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • INCAZZATONERO69

    05 Luglio 2012 - 19:07

    per poter pisciare sulla sua tomba...

    Report

    Rispondi

  • INCAZZATONERO69

    05 Luglio 2012 - 19:07

    Li spenderei volentieri per mandarlo al cimitero

    Report

    Rispondi

  • bersa56

    05 Luglio 2012 - 17:05

    Noi tutti facciamo commenti ovunque e i lor signori deputati e senatori ci deridono commentando anche loro: Un altro fine mese è arrivato (rif.alle indennità)come dicono a Roma na botta de qua na botta de la e l'OMO campa

    Report

    Rispondi

  • deLaroche

    05 Luglio 2012 - 15:03

    Come avrebbero potuto transitare 500mila passeggeri al girno? Seun aeromobile medio porta 250 passeggeri vorrebbe dire che atterravano e partivano circa 2000 aeromobili al giorno, cioè più di uno al minuto. Cosa impossibile in qualunque aeroporto.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti