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Vatileaks

Il Corvo va ai domiciliari
"Chiederà perdono al Papa"

Paolo Gabrieli, l'ex maggiordomo di Ratzinger, "resta l'unico indagato". Padre Lombardi: "Per lui il beneficio della libertà provvisoria"

Il prossimo passo sarà la requisitoria del Promotore di Giustizia e l'eventuale rinvio a giudizio
Paolo Gabrieli e Joseph Ratzinger

All'ex maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, accusato di essere il corvo di Vatileaks, è stato concesso il beneficio della libertà provvisoria con gli arresti domiciliari. Il "Giudice Istruttore del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Piero Bonnet, essendo venute meno, dopo l'interrogatorio di oggi, le esigenze istruttorie per la permanenza dell'imputato in stato di arresto, ha disposto per il Signor Paolo Gabriele il beneficio della libertà provvisoria, concedendo gli arresti domiciliari, previa prestazione di idonee garanzie". E' quanto spiega una nota di padre Federico Lombardi, il poratvoce della Santa Sede. L'ex maggiordomo del Papa era stao arrestato lo scorso 23 maggio, accusato di aver trafugato e consegnato al di fuori della Santa Sede dei documenti confidenziali, tra i quali lettere top secret indirizzate al Papa e al segretario particolare, Georg Ganswein.

I prossimi passi - Gabriele risiederà quindi nella sua abitazione, con la famiglia, in Vaticano e dovrà osservare "quanto disposto dal Giudice per i contatti e rapporti con altre persone" prosegue la nota del direttore della sala stampa della Santa Sede. I prossimi passi della vicenda che rutoa attorno a Gabriele, prlosegue la nota, "sono attesi nello spazio di alcuni giorni", e "saranno la requisitoria del Promotore di Giustizia sulla responsabilità per il reato di furto aggravato, e la seguente sentenza di rinvio a giudizio o di assoluzione da parte del Giudice Istruttore". Lombardi ha infine precisato che "un eventuale dibattimento, se avviene, avviene in autunno inoltrato" e che Gabriele resta "l'unico indagato". 

Perdono al Papa - L'avvocato di Gabriele, Carlo Fusco, ha poi annunciato che il suo assistito chiederà perdono al Papa. Ha però precisato che la richiesta esula dalla strategia processuale della difesa e non è in vista della grazia, che Benedetto XVI può comunque concedere in qualunque momento.

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