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Feste a zero decibel

La discoteca
dove si balla
in silenzio

Cuffie sulle orecchie e danze scatenate: i giovani si divertono senza far rumore

La discoteca 
dove si balla 
in silenzio

Se li vedi da lontano probabilmente pensi siano tutti impazziti. Alzano le mani, le agitano e le battono. Sorridono e lanciano qualche urlo. Si direbbe proprio che stiano ballando. Ma la musica non si sente. E allora ti chiedi come fanno a muoversi in tanti nello stesso modo. Se poi ti avvicini scopri che alle orecchie portano delle cuffie. Perché loro non si arrendono alle polemiche sul rumore, alle proteste dei cittadini - numerosi in qualsiasi città - che si battono contro note e schiamazzi notturni invocando il silenzio. Loro, i giovani, si adattano. Senza però rinunciare a quello che più gli piace: ballare con la musica sparata, anche se solo in cuffia. Come è accaduto sabato scorso a Sestri Levante, dove piazza Matteotti si è trasformata in una discoteca all’aperto piena di ragazzi e ragazze muniti di cuffie per il «Silent Disco», l’evento musicale che riesce nell’incredibile impresa di conciliare movida e silenzio, divertimento e rispetto per chi vuol dormire in pace.

Certo lo spettacolo è strano, come riferisce il Secolo XIX, con migliaia di persone che se ne stanno in piedi, sulla sabbia o sul muretto che segna il confine con il selciato, muovendosi a un ritmo che sentono loro. E che tra l’altro non è neppure uguale per tutti. Sì, perché ognuno può scegliere tra due canali musicali disponibili e le relative canzoni. Il lavoro duro spetta ai deejay, che selezionano i brani spaziando dal rock al raggae per finire col puntare sul pop commerciale.

 E chi resta senza cuffie, o semplicemente non le ha perché si limita ad osservare la scena da lontano, può essere divertente anche cercare di indovinare che cosa stanno ascoltando i ballerini. Dai movimenti o da qualche ritornello cantato è possibile farsi un’idea di quello che gli passa per le orecchie. Indovinelli a parte, il rischio è che venga voglia di partecipare. E non è detto che sia possibile. Perché magari, come è accaduto sabato, le cuffie sono andate esaurite. Non se lo aspettavano i ragazzi del Mojotic, l’associazione che da quattro anni organizza «Silent Disco», dall’arena Conchiglia all’ex convento dell’Annunziata passando per la bocciofila rivana. «Le cuffie sono finite. Purtroppo è il mancato di ordinarle», hanno detto, «non ci aspettavamo una tale partecipazione. Il prossimo anno correremo ai ripari». 

E sarà bene che lo facciano se, come sembra, l’evento richiama ormai davvero un sacco di gente. Gente che vuol ballare e divertirsi. Ed è disposta a farlo anche mettendosi le cuffie alle orecchie. Perché rispettare gli altri e le loro esigenze, anche quelle di riposo notturno, va bene, ma va altrettanto bene rispettare se stessi e i propri desideri, compresa la passione per il ballo, soprattutto se, come in questo caso, entrambe le cose sono realizzabili nello stesso tempo.

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