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Caos sul Garda
per il vino
di Adolf Hitler

Le bottiglie in vendita segnalate da una coppia di ebrei americani. Riccardi: "Un gesto offensivo"

La procura di Verona indaga per apologia di fascismo
Caos sul Garda
per il vino 
di Adolf Hitler

di Alessandro Gonzato

La foto di Hitler sulle etichette di una marca di bottiglie di vino e di birra ha scatenato la reazione del procuratore della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia, che ha aperto un fascicolo per apologia del fascismo. Tutto è partito dalla segnalazione di due coniugi ebrei statunitensi in vacanza a Garda, sulla sponda veronese del Lago. Entrato in un piccolo supermercato, l’avvocato Matthew Hirsch, 53 anni, di Philadelphia, è rimasto allibito nel vedere che su uno scaffale c’erano delle bottiglie di vino con il Fuhrer ritratto sull’etichetta e il motto «Ein Volk, ein Reich, ein Führer»  («Un popolo, un impero, un capo!»). Costo del prodotto, marcato “Linea della storia”, 9 euro e 50 centesimi. 

Sullo stesso ripiano, a fianco di una bottiglia dedicata a Papa Giovanni Paolo II, ce n’era un’altra, sempre con l’immagine di Hitler e la scritta «Mein Kampf» («La mia battaglia»), il “catechismo” della gioventù hitleriana in cui Hitler durante la sua carcerazione - nel 1924 - delineò le future strategie del partito nazista. Non c’era soltanto Hitler sulle bottiglie, ma anche altri comandanti della Germania nazista come Hermann Göring e Heinrich Himmler.

A quel punto, il turista americano, inorridito, di fronte ad una parata di immagini dei responsabili degli orrori dell’Olocausto e della morte nei lager di alcuni suoi familiari e di quelli della sua signora, ha deciso di chiedere spiegazioni ad un dipendente del negozio. Il quale però ha risposto che oltre a quelle bottiglie dedicate al nazismo ve n’erano tante altre con l’immagine di Che Guevara e di Stalin e che quindi si trattava di «etichette storiche» e nulla più. Ma le spiegazioni non hanno placato l’indignazione della coppia di turisti. «Se un’azienda imbottiglia ed etichetta tali prodotti» ha commentato la signora Cindy «evidentemente in Italia è permesso e l’affare rende. Ma con che coraggio si fanno soldi sulla tragedia di milioni di morti ammazzati?». 

La vicenda ha sollevato un vero e proprio polverone. Il ministro dell’Integrazione, Andrea Riccardi, dopo aver rassicurato «gli amici americani che visitano il nostro Paese che l’Italia, per Costituzione e cultura, ripudia il razzismo, l’antisemitismo e il nazifascismo», ha aggiunto che «occorre meditare sul gesto improvvido e sciagurato di chi, per motivi economici o per una malintesa goliardia, ha prodotto, distribuito e messo in vendita una bottiglia di pessimo gusto che offende la memoria di milioni di persone e che rischia di compromettere l’immagine dell’Italia all’estero. Chiederò all’ufficio antirazzismo del governo» ha proseguito «di aprire un’istruttoria sul caso».

Il titolare del negozio a conduzione familiare, Fabrizio Flisi, intervenuto nella discussione, ha cercato di smorzare le polemiche dicendo che di bottiglie di quel tipo non ne vende tante, che quelle poche che escono dal negozio le comprano soprattutto i numerosi turisti tedeschi che soggiornano sul lago di Garda durante l’estate, e che le tiene in negozio come monito. 

«Perché quegli orrori non vanno dimenticati e si deve continuare a provare vergogna». Tesi che non ha convinto il sindaco di Garda, Antonio Pasotti, che ha detto di essere esterrefatto e che inviterà il negoziante a ritirare le bottiglie. «Capisco che come gadget possono essere messe in commercio, ma esiste anche una questione di buon gusto e di rispetto». Cattivo gusto o reato toccherà ora al magistrato stabilirlo. 

«Al momento l’apologia di fascismo è l’unico reato ipotizzabile» ha detto il procuratore Schinaia «anche se bisognerebbe inventare quello della stupidità umana. Ma si vede che per fare soldi si seguono tutte le strade, anche quelle che vanno contro la cultura e la coscienza delle persone».

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Commenti all'articolo

  • doveteandarvene

    10 Agosto 2012 - 13:01

    se e' tra il 42' e 43' e' ottimo altrimenti non serve...

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  • cavallotrotto

    10 Agosto 2012 - 09:09

    è evidente che non erano americani , probabilmente i soliti italiani di sinistra estrema emigrati in america nel lontano1940 . ebrei ? no rompi coglioni . ci hanno veramente rotto , come dice 65..... i morti comunisti di stalin sono una catastrofe , diciamo che ha distrutto paesi interi. a cuba ? quanti morti ? li conteremo dopo , quando finalmente castro andrà all'inferno con suo fratello e compagni .

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  • allerria

    09 Agosto 2012 - 13:01

    che sono in commercio,c'è di tutto pure stalin,mao,il che e altri,i soliti ebrei ipocriti,loro amazzano palestnesi tutti i giorni.

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  • darkstar

    09 Agosto 2012 - 12:12

    Strano che siano stati proprio degli americani a far nascere il caso: In USA il primo emendamendo difende la libertá di espressione in ogni campo, compreso bere il vino con l'etichetta che si preferisce. Chiaramente una concezione della democrazia diversa dall'Europa, piena di complessi di colpa ed "uffici antirazzismo" che ci dicono quello che dobbiamo o non dobbiamo fare.

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