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Vittime del terremoto

L'esempio dei comuni lombardi
che rifiutano gli aiuti di Stato
"Dateli agli emiliani"

Curtatone e Porto Mantovano inseriti nella lista di chi ha agevolazioni pur avendo avuto pochi danni. Sindaci e cittadini: Non è giusto

Durante un'audizione alla Camera hanno fatto presente di aver subito pochi solo qualche piccolo problema in due cimiteri e 120.000 forme di grana padano della Latteria sociale cadute, ma non sono stati ascoltati
L'esempio dei comuni lombardi
che rifiutano gli aiuti di Stato
"Dateli agli emiliani"

 

di Gilberto Bazoli

Vivere in un paese dove il terremoto non si è visto o quasi e, nonostante questo, avere diritto a non pagare le spese sanitarie, rinviare il mutuo sulla casa, posticipare l’Imu, rimandare il versamento delle altre tasse, congelare lo sfratto. Succede nel mantovano. Il sisma del 20 maggio ha significato paura e crolli, ma significa anche aiuti e sconti non dovuti. La buona notizia è che i cittadini si stanno ribellando: anziché fare i furbi, chiedono che venga loro tolto il non dovuto. 

Nell’elenco dei 34 Comuni mantovani danneggiati è stato inserito infatti anche Porto mantovano, alle porte del capoluogo. La terra che ha tremato, dice il sindaco Maurizio Salvarani, ha creato «qualche piccolo problema in due cimiteri e fatto cadere dagli scaffali 120.000 forme di grana padano della Latteria sociale, l’azienda più importante della zona. Per un danno di 24-25 milioni di euro». Sotto i capannoni del formaggio lavorano più di cento persone ma, come ha scritto un cittadino indignato («Ho scoperto di essere un terremmotato»), a ritrovarsi esentati dal ticket sono tutti gli abitanti del posto. «Una forzatura», ammette il sindaco. 

Parla a ragion veduta: prima di andare in pensione è stato dirigente delle Asl. A Curtatone, un altro paese della lista, va ancora meglio. Il Comune ha trasmesso alla Regione 18 segnalazioni da parte di privati e 6 di imprese che lamentavano danni. «Poca cosa - riconosce l’assessore all’Ambiente e Protezione civile, Alessandro Benatti -. Premesso che come amministrazione non abbiamo chiesto e tanto meno ricevuto risarcimenti, non è opportuno, né giusto che le facilitazioni vengano concesse a tutti indistintamente. Noi, di essere in quell’elenco, l’abbiamo scoperto per caso. Mi ricordo che, quel mattino, io e il sindaco ci siamo guardati in faccia». La stessa sorpresa devono aver provato a Porto mantovano. «Quasi nessuno qui - si consola il sindaco - sta usufruendo della possibilità di rimandare (sino al 30 settembre, ndr) il pagamento della prima rata Imu. Manderemo fuori regolarmente i bollettini per i rifiuti».

Resta il fatto: un decreto governativo, attraverso l’allegato elenco a maglie larghe dei Comuni vittime del terremoto o presunti tali, dispensa aiuti anche a chi non ne avrebbe diritto. 

Una doppia beffa in tempi di spending review. «Durante l’audizione alla Camera abbiamo espresso la nostra contrarietà a un’applicazione indiscriminata delle agevolazioni sanitarie e tributarie», rivendica l’assessore lombardo e vive commissario al terremoto Carlo Maccari. 

Ma la voce della Regione non è stata ascoltata. «Perché? Il governo ha voluto scegliere un provvedimento più popolare». Con il risultato che la discutibile generosità «sta provocando danni economici ingenti». E, quelli sì, veri.

 

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Commenti all'articolo

  • gioch

    18 Agosto 2012 - 17:05

    ... ci sono paesi,lombardi,che hanno subito danni abbastanza consistenti ma non si parla mai di loro.Felonica,Sermide etc...Curtatone e Porto Mantovano diano i soldi a questi paesi meno fortunati,e non si parli solo dell'Emilia.

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