Cerca

Giustizia italiana

Grosseto, ai domiciliari il ragazzo che pestò a sangue il carabinieri

Insieme a tre amici pestò gli ufficiali: uno entrò in coma e morì dopo un anno. Ora il ragazzo potrà uscire dal carcere: alla Exodus di Milano

Matteo Gorelli, 20 anni, dopo un rave party partecipò al pestaggio a morte di un appuntato. Può già lasciare la cella
Matteo Gorelli

Matteo Gorelli

 

Il 25 aprile del 2011, insieme ad altri tre amici, dopo un rave party aveva aggredito un carabiniere a un posto di blocco a Sorano, in provincia di Grosseto. L'appuntato, Antonio Santarelli, 44 anni, è morto dopo un anno di coma. Nell'aggressione fu ferito in modo grave anche un altro carabinieri, Domenico Marino, di 34 anni. L'aggressore, Matteo Gorelli, 20 anni, è agli arresti domiciliari, da scontare in una comunità, Exodus, in Lombardia. Il gip sabato ha firmato il provvedimento che consente a Gorelli di lasciare il carcere di Grosseto, dove era stato rinchiuso il giorno dell'aggressione.

"Recupero di sè" - La richiesta del trasferimento in comunità era stata presentata dai difensori del ragazzo, i legali Luca Tafi e Francesco Paolo Giambrone. Quest'ultimo ha sottolineato che dall'inizio della carcerazione non era mai stata fatta richiesta di arresti domiciliari per Gorelli, che da tempo "ha iniziato un percorso di recupero di sé e il cui dolore per quanto accaduto non è mai cessato e si è acuito" con la morte del carabiniere. Anche il pm aveva espresso parere favorevole all'istanza per gli arresti domiciliari.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • raucher

    11 Settembre 2012 - 20:08

    magistrati , molto lontane dal sentire comune.In tanti ci chiediamo dove vivono questi signori e se pensano solo a fare le vedettes in vista di un avvenire politico , come tanti esempi purtroppo ci erudiscono in proposito. Impedire ai magistrati di sperare in un avvenire politico , altrimenti non si può più avere fiducia e rispetto nella magistratura.

    Report

    Rispondi

  • LENABOGOSSIAN

    11 Settembre 2012 - 18:06

    ....pena che la nostra legge applica in così efferati delitti. Un uomo, un padre di famiglia, nella esplicazione delle sue mansioni, nel tenere a bada un branco di animali allo stato brado, imbottiti di ogni droga oggi sul mercato, viene ferocemente aggredito e ridotto in stato comatoso fino a morire quasi un anno dopo. E il giovin assassino cosa fa? Va per meriti non ben evidenziati agli arresti domiciliari in una casa di recupero alle porte di Milano. Certo anche gli assassini hanno un'anima, ma hanno anche un dovere, quello di espiare prima di recuperare!!! Espiare in prigione il malfatto ed il maltolto, e questo uomo,quanto prima sarà a piede libero come uno qualsiasi, mentre un povero bischero che magari ha rubato una cosa da nulla (per fame) si farà 10 anni di carcere senza sconti e.........

    Report

    Rispondi

  • fabzer

    11 Settembre 2012 - 16:04

    Io per una questione di opportunità e per fragli fare esperienza, lo manderei prima in una comunità di gay, in modo che non abbia problemi di omofobia. Dopo qualche anno, se ha trovato il marito giusto e si sposa, (io non ho nulla ontro i matrimoni gay e credo che uno come lui possa essere la giusta moglie per un bel maschione gay), vuol dire che ha dimostrato di potersi reinserie in società. Una volta sposato e, soprattutto dopo, una giusta luna di miele con il maschione gay, lo manderei per un paio di anni, sempre in qualità di moglie, a ccucinare e lavare i bagni nelle caserme dei carabinieri dove potrà dimostrare, pur essendo moglie di un gay, tutta la sua bravura. Se all'esito di questo percorso dimostra di aver capito quello che ha fatto, lo spedirei in vacanza a Mikonos in locali dove, magari dopo aver litigato con il marito, può trovare un altro marito.

    Report

    Rispondi

  • zydeco

    11 Settembre 2012 - 15:03

    Terribile! Ancora una volta l'ingiustizia italiana all'opera. Come nel caso meno grave ma non meno serio dell'insegnante condannata per avere castigato un bullo. Ma dove li vanno a prendere i giudici in Italia? Va bene che i manicomi li hanno chiusi...

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog