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Il tesoriere del Pdl

Viaggi, auto di lusso e contanti
ecco la vita a sbafo di Fiorito

L'ex capogruppo: "Posso spiegare tutto". E presenta un dossier sulle spese allegre dei compagni di partito. Fiorito è indagato per peculato: a lui risultano intestati 753mila euro, con bonifici divisi in due tranche che dal Pdl transitano all’estero
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ecco la vita a sbafo di Fiorito

 

Il fragile equilibrio tra le diverse anime del Pdl del Lazio sta saltare. Da "Er Batman della Ciociaria", accusato di peculato per aver distratto dalle casse della Regione un milione di euro, potrebbe arrivare il colpo di grazia. Franco Fiorito, ex capogruppo alla Pisana, defenestrato a luglio che si è autosospeso dal Pdl per “gesto di dignità”, fa nomi e cognomi togliendo il sonno a parecchi colleghi di partito. 

Le casse vuote - Tutto è iniziato con un documento del suo successore alla guida del gruppo PdL, Francesco Battistoni, che a fine luglio ha reso noto alla Pisana la situazione delle casse del partito: prosciugate. Il capogruppo, nel Pdl, infatti è anche tesoriere, l'unico che può prelevare e firmare assegni.  "Il gruppo funzionava male, non c'era un’organizzazione politica, non facevamo riunioni, Fiorito gestiva tutto", ha detto Battistoni al Tgcom24. "Appena sono succeduto a Fiorito - racconta Battistoni - ho visto quello che c'era e mi sono recato in banca per capire qualcosa della situazione contabile del gruppo e non essendo esperto in materia ho nominato due consulenti di fiducia. Ho visto degli estratti conto e i miei consulenti hanno redatto una relazione consegnatami la settimana corsa. Dopo averla ricevuta ho convocato una riunione di gruppo e ho comunicato a tutti la relazione, l’ho letta a tutti i presenti e l’ho inviata agli assenti". Inoltre, continua Battistoni, "mi preme ricordare che noi non abbiamo mai fatto una elezione, quando all’inizio facemmo la prima riunione venne il coordinatore regionale e ci comunicò che, per la sua esperienza nel campo, veniva scelto Franco Fiorito. Da lì in avanti ha gestito tutto lui". Tra le ricevute, Battistoni dice di aver "trovato molti falsi, anche fatti in maniera abbastanza goffa. Ad esempio, mi vengono attribuite cene mai fatte. Lo so perchè io ho le ricevute originali delle cene che ho fatto. Non so chi ha messo in giro il dossier, ho dato mandato ai miei legali di verificare ma credo che la situazione sia molto particolare perchè si sta mischiando ciò che è al vaglio della magistratura e delle spese che hanno sostenuto dei consiglieri svolgendo il proprio mandato. Abbiamo ascoltato in questi giorni tante falsità - rileva - e stiamo cercando anche di tutelare il nostro lavoro e la nostra immagine. Serve un regolamento interno al gruppo, per questo ho convocato per lunedì mattina una riunione di gruppo per fare chiarezza una volta per tutte. Dobbiamo portare all’esterno quello che facciamo". E su Fiorito, Battistoni conclude: "fino all’ultimo grado di giudizio è innocente. Non amo parlare degli altri, quindi non giudico i suoi comportamenti. Dal canto mio farò il possibile per difendere l’onorabilità del gruppo".

La Procura apre un'inchiesta - Dalla relazione di Battistoni all'apertura di un'inchiesta da parte della Procura il passo è breve. Fiorito viene indagato per peculato: a lui risultano intestati 753mila euro, con bonifici divisi in due tranche che dal Pdl transitano all’estero. Dalle segnalazioni di Bankitalia, rese note dal Fatto quotidiano, emergerebbe che sono stati incassati all’estero. Lo stesso Fiorito sarebbe correntista in ben cinque banche spagnole. Nel documento bancario sotto la voce “bonifici senza specifica”, viene riportata la cifra di 1 milione e 426 mila euro. E ancora, “assegni senza beneficiari”: 846mila euro. Per “fatture contributi assicurazioni e bolli auto”, invece, è stato speso un milione e 272 mila euro; per non parlare poi di altri 188 mila euro registrati sotto la voce “ricaricabili”, ossia i soldi che andavano su una decina di carte di credito prepagate. E infine, la bolletta Telecom di 11 mila euro e 618 mila euro versati per “collaboratori e consulenze”. Il Fatto rende noti anche altri dettagli. Come due bonifici che ad agosto del 2010 partono dal conto Pdl e vengono incassati da un’azienda titolare di alcuni resort in Sardegna. Nei documenti bancari ci sono infatti due operazioni con destinataria questa società: uno di 10 mila euro, e un altro di 19 mila. Tutti con causale “soggiorno dell’onorevole Fiorito”. Che ora dovrà spiegare, quanto meno ai suoi, se si tratta o meno di spese di rappresentanza, che coincidono con il periodo di pausa estiva. Come dovrà giustificare anche i 235 mila euro di prelievi in contanti. 

Le accuse di Fiorito - Er Batman non si scompone. Dice di poter spiegare tutto. "Adesso il partito sa tutto", "ho consegnato un dossier con tutti i documenti. Vedremo chi ha rubato", dice Fiorito in un’intervista al 'Messaggero'. Riguardo ai bonifici intestati a se stesso, Fiorito aggiunge: "Sono i soldi che la Regione mi pagava per le mie tre indennità, da   consigliere, da presidente della commissione Bilancio e da capogruppo.  Controllate pure. Ho rendicontato tutto, guardi invece qui che roba: questi sono i rimborsi per le cene, cenette a due a base di ostriche. E questi per i ristoranti, serate con 120 invitati, peccato che ne potevano contenere al massimo 40. E vogliamo parlare dei buoni benzina? Rimborsi per 40 mila chilometri in un anno a gente che non si  è mai spostata di casa. Ecco che con chi abbiamo avevo a che fare... con un presidente del consiglio regionale che ha due auto blu, una a Roma e l’altra a Cassino".  Fiorito fa poi dei nomi. Tra questi quello della   "sorella dell’ex ministro Meloni. Lavora nel gruppo Pdl della Regione   Lazio, ma in ufficio non la vediamo da 5 mesi. E’ sempre in servizio esterno, però lo stipendio di 2.300 euro lo prende, eccome se lo prende. Suo marito è l’assessore ai Trasporti Francesco Lollobrigida.  Chiaro? Può fare come le pare". E poi "Sabatini Alessandra. E’ la cognata di Rampelli, anche lei lavora col gruppo". Come riporta poi il quotidiano, "Arianna Meloni è effettivamente la sorella dell’ex ministro Giorgia. Ma, come specifica  il suo compagno, Francesco Lollobrigida, 'lavora alla Pisana dal 1999,  è sempre stata una precaria e a causa del suo cognome ingombrante non  ha mai osato partecipare a un concorso pubblico. Si è assentata dal lavoro negli ultimi mesi perchè nel frattempo ha messo al mondo i nostri due figli'. In quanto alla Sabatini, già segretaria di Fini, è stata assunta alla fine degli anni '90 dopo regolare concorso. All’epoca il suo attuale cognato, il deputato Pdl Fabio Rampelli era   segretario della Fronte della Gioventù. Lei, assicura, neppure lo conosceva". Non si è fatta attendere la reazione dell'ex ministro Giorgia Meloni: “Da Fiorito mi sarei aspettata delle scuse prima di vederlo scomparire dalla politica italiana. Ma come tutti i disonesti che   pensano di essere più furbi degli altri ha provato a gettare fango su  chi non ha scheletri nell’armadio, per far passare il principio 'i politici sò tutti ladri'. Mi auguro che sia espulso dal Pdl per ilsuo comportamento e per le sue sguainate reazioni: la gente come lui infanga l’impegno di tutte le persone oneste che fanno politica”.

Nomi e cognomi - Nel dossier di Fiorito c'è di tutto: si va dall'evento a CineDistrict che lui stesso descrive come “festini con donne semivestite” con un preventivo di 48mila euro, per noleggiare il Teatro di Cinecittà, oltre che il set dell’Antica Roma, per il 21 aprile, Natale di Roma. A richiedere il preventivo, Carlo De Romanis, vice capogruppo Pdl che raggiunto dal Fatto, nega che quella festa ci sia mai stata. “Non è assolutamente vero – dichiara De Romanis – abbiamo fatto un passo indietro dopo aver chiesto il preventivo perché ci costava troppo”. Dalla sua, Fiorito invece conferma di aver effettuato i bonifici alla società, di non essere andato però a festeggiare la nascita di Roma. E ancora centinaia di fatture intestate ai componenti del gruppo alla Pisana, che si sarebbero dilettati tra cene, pranzi e acquisti pazzi. Come il servizio fotografico per la berlusconiana Veronica Cappellaro, presidente della Commissione Cultura. Il costo della sua ripresa fotografica, racconta il Fatto, effettuata dallo studio “Luxardo”, è di 1080 euro. Sempre a lei sono intestate le ricevute di bar e ristoranti: “Pasqualino al Colosseo” (17mila euro) o anche “Bar Martini”, dove una cena tra pidiellini è costata agli italiani 8.800 mila euro. Poi tocca a Lidia Nobili, che per una serie di eventi nella sua città natìa, chiamati “La Regione incontra Rieti”, fattura circa 150mila euro alla società reatina, Lallaria. E per finire ostriche e cravatte. Per 10 cravatte di seta e 1 sciarpa di lana i contribuenti hanno pagato senza saperlo 1200 euro. 

 

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    18 Settembre 2012 - 11:11

    altro che quel povero disgraziato!

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  • metallurgico

    17 Settembre 2012 - 21:09

    Cosa c'e' di piu' somigliante al parassita della societa'? il famoso FILM del parassita che vive sulle spalle degli altri a sbafo della societa' e' ispirato sicuramente a questi politici che tutto fanno meno che l'interesse comune.

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  • blu521

    17 Settembre 2012 - 19:07

    Prendo atto che lei ha la capacità di far divenire importanti quelli che nomina. Roba da capogiro! Quando sarà tornato in sé dal delirio di onnipotenza cerchi di prendere atto che Lusi è in galera e Penati è stato salvato dal pd-pdl-lega ladrona. Il trota è in giro a far spese, il padre gioca a briscola all'osteria e la mauro fa ilvicepresidente del Senato. Salutamm' e soreta.

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  • bepper

    17 Settembre 2012 - 17:05

    dov'è la notizia? Uno del PDl con le mani nella marmellata? Uno scoop sarebbe Esponente PDL fa arrestare mafioso!

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