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Stato-Mafia, Consulta: ok al ricorso del Quirinale

E' stato ammesso il conflitto di attribuzione sollevato da Napolitano sulle intercettazioni che coinvolgono il Capo dello Stato nella presunta trattativa

Antonio Ingroia

I giudici costituzionali, riuniti in  camera di consiglio a palazzo della Consulta hanno dichiarato ammissibile il conflitto d’attribuzione fra poteri dello Stato sollevato dal Quirinale nei confronti della procura  di Palermo, legato alle telefonate intercettate dell’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il pm-spettacolo, Antonio Ingroia, sostituto procuratore nel capoluogo campano, anche se la decisione era attesa, deve ingoiare un boccone molto amaro.

L'iter - I giudici si erano riuniti nella mattinata di mercoledì 19 settembre a palazzo della Consulta e dopo una pausa a metà giornata erano tornati a chiudersi in camera di consiglio nel pomeriggio. Il presidente della Corte Costituzionale, Alfonso Quaranta aveva incaricato come relatori i giudici Gaetano Silvestri e Giuseppe Frigo, entrambi di nomina parlamentare, eletti rispettivamente nel 2005 su indicazione del centrosinistra e nel 2008 su indicazione del   centrodestra. Dopo la dichiarazione dell’ammissibilità del conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato, nel caso specifico fra il Quirinale e la procura di Palermo, la Corte Costituzionale dovrà ora entrare nel merito della questione, presumibilmente non prima di un paio di mesi.

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  • fonty

    fonty

    21 Settembre 2012 - 14:02

    Potenza dei nomi, adesso Ingroia deve ingoiare anche lui.

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  • agostino.vaccara

    20 Settembre 2012 - 13:01

    Se solo ci fosse una seria riflessione su quanto fatto da ingroia in questi ultimi anni, se ne scoprirebbero di cose strane!!! Come è possibile che sotto la sua guida la Procura di Palermo abbia cercato sistematicamente di smantellare tutta l'intelligence che aveva portato alla cattura di Riina e dei maggiori esponenti della mafia??? Tutti i carabinieri ed i poliziotti che col rischio della loro vita avevano perseguito i mafiosi sono sotto inchiesta giudiziaria per causa d'ingroia! Il solo pensare che il generale Mori o il capitano ultimo o anche lo stesso contrada possano essere collusi con la mafia è da dementi. Piuttosto sembra più logico pensare che la loro messa in condizioni di non nuocere più sia un "piccolo favore" alla mafia!!!! E' un problema di semplice logica, non è necessario essere grandi investigatori o grandi Pm:Cui prodet? chi ha beneficiato dello smembramento di quel pool di servitori dello Stato che tanto avevano contribuito alla lotta alla mafia?Semplice:i mafiosi!

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  • honhil

    20 Settembre 2012 - 12:12

    E il sentiero del disinnamoramento che porta ad Ingroia diventa autostrada. Possibile che il procuratore aggiunto di Palermo non abbia capito che una cosa era torchiare giorno e notte Berlusconi e altra cosa sarebbe stato inerpicarsi verso l’alto Colle? Possibile che sia tutta colpa dell’ubriacatura mediatica? O c’è dell’altro?

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  • gianni modena

    20 Settembre 2012 - 09:09

    non so se essere contento o triste per questa vicenda che presenta sempre le 2 faccie della medaglia ; giudici che fanno di tutto e di più contro il presidente del consiglio e tutti ad applaudire , poi gli stessi giudici che azzardano intercettare il comunista napolitano , e si rovescia il mondo . avendo potuto attaccare impunemente il premier , hanno pensato di alzare il tiro e avere maggior visibilità e gli è andata male poveretti .

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