Matrimoni muti

Alle nozze di Placido Al Bano non può cantare la sua Ave Maria

Il parroco la vieta perché non è un brano liturgico

16/08/2012

Placido si sposa,
Al Bano non può cantare Ave Maria

 

di Andrea Morigi

Al Bano Carrisi non apprezza la differenza che passa fra una messa e un concerto. Lui ieri voleva cantare l’Ave Maria di Bach e di Gounod per il matrimonio del suo amico Michele Placido che, alle 18, a Cisternino, in provincia di Brindisi, si unisce all’attrice Federica Vincenti. Ma se nulla osta alle nozze, questo canto non s’ha da fare, stabilisce il parroco. Non lo consente perché le musiche religiose, di norma, se non sono state composte per la celebrazione, vanno collocate al di fuori del rito. Magari al termine, in un momento di sosta o durante la firma degli atti. Anche se l’esecuzione è affidata a un interprete solista d’eccezione, che perciò si scandalizza.

Lui reagisce, sorpreso e sconcertato: «È assurdo. C’è qualcosa che non quadra». Non riesce proprio a spiegarsi come sia possibile che non gli chiedano pareri sulla scaletta canora durante la sacra liturgia: «Ho cantato questa Ave Maria», dice all’Adnkronos «davanti a Giovanni Paolo II in Vaticano. E poi di fronte a Madre Teresa di Calcutta, per il cardinale Carlo Maria Martini e per Don Verzé. E ora arrivo a Cisternino e mi vietano di cantarla». Risulta strano in effetti che vi sia ancora qualche prete rispettoso delle regole. Ci si stupisce, ormai, se chitarre e tamburi sono tenuti all’esterno degli edifici di culto, dopo che per decenni sembrava avessero definitivamente spodestato l’organo e relegato in soffitta il canto gregoriano.

Eppure, molte diocesi italiane hanno già reso noto ai fedeli che non è più il caso di festeggiare carnevale la domenica e tanto meno quando ci si sposa. Perciò anche la Marcia nuziale di Mendelssohn, per quanto sia divenuta un segnale sonoro del matrimonio, si esegue alla fine della messa, mentre gli sposi lasciano la chiesa. A Venezia, addirittura, si specifica che «sono da evitare durante la presentazione dei doni o durante la comunione brani operistici, colonne sonore di film, arie o lieds come la cosiddetta “Ave Maria” di Schubert e di Gounod o il “Largo“ di Haendel, nati come canti solistici in particolari contesti culturali, con intenti diversi da quelli necessari per vivere questi due momenti liturgici». Quindi se ne può «permettere l’esecuzione al di fuori della celebrazione, magari, nell’accompagnare gli sposi nel loro omaggio alla Madre di Dio, oppure durante l’eventuale momento fotografico, oppure all’uscita». Se il vescovo di Brindisi la pensa allo stesso modo, non è perché ce l’abbia con Al Bano, il quale forse non capisce per carenza d’informazioni al riguardo. Hanno provato a spiegarglielo. L’altare e il palco sono due postazioni qualitativamente diverse. Niente da fare: «È assurdo», tuona «che in chiesa venga vietata l’esecuzione  di un brano religioso come questo. Viene tolta la possibilità agli sposi, a chi lo esegue e a chi lo ascolta, di gioire. È una cosa impossibile: vorrei proprio capire il motivo di una scelta del genere. Tra qualche ora andrò lì e cercherò di capire. Per quanto mi riguarda non c'è una sola giustificazione plausibile. È davvero strano: Papa Giovanni Paolo II ha approvato questo canto e un prete  di Cisternino non lo ritiene religioso». Al contrario, per il cantante  di Cellino, «con questo brano siamo nella storia della musica religiosa. Il prete mi deve spiegare il perché della sua decisione», conclude. Come se le regole le dovesse stabilire un artista.

 

Commenti 

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e che dire di un vecchio coglione...........

16/08/2012 14:59

Postato da LADONNADISION

....che convola a nozze con una giovane pulzella credendo di aver vinto alla lotteria! A quando il posizionamento di un collare terapeutico per sostenere le ormai malandate cervicali da quel bel palco da Cervo Reale che appariranno ben presto sulla sua cabeza? E come si dice a Firenze: gl'andò per trombare e si trovò trombato!!!!

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16/08/2012 13:20

Postato da Ganibar

Che scandalo, Al Bano non può far vibrare le pareti della chiesa con i suoi gorgheggi! Da anni ormai è invalsa l'abitudine di insegnare alla Chiesa come comportarsi: i gay sostengono che Sodoma non è stata distrutta per i comportamenti omosessuali, ma per mancanza di ospitalità nei confronti degli angeli in visita in quel luogo; dunque la Chiesa non dovrebbe essere omofoba, ma benedire i culattoni che si abbandonano ad atti di lussuria (caspita, anche S.Paolo diceva sciocchezze!); Berlusconi una volta disse che i divorziati potevano accedere all'Eucarestia, ma che scherziamo? ecc ecc Ognuno vuole che la Chiesa rinunci al suo insegnamento millenario, per assecondare i ghiribizzi del primo venuto. La Chiesa ricomincerà ad espandersi, quando non cederà alle lusinghe del potere e dei soldi.

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Ma che du' palle Al Bano.........

16/08/2012 12:57

Postato da LADONNADISION

Hai preso la Chiesa Cattolica per la Festa dell'Unità del tuo paese? Essere cristiano e per di più Cattolico è una cosa seria, e già il parroco ti ha fatto una concessione non da poco dandoti il permesso di avvicinarti all'altare per cantare inni sacri, tu che sei divorziato e che cazzeggi in giro. Parola di divorziata, che sente con dolore l'allontanamento dalla Chiesa.