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Il cavallo di battaglia

Grillo: "Uscire dall'euro non è un tabu"

Il leader del Movimento 5 Stelle: "La moneta unica è un cappio al collo"

Beppe Grillo

"Uscire dall'euro non è un tabù"

Uscire dall’euro non è un tabù. Beppe Grillo ribadisce la sua proposta di abbandorare la moneta unica e chiede che l’Italia prenda in seria considerazione questa ipotesi. In un’intervista pubblicata sul sito internet dell’agenzia Bloomberg, il leader del Movimento 5 stelle, fresco del successo alle elezioni amministrative, ripete che "l'euro è un cappio al collo che si restringe di giorno in giorno" e che dunque, ritornare alla lire attraverso una svalutazione del 40-50% anche se non risolverà tutti i problemi economici del Paese, renderà le nostre esportazioni più competitive".

L'esempio danese - In verità il comico ligure aveva già invocato la fine della moneta unica. Anzi, ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia polemici. Circa un mese fa, Grillo aveva sostenuto di "valutare una seria proposta di rimanere in europa con il minor danno possibile, uscire dall'euro, non pagare il debito pubblico o pagarne solo una parte". Lo stesso concetto fu espresso qualche giorno dopo sul suo blog, in un post in cui si leggeva che in realtà "dall'euro siamo già usciti, l'euro non rispecchia più il valore della nostra economia, al massimo il 60 per cento. Uscire dall'euro - aveva già tuonato - non deve essere un tabù. Gran Bretagna e Danimarca sono parte della Ue e hanno mantenuto le loro monete. Si può fare, bisoga iniziare a discutere. Non è mai troppo tardi per tornare indietro da una strada lastricata per l'inferno".

Ruba voti a Di Pietro - Beppe Grillo continua a tenere alta l'attenzione su di sè dopo aver sbancato alle elezioni amministrative: il Movimento 5 Stelle ha eletto il suo primo sindaco, ha spedito il suo candidato al ballottaggio a Parma ma soprattutto ha fatto incetta di consensi. Grillo ha pescato a piene mani dai delusi e dall'esercito degli ex non-votanti. Ma dall'analisi dei flussi elettorali risulta che sia l'Idv di Antonio Di Pietro ad aver perso più consensi, reindirizzati verso le 5 Stelle. E così, Tonino, riconosce la sconfitta e strizza l'occhio a Grillo: "Beppe, vieni con me"

Cresce la fronda anti-Grillo - Ma tra le 5 Stelle, nei giorni della grande vittoria, non è tutto rosa e fiori. Il divieto imposto a chi vuole andare in televisione, le precedenti uscite di Grillo (quelle filoleghiste sulla cittadinanza ai figli degli immigrati e quelle sulla mafia), nonché le polemiche sui candidati imposti, costano a Beppe una nutrita serie di polemiche: all'interno del Movimento cresce la fronda contraria alla leadership del comico genovese.

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Commenti all'articolo

  • lucia elena

    04 Giugno 2012 - 19:07

    per leggere i vari commenti è orribile. Ogni volta si deve uscire e rientrare ogni tre blog. Era meglio prima, vorrei sapere chi si diverte nel vostro giornale a portare continui cambiamenti. Devo forse rinunciare a curiosare nei pensieri espressi?

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  • GMTubini

    11 Maggio 2012 - 18:06

    Purtroppo la BCE non ha le stesse prerogative che aveva la Banca d'Italia quando c'era la Liretta o che attualmente ha la FED. Il sistema monetario europeo è stato concepito per essere basato sul rigore dei conti, in modo da supplire alla mancanza di una politica economica comune. E' un colosso dai piedi d'argilla, e i mercati lo sanno. Questi non si aspettano tanto il rigore, che ottusamente persegue l'eutanasia economica d'un continente, ma una politica economica di crescita stabile comune ai paesi europei.

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  • bruno osti

    11 Maggio 2012 - 15:03

    a me non sembra che manchino questi strumenti; qualche tempo fà un euro valeva un dollaro 50. Ha acquisito maggior potere anche su Yen, Sterlina e Franco svizzero. Non penso che queste nazioni siano seza quegli strumenti; la speculazione riesce a colpire comunque, per altri motivi

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  • bruno osti

    11 Maggio 2012 - 15:03

    restituite in prima rata al 60%, in attesa di poter farlo anche per il saldo. Il governo subentrante, Burlesque, se ne è poi dimenticato

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