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Il fatto non sussiste

L'ex ministro Romano è libero:
assolto per insufficienza di prove

L'ex titolare dell'Agricoltura era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il pm aveva chiesto 8 anni di carcere

Soddisfatto il leader del Pid (Popolari Italia Domani): "E' stato tutto così surreale. Quei fatti non li ho mai commessi"
L'ex ministro Romano è libero:
assolto per insufficienza di prove

 

Insufficienza di prove: Saverio Romano è stato assolto dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa. Applicando l'articolo 530 comma 2, il gup del Tribunale di Palermo Fernando Sestito, dopo quasi due ore di Camera di consiglio, ha messo la parola fine alla l'ex ministro per le politiche agricolo vicenda: "il fatto non sussiste".  

Eppure il pm Antonino Di Matteo aveva chiesto la condanna a otto anni di carcere tenuto conto della diminuente per il rito abbreviato. Visibilmente emozionato e scosso, prima che il giudice andasse in camera di consiglio per prendere la sua decisione, Romano ha chiesto di prendere la parola e rendere dichiarazioni spontanee: "Mi sembra surreale trovarmi oggi qui -dice- in questi nove anni sono stato prima inseguito da un'ombra che, vista la mia attività, si è' diffusa grazie ai media senza che io potessi avere modo di sapere nulla di quei processi di cui si parlava". E prosegue: "Dopo otto anni sono stato inseguito da un'accusa pensantissima e da 15 giorni sono inseguito da una richiesta di condanna a otto anni. Signor giudice, io ho svolto al mia attività professionale da avvocato e svolgo la mia attività da parlarmentare. Nel 2003 quando venni raggiunto da un avviso di garanzia scelsi di occuparmi solo dell'attivita' politica. Ribadisco che la mia toga è pulita". E conclude: "Ho svolto sempre la mia attività nonostante la mafia. Quei fatti non li ho mai commessi".

Secondo la Procura Romano avrebbe "stipulato un patto politico-elettorale-mafioso con Cosa nostra" contribuendo "al rafforzamento dell'organizzazione mafiosa". Inoltre avrebbe anche ottenuto alle Politiche del 2001 "il sostegno elettorale mafioso". Tesi che i legali dell'ex ministro hanno respinto: "Dopo otto anni di indagini - hanno detto nelle arringhe - la procura ha chiesto per due volte l'archiviazione per Romano". 

"Sono soddisfatto. E’ importante che la formula della sentenza emessa dal giudice sia perchè il fato non sussiste", ha detto non appena gli hanno comunicato la sentenza. "E' una sentenza che lascia la bocca amara, perchè dice che la prova è insufficiente, mentre noi eravamo certi dell’assoluzione con formula più ampia", dice invece l'avvocato Franco Inzerillo, uno dei legali dell’ex ministro Saverio Romano.  La formula "il   fatto non sussiste" è contemplato dall'articolo 530 comma 2, che ha sostituito l'articolo con la vecchia insufficienza di prove.

Romano non era in aula al momento della lettura della sentenza. Sono passati nove anni da quando la Procura aveva avviato indagini sull'uomo politico.   Il pubblico ministero Nino Di Matteo, nella requisitoria che aveva concluso sollecitando la condanna a otto anni, aveva definito Romano "pienamente intraneo" a Cosa Nostra, nel senso che l’ex ministro delle Politiche agricole avrebbe manifestato una "sostanziale, riconosciuta vicinanza e disponibilità nei confronti della famiglie mafiose di Villabate e Belmonte Mezzagno". Secondo l’accusa, rappresentata anche dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci, un vero e proprio "patto politico elettorale mafioso" avrebbe unito Romano ai clan mafiosi dei paesi dell’hinterland palermitano. L’accusa ha battuto a lungo sulla frase pronunciata a una cena a Campo dè Fiori, a Roma, dove l’imputato avrebbe minacciato l’ex presidente del consiglio comunale di Villabate Francesco Campanella: "Siamo della stessa famiglia, scendi a Villabate e ti informi. Mi dovrai votare anche tu". "Si tratta -aveva sostenuto Di Matteo- del significato importante, incisivo e decisivo, che spiega l'esistenza di questo patto. Saverio Romano non è leggero come Totò Cuffaro, che nel rapporto con i suoi amici era meno accorto. Quella frase non è dunque frutto di una leggerezza o di una millanteria, è una vera confessione stragiudiziale".   Gli avvocati di Romano, Franco Inzerillo e Raffaele Bonsignore, avevano contestato le tesi accusatorie sostenendo che "la vita di Romano è stata rivoltata come un calzino ma non è stato trovato nulla". "Nove anni per stabilire se una persona sia estranea alla vicende di cui è accusata sono un fatto di civiltà giuridica sul quale lascio le riflessioni all’opinione pubblica", ha affermato l’avvocato Bonsignore. 

 

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Commenti all'articolo

  • perfido

    17 Luglio 2012 - 21:09

    Alcuni P.M. cercando di assomigliare a politici "intellettuali" della sinistra, sfoggiano termini per i quali poi, perdono il filo del discorso e, si ingarbugliano nell'arrampicarsi sui rami di ciliegio. Evidentemente, avranno letto, bigliettini o "pizzini" trovati nei corridoi della Procura e, per non renderli pubblici, hanno cercato di "decifrarli" secondo il loro astratto "teorema". Adesso avete il coraggio di dirglielo che, erano accuse rilevate da bigliettini o "pizzini" trovati nei corridoi della Procura?. E per una volta, provare a fare una colletta -tutti i magistrati- per risarcire il ROMANO?. La politica sta cambiando, e la magistratura? NO, quella mai. Saluti.

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  • VincenzoAliasIlContadino

    17 Luglio 2012 - 17:05

    Brucia essere intercettati: SMEmo per l'avversario :Napolitano dov'era a lezione in Transilvania? Trattativa Stato-mafia, Borsellino subito all'arrembaggio per altri, 17 anni di agonia e per Silvio Berlusconi dal '94 ad oggi e con 28 assoluzioni, “Re Giorgio I” non s'è degnato di aprire bocca e manganellare, ovvero, di cacciare a pedate nel cu** chi usava la Giustizia per fare carriera Politica: piaccia o no, tutti costoro sono arruolati nelle file o seduti in Parlamento, su scranni della Sinistra. Vero o no che a spropositato offrono al Popolo Italiano un Logo elettorale con “ Partito Democratico ” e l'altro dell'Idv di Antonio Di Pietro, dopo la Mercedes, prestiti, lavoretti, case ad eco canone e Sim Cards Elvetiche anti intercettazioni (regalo di Pacini Battaglia, un inquisito deontologica sic...) e per un partitino che ha in cassa 80mld£ cosa dire? Mi chiedo, per quale motivo o keskì era sopra Dio da non essere intercettato e per questo c'azzecca che abusa di un logo Italia dei

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  • sommesso49

    17 Luglio 2012 - 14:02

    Forse c'è confusione nell'articolo. Cioè non si capisce se Romano sia stato assolto per "insufficienza di prove" oppure perchè "il fatto non sussiste". La differenza è sostanziale e planetaria. Occorrerebbe specificare meglio.

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