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Lutto al quirinale

Dopo le insinuazioni, l'infarto:
Colle, è morto Loris D'Ambrosio

Napolitano: "Contro di lui una campagna irresponsabile". Il consigliere del Quirinale era stato coinvolto nella presunta trattativa tra Stato e mafia

Loris D'Ambrosio

 

E' morto Loris D'Ambrosio, consigliere giuridico del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: è stato stroncato da un infarto intorno alle 15.30 di oggi, giovedì 26 luglio. D'Ambrosio, da tempo, soffriva di problemi cardiaci, e nelle ultime settimane il suo nome era stato tirato in ballo diverse volte in relazione alla presunta trattativa tra Stato e mafia. La notizia della sua scomparsa è stata confermata dal presidente della Repubblica: "Annuncio con animo sconvolto e con profondo dolore la repentina scomparsa del dott. Loris D’Ambrosio, prezioso collaboratore mio come già del mio predecessore". E ancora: "Per lunghi anni ha prestato alla Presidenza della Repubblica l’apporto impareggiabile della sua alta cultura giuridica, delle sue molteplici esperienze e competenze di magistrato giunto ai livelli più alti della carriera". 

"Servitore dello Stato" - "Egli - ha proseguito Napolitano - è stato infaticabile e lealissimo servitore dello Stato democratico, impegnato in prima linea anche al fianco di Giovanni Falcone nel costruire più solide basi di dottrina e normative per la lotta contro la mafia, così come è stato coraggioso combattente della causa della legalità repubblicana contro il terrorismo. In tutte le collaborazioni che da magistrato ha esplicato al servizio delle istituzioni di governo e infine presso la più alta magistratura dello Stato, ha guadagnato generali riconoscimenti e attestati di stima non solo professionale ma innanzitutto morale".

"Campagna irresponsabile" - Il nome di D'Ambrosio, nelle scorse settimane, era venuto alla ribalta nell'ambito della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-mafia. Alcune intercettazioni, infatti, riguardavano colloqui con uno degli indagati, l'ex ministro Nicola Mancino. E a tal proposito, è dura la replica di Napolitano: "Insieme con l’angoscia per la perdita gravissima che la Presidenza della Repubblica e la magistratura italiana subiscono, atroce è il mio rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all’amministrazione della giustizia del nostro Paese". Quindi il cordoglio: "Mi stringo con infinta pena e grandissimo affetto alla consorte, ai figli, a tutti i famigliari e al mondo della magistratura e del diritto", ha concluso Napolitano.

La replica di Di Pietro - Napolitano parla di "atroci insinuazioni" e della "campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni". Ed evidentemente il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, tra i più attivi nel chiedere chiarezza sulla presunta trattativa Stato-mafia, si è sentito chiamato in causa. Pronta la replica, in cui spiega che è sbagliato puntare il dito contro qualcuno: "Esprimiamo cordoglio e rispetto per la morte improvvisa del dottor Loris D'Ambrosio, ma respingiamo con fermezza al mittente ogni strumentalizzazione che ne viene fatta, quasi a voler far credere che la colpa sia di chi ha criticato il suo operato e non di chi ha tentato di sfruttare il suo ruolo".

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Commenti all'articolo

  • biri

    27 Luglio 2012 - 15:03

    Ennesima figura del piffero del nostro difensore di ogni farabutto. Boffo era stato condannato per una vicenda distinta dalla presunta informativa di polizia giudiziaria in cui risultava "attenzionato" come omosessuale (origine della campagna di diffamazione), documento la cui falsità è stata ampiamente dimostrata. Il Giornale tentò anche di attribuire la velina taroccata alla Santa Sede, prendendosi l'ennesima pernacchia. Ma Boffo è solo un caso tra tanti. Che dire dei calzini del giudice? E di quel genio della calunnia prezzolata che risponde al nome di Igor Marini? Suvvia ciannosecco... un po' di pudore.

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  • ciannosecco

    27 Luglio 2012 - 14:02

    Boffo poveraccio inerme?No!! assolutamente,dato che è stato condannato in via dfinitiva,quindi tecnicamente,PREGIUDICATO!!!!!!!!!!!

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  • biri

    27 Luglio 2012 - 11:11

    Quande domande da un mente così brillante! Iniziamo dalle premesse: grazie per la (presunta) lezione di italiano; se non sbaglio, lei era quella che tempo fa "asseriva" di "aver studiato; bè, evidentemente non abbastanza, dato che "asserire" non significa, banalmente, "dire", bensì "affermare la verità di qualcosa senza dimostrarla" (dal latino "assèrere" = annettere a sè, far proprio, da cui il senso figurato di "arrogarsi un'opinione"). Ciò stabilito, veniamo alle risposte: 1) No, non corrisponde al vero 2) No, non mi dispiace affatto che qualcuno la pensi diversamente da me (magari!), basta che pensi, e che non si limiti a ripetere a pappagallo quello che gli hanno insegnato a ripetere 3) No, Napolitano si difende da sè e non ha bisogno di me che, peraltro, non sono suo amico, né di merende né d'altro 4) Sì, diversi "poveracci inermi" sono stati diffamati senza avere il "sederino parato". Uno per tutti, un certo Boffo...

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  • 654321

    27 Luglio 2012 - 11:11

    .. Mi scappa il vomito! Pensa che viscidume di gente che esiste! Sovietici, ma, prima o poi questo scempio dovra' finire! Solo capaci ad aprir quel cesso di bocca,solo accusatori delle menzogne, solo imbroglioni, solo un gregge di pecoroni, solo sovietici! Ma ora sono nella merda sino al collo, non sanno che pesce prendere!,, io consiglierei loro il TROTA..che ne dici?

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