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Scenari politici

Uno sbarramento in faccia:
ci liberiamo di Fini e Tonino

Con la soglia al 5% non entrerebbero in Parlamento. Ma gli esuberi con l'accordo sulla riforma elettorale sarebbero numerosi: ecco tutti quelli che spariscono

Gianfranco Fini e Antonio Di Pietro

 

Esodati no. Per rispetto dei lavoratori che esodati lo sono davvero, questi professionisti della politica non possono essere definiti così. Sono piuttosto degli esuberi, dei tagliati fuori, dei "segati". Già, il punto è che diversi leader, per dirla in maniera spiccia, a breve si potrebbero prendere uno "sbarramento" dritto dritto in faccia. Per carità, nessuna sbarra d'acciaio e men che meno danni fisici. Danni semmai politici, e psicologici: è nutrito, e non mancano i nomi di spicco, l'esercito di leader che con la nuova legge elettorale che si staglia all'orizzonte rischiano di evaporare, scomparire, sciogliersi come neve al sole. Restare vittime, tramortiti dallo sbarramento al 5 per cento.

Di Pietro allo sbaraglio - Con la soglia al 5% per poter entrare in Parlamento, un punto sul quale c'è un accordo di massima tra i partiti dell'Abc, in molti sarebbero costretti a dire addio a Camera e Senato. Passiamoli in rassegna. L'ultimo entrato nel "club" è Tonino Di Pietro, che nelle ultime settimane si è impegnato al massimo per sfasciare la sua Italia dei Valori. Prima le bordate al Pd poco gradite da certi colonnelli del partito, quindi quelle contro Napolitano, e l'effetto nella nomenklatura dipietrista è stato il medesimo. Tonino, in crisi, tende poi la mano a Beppe Grillo, che per tutta risposta gli tira uno schiaffo: "Io, con te non, ci vengo". Inutile sottolineare come fosse piaciuto a pochi nell'Idv l'approccio al comico a 5 Stelle. Insomma, Di Pietro perde pezzi e di pari passo credibilità nel suo elettorato: il 5% pare un miraggio, e il Parlamento pure.

Fini addio - C'è poi l'emblematico caso di Gianfranco Fini, il leader futurista, che nel futuro prossimo si dovrà accontetare di percentuali infinitesimali alle urne. Il suo Fli, dal giorno della fondazione, è stato un flop assoluto, tra defezioni, fughe e malumori interni. Oggi il presidente della Camera, dopo aver smentito un ruolo in Europa, rilancia: "Mi ricandido". Forse cambierà (ancora) il nome della sua pattuglia. Di sicuro il risultato non cambierà. Il 5 per cento? Un traguardo assolutamente irraggiungibile. In Fli qualcuno strizza l'occhio all'asse Oscar Giannino-Montezemolo, qualcun altro invece rimpiange il Pdl e forse ci tornerà, altri ancora vogliono tornare a casa Storace. La sostanza? Nessuno, ma proprio nessuno (fa eccezione, forse, solo Italo Bocchino) guarda al leader Fini.

Bossi&Rutelli - La rassegna non è certo terminata. Il "club" si arricchisce poi di Francesco Rutelli, che poco tempo fa, prima della morte del Terzo Polo sancita da Pier Ferdinando Casini, viaggiava a braccetto proprio con Fini. Lui e il suo Api di appeal ne hanno sempre avuto ben poco, ma ora gli effetti dell'onda-Lusi, per l'ex radicale, hanno avuto conseguenze sinistre. E con lo sbarramento al 5%, Rutelli sarebbe finito. Infine una coppia celebre, e che era impossibile immaginarsi fuori dalle stanze del Parlamento fino a pochi mesi fa (nonostante le velleità secessioniste). Stiamo parlando di Roberto Maroni e Umberto Bossi. Già, perché per la Lega Nord travolta dagli scandali il 5% alle prossime elezioni non è un risultato scontato. Il neo-segretario Bobo può farcela, ma dovrà sudare. Bossi lo seguirà. Ma se il Senatùr, come si vocifera, dovesse aderire al partito dell'ex badante, la strega-cacciata Rosi Mauro, possiamo starne certi, si prenderà con assoluta certezza il pluricitato "sbarramento in faccia". 

 

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Commenti all'articolo

  • delusa52

    01 Agosto 2012 - 17:05

    Non ci posso ancora credere che forse fini e di pietro non li vedremo mai più, ma per farmi del tutto felice dovrebbero andarsene anche in ordine sparso casini, vendola, bersani, bocchino, franceschini, cicchitto, epifani, la russa, tabacci, bossi etc. Largo ai giovani e mai più posti a dei matusalemme, ma purtroppo la mia paura è che verranno, come sempre succede in Italia, messi da qualche parte ad ingrassare lo stesso le loro tasche e svuotare le nostre. Postifici per loro ci saranno sempre, mentre per noi cosa rimarrà?

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  • agosman

    01 Agosto 2012 - 15:03

    Sembra che dorma, ma non in realtà non è sveglio il suo idolo Fini, il quale, dopo aver distrutto questa legislatura con un centrodestra dalla maggioranza bulgara che avrebbe potuto rivoltare il paese (in senso buono ovviamente) come un calzino, non ha futuro. Chi lo conosce non lo compra e fa bene. Ormai è un relitto in fase di sprofondamento definitivo e non esiste al mondo programma, simbolo o consigliere capace di invertire il suo destino. Però lei è libero di nutrire tutte le speranze di questo mondo. L’importante è che si ricordi il famoso adagio “Chi vive sperando muore xxgando”. Poi non dica che non era stato avvertito. Auguri. Il futuro a breve è il M5S che dobbiamo usare come grimaldello per far saltare questo sistema marcio di ruberie ad ogni livello. Forza Beppe Grillo. Sosteniamo in massa il Movimento 5 Stelle.

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  • biri

    31 Luglio 2012 - 22:10

    Chissá perché i bananas come romamaccio si offendono tanto se li si chiama bananas... Dovrebbero esserne orgogliosi. In fondo gli si fa onore: l'esercito del cavalier Banana! (agitato, a dir la verità, mi sembra lei. Io sto benissimo, oziando al fresco sull'Appennino. Dalle sue reazioni, direi che lei stia patendo il caldo; vedrà, poi passa)

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  • romamaccio

    31 Luglio 2012 - 15:03

    Era sufficiente un solo commento,non si agiti troppo altrimenti qualche BANANAS potrebbe ricurgitarle in BOCCA!dovrebbe avere molta dimestichezza essendo un grande esperto in materia di BANANAS.Adesso faccia attenzione al prossimo commento CHE CON STè BANANE POTREBBE AVERE UN SOFFOCAMENTO!

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