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Dietro le quinte

Il piano di Monti e Napolitano
per far rieleggere il Professore

Spingono sulla riforma elettorale per andare al voto in autunno e riconsegnare l'Italia minacciata dallo spread ai tecnici. Ecco chi sono gli alleati (e i nemici) del premier

Mario Monti e Giorgio Napolitano

Ecco il tandem che lotta per la rielezione del Professore

 

Lui dice di "no", che non è vero. "Resterò Senatore a vita e continuerò a lavorare per il Paese, ma non farò il premier", ha spiegato a più riprese Mario Monti. Noi invece, a più riprese, vi abbiamo spiegato che il Professore vuole restare a Palazzo Chigi. Le sue sono dichiarazioni di facciata: Monti spera nel bis, un "raddoppio" che verrebbe appoggiato da ampie fette del Parlamento. Il professore ha un piano, e il suo primo alleato per portarlo a compimento è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il primo obiettivo del tandem Colle-Palazzo Chigi è portare a casa il più in fretta possibile la riforma elettorale, prerequisito essenziale per poter andare al voto già il prossimo autunno (e qui il premier, quando spiega che vuole arrivare al termine naturale della legislatura, bluffa).

Il bluff del tandem -Ieri, lunedì 30 luglio, Napolitano è entrato a gamba tesa: "Al voto l'Italia ci va quando decido io". In una nota ufficiale il Quirinale ha spiegato: "In quanto a ipotesi che appaiono sulla stampa di possibile anticipazione delle elezioni politiche normalmente previste per il prossimo aprile - spiegava Napolitano - ritengo di dover sollecitare la massima cautela e responsabilità in rapporto all'esercizio di un potere di consultazione e decisione che appartiene solo al Presidente della Repubblica". Frasi dure, ma di circostanza: Re Giorgio è il primo che, da mesi, invita i partiti a trovare in fretta e furia un accordo per riformare il Porcellum. E oggi, martedì 31 luglio, ecco le parole di Monti che fanno eco a quelle di Capo dello Stato. Il premier invita i partiti a evitare la "rissa permanente". E sulle elezioni anticipate spiega: "Sarebbe una combinazione che darebbe ai cittadini, ahimè, la sensazione, forse fondata, che la politica ha fatto grandi sforzi per sostenere in Parlamento questo governo, che ha preso decisioni impopolari, ma non ha fatto i compiti in casa propria riformando se stessa. E i mercati interanzionali - ha proseguito - sarebbero legittimati a nutrire scetticismo su quello che viene dopo questo governo".

Alle urne, alle urne - Insomma, Napolitano dice che si vota soltanto quando lo decide lui e Monti rilancia con la minaccia dello spread. Il differenziale sale? La colpa è della politica che litiga e "non riforma se stessa". Quale la riforma in questione? Quella elettorale, ovviamente. Perché tutta questa fretta di eliminare il "porcellum"? E' presto detto: le forze politiche non accetterebbero mai di andare al voto in autunno senza un nuovo sistema. Quella di Monti è una lotta contro il tempo: nonostante le dichiarazioni di facciata l'obiettivo è raggiungere le urne il prima possibile. Se si votasse in autunno - sondaggi alla mano - sarebbe difficile, quasi impossibile, trovare una maggioranza salda, in grado di governare senza intoppi e di non cadere alla prima "imboscata" parlamentare. Uno scenario perfetto per sventolare - ancora - la minaccia dello spread e farsi riaffidare da Napolitano (che ancora non sarebbe entrato nel semestre bianco che, di fatto, ne neutralizza il potere) le redini di un nuovo governo, un Monti-bis sostenuto ancora dalla "strana maggioranza". 

Alleati e nemici - Ma oggi è proprio la "strana maggioranza" il primo nemico di Monti. Sono i partiti a non volere che il regno del Professore si protragga a dismisura e, putacaso, continua la guerra fredda sulla riforma elettorale. Se da un lato Pier Luigi Bersani e il Pd continuano a nicchiare, fingendo di voler trovare un'intesa con il centrodestra per poi rifiutare sistematicamente ogni proposta degli azzurri, chi invece non bluffa e ha mostrato le carte è Silvio Berlusconi. Il Cavaliere - sia perché vuole recuperare consenso e il tempo è suo alleato, sia perché non è disposto a tollerare un bis di Monti, tecnici e professori - vede il voto anticipato come il fumo negli occhi. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, in verità una via d'intesa tra Pd e Pdl sulla riforma elettorale c'è. Ma Berlusconi ha posto una condizione ben precisa: l'iter della riforma non cominci prima di settembre (così le possibilità di un voto anticipato, nel pieno dell'emergenza spread che "spingerebbe" Monti, verrebbero vanificate).

Lo sgambetto di Draghi e Merkel - Lo scenario è fluido, zeppo di contrasti e di incognite. Monti, da una parte, può contare sul fedelissimo Pier Ferdinando Casini (in prima linea nell'"esercito di liberazione" dal Porcellum), ovviamente su Napolitano e, paradossalmente, sullo spread. I "nemici", come detto, sono proprio i partiti. Ma altrettanto paradossalmente, tra chi avversa il professore, oggi, ci sono anche Angela Merkel, Francois Hollande e Mario Draghi. Perché? Semplice. L'Europa sembra aver cambiato rotta: la Bce di Draghi ("Faremo di tutto per l'euro") e la Francia di Hollande (che ha incrinato l'asse di ferro con Berlino) sono riusciti a far piegare la testa a Frau Merkel. La Germania sta gradualmente abbandonando la linea del rigore (è arrivato l'ok della Cancelliera al meccanismo salva-spread). Al processo ha ovviamente contribuito anche Mario Monti, che innescò il meccanismo con la "vittoria" al Consiglio europeo del 28 giugno. Ma, ora, quella vittoria si rivela un parziale autogol (politico). La speculazione estiva, con un Vecchio Continente più coeso, pare controllabile. Francia, Germania e Bce lottano uniti per la difesa della moneta unica. Per Monti, insomma, il tempo stringe. Lo spauracchio-spread (in chiave elettorale) potrebbe essere agitato ancora per poco (si spera). Ecco svelato il motivo per il quale il Professore e Napolitano spingono tanto per la riforma elettorale (e, pur dichiarando l'esatto opposto, per andare alle urne il prima possibile).

 

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Commenti all'articolo

  • spalella

    01 Agosto 2012 - 15:03

    Io il problema non lo vedo, non ne vedo cioè la soluzione quindi nemmeno mi masturbo il cervello. Oggi ci sono solo due possibilità per gli elettori come me, per quelli cioè che non si fidano dei politici e che li vogliono cancellare tutti. Per quelli che come me vogliono AZZERARE le bestie della politica e ricominciare da capo con gente nuova e giovane e con idee nuove/moderne. O mi tengo i tecnici, oppure voto per i Grillini che sono l'unica vera novità/opportunità del momento. I tecnici sarebbero sempre sotto schiaffo della fiducia delle bestie della vecchia politica, perciò come oggi sarebbero inefficenti e poco utili, fermi al minimo dei tagli dello spreco statale, tagli che non significano taglio dei servizi. I Grillini sono invece la politica che vuole la democrazia che sale dal basso, e che taglia gli sprechi avendo però, al contrario dei tecnici, una base elettorale che avrà dato loro il consenso. In questo panorama allora io scelgo i Grillini !

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  • ketaon_01

    01 Agosto 2012 - 13:01

    Orami è simile ad un Nazista. Si fa quello che dice lui e basta. Alla faccia del garante delle istituzioni. Per finire : Siete due merde

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  • aifide

    01 Agosto 2012 - 13:01

    saranno tanto c.......i da rimanere alla mercè di questi due "sinistri" saremo in piena dittatura. Ma quando mai si sentito un Presidente della Repubblica dire "decido io se e quando mandarvi alle urne"? Stiamo vivendo una pericolosa deriva molto simile a quella che portò al nazismo........solo che questa volta le vere armi saranno tasse e rapine dei beni per tutti tranne che per la Casta. Monti sembra quasi scocciati di dover amministrare questa pletora di "miserabili"................

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  • betzero

    01 Agosto 2012 - 13:01

    E' vero, Napolitano, Casini, Bersani mirano al voto anticipato e pilotato con Monti premier perchè, se si votasse in primavera, ci sarebbero i dati di bilancio della loro politica scellerata e la controparte potrebbe avvantaggiarsene. Non solo. Nel breve periodo sarebbero pure meno evidenti i guasti della riforma del lavoro, sarebbe una giustificazione valida per non aver fatto alcuna riforma costituzionale e ci sarebbe il tempo per la stangata di fine anno. Alla sinistra preme solo il potere e se ne frega degli Italiani. A loro basta che le coop rosse continuino ad avere un regime fiscale di favore e, magari, che la Merkel gli faccia avere qualche licenza commerciale in Germania. Al resto (a schiavizzarci ed espropriarci) ci pensano loro!! Perchè non si indaga sugli immobili dei partiti o a loro riconducibili e si confiscano all'erario quelli non giustificati dai bilanci depositati alla Camera? Avremmo 1mld di debiti in meno.

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