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Corsa a Palazzo Chigi

Casini: Dopo Monti c'è Monti. No del Pdl, il Pd si spacca

Pierferdinando e l'Udc lo dicono chiaro e tondo: sì al Mario bis. Alfano critico: "Candidatelo". Si dividono le strade di Bersani e Fassina
Casini: Dopo Monti c'è Monti. No del Pdl, il Pd si spacca

L'aveva già fatto capire più volte, ma ora Pierferdinando Casini si scopre definitivamente: "Per noi dopo Monti c'è Monti. Il cammino non va interrotto, la strada è ancora lunga. Coraggio, incamminiamoci!". Sarà il clima di festa casalinga di Chianciano, sarà il consenso sempre più diffuso in ambiente centrista, ma il segretario Udce sceglie la platea dei propri simpatizzanti per lanciare la bomba che scuote la domenica politica italiana. Chiudendo la tre giorni Udc, Casini si prostra davanti al premier: "Per noi evocare Monti significa dire qualcosa che va ben oltre il nome del presidente del Consiglio che eserciterà, nelle forme e nei modi che la storia gli assegnerà il suo servizio verso la Repubblica". 


Il Pd si spacca - Mario unto dal Signore, premier o presidente della Repubblica che sarà. E mentre il Pdl, per bocca del segretario Angelino Alfano, dice un no secco alla prospettiva di un Monti bis ("Se qualcuno vuole ancora Monti alla guida del governo dovrà trovarlo sulla scheda", invito esplicito a Casini e amici a candidare il professore), il Pd si trova nella scomoda condizione di chi con la testa ha un'opinione e con la pancia un'altra. Tradotto: Pierluigi Bersani sarebbe disposto a discutere della prospettiva di un Monti bis, blindando i propri rapporti con Udc e centristi in genere ma chiudendo forse definitivamente con Nichi Vendola e Antonio Di PIetro, mentre i duri e puri dei democratici, l'ala che fa capo al responsabile economico Stefano Fassina, stanno ancora studiando una exit strategy, un modo per poter andare al governo rovesciando le riforme degli ultimi 8 mesi. Per chi, come Fassina, pensa ancora all patrimoniale come unico rimedio alla crisi, proseguire con le politiche rigoriste di Monti non è strada praticabile. 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • antonimo

    10 Settembre 2012 - 11:11

    Monti se vuole fare il capo del governo, si deve candidare, vedremo quanti voti sarà in grado di prendere ! Quanto a Casini, egli "sta" alla ex DC come Fini sta alla destra storica italiana nel senso che entrambi sono diventati "strenui difensori" di valori che sono l'esatto opposto di quelli dei partiti dai quali provengono. Uomini che hanno fatto grande questo paese come De Gasperi, Don Sturzo, Moro, vedendo che Casini oggi è a fianco dei "mercati" che loro riuscirono a tenere "sotto controllo" assicurando lo sviluppo del paese, si rigirano nella tomba.

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  • Beppe.demilio

    10 Settembre 2012 - 06:06

    Gli Italiani non contano nulla grazie a Napolitano! Questi infami non temono il voto e decidono loro chi deve governare il paese. Spero che quando arriverà il momento in cui saremo chiamati a decidere il futuro del nostro paese ci si ricordi di questa gentaglia e si faccia pulizia una volta per tutte. La dittatura di Napolitano ha represso chi ha sempre sostenuto il paese facendo cassa per tappare buchi sempre più grandi che ci porteranno alla rovina.Monti dice che siamo fuori dal tunnel che la crisi è superata,queste falsità hanno un unico scopo, l'arrivo di tanti immigrati che ci porteranno alla rovina definitivamente! E' quello che voglioni i potenti? Sappiano che decideremo noi da chi essere spremuti e non credo che loro faranno parte delle nostre scelte!

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  • fabiou

    09 Settembre 2012 - 22:10

    se continua cosi dopo monti non ci sarà piu nulla. PDL staccare la spina, please! e il PD fa finta di esser nemico dei banchieri ma in realtà é il piu fedele alleato.

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  • ciprino

    09 Settembre 2012 - 22:10

    Ma con quale ardire costoro pretenderanno di ripresentarsi agli italiani, come se niente fosse successo, dopo aver abiurato ai loro doveri di parlamentari eletti e contribuito per decenni in favore di finanzieri e banchieri senza scrupoli a svendere l'Italia, i suoi valori, i suoi beni, la sua civiltà e, soprattutto, la sua dignità? A partire dal 1991 (mani pulite?), tanto per fare un esempio, lo Stato italiano è passato dal 33% all'11% delle partecipazioni statali (tutto il resto è stato "privatizzato" a prezzi ridicoli). Tanto per citare qualche esempio i governi di centrosinistra, dal 1995 al 2000, hanno portato a compimento "complesse operazioni di privatizzazione" dell’industria pubblica con gli obiettivi del risanamento delle finanze pubbliche, della creazione di maggiore efficienza in alcuni settori industriali e di favorire lo sviluppo del mercato finanziario. Siamo nel 2012 e riecco questi altri a ripeterci che gli obiettivi..... Saluti

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