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Dimissioni sì. Anzi no

Il Pdl nella Polverini:
il balletto di Renata
nel magna-magna Lazio

"La governatrice starebbe per lasciare l'incarico dopo lo scandalo dei fondi del Pdl". Poi la frenata
Renata Polverini

Renata Polverini

La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, starebbe per annunciare le sue dimissioni. Le indiscrezioni si sono susseguite per tutta la giornata (dopo che lei era tornata a minacciare il passo indietro un'intervista concessa a Il Messaggero), e alcune fonti del Pdl confermavano (mentre altre, invece, continuano a smentire). La Polverini, secondo quanto si era appreso, aveva già comunicato agli assessori la sua decisione (ma, in un balletto irrefrenabile, gli stessi assessori smentivano). Alla fine di una giornata tesissima (e anche dopo un incontro col ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri), nel vertice serale di Palazzo Grazioli la governatrice del Lazio ci avrebbe ripensato (per ora): niente passo indietro. Decisivo il ruolo di Silvio Berlusconi, che ha lavorato di fino per convincerla e non far tracollare la regione. 

Il vertice - Le dimissioni provocherebbero infatti la decadenza del Consiglio e il voto anticipato nel Lazio. Il primo a commentare le voci sul passo indietro era stato Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: "Spero siano soltanto delle voci". L'opposizione di centrosinistra in Lazio aveva avvertito: "Se le dimissioni venissero confermate, con la rinuncia del presidente eletto dai cittadini, a termini di legge, si dovrebbe tornare alle urne in una forbice che va da 45 a 70 giorni. Non di più: si voterebbe prima di Natale". La Polverini era poi attesa, per la serata di mercoledì, al tesissimo vertice di Palazzo Grazioli: oltre a Berlusconi, c'erano Gasparri, La Russa e Alfano. Secondo quanto si è appreso, il Cav avrebbe convinto la Polverini a non dimettersi. Ma sul tavolo c'era anche un'altra questione, di primaria importanza per gli ex An: l'ipotesi di uscire dal Pdl per dare vita a un movimento autonomo di destra (magari con Storace).

L'intervista - La governatrice (tentata dal passaggio all'Udc, che per lei avrebbe già pronti piani, strategie e competizioni elettorali) non vuole passare alla storia come la governatrice dello scandalo e dopo aver tuonato in Consiglio regionale era tornata a fare la voce grossa con il partito. La Polverini non ha usato mezzi termini e il messaggio che aveva lanciato a Silvio Berlusconi era chiaro. "Vanno cacciati i mercanti dal tempio del Pdl", ha detto dalle colonne del Messaggero. "Certamente Fiorito è una persona da mandare fuori. E quanto agli altri, che non sono indagati, il Pdl deve valutare se questo è il momento giusto per liberare il partito da qualsiasi tensione e lotta intestina. Secondo me, assolutamente, il momento giusto è ora”.

"Incontro con la Cancellieri" - Secondo la presidente della Regione Lazio, proseguiva nell'intervista, "è un problema nelle mani della dirigenza nazionale e io non voglio interferire", ha detto nell'intervista. "Ma un partito che si trova precipitato in una tempesta giudiziaria e comunicativa deve dare un segnale chiaro. Il Pdl deve dire che non vuole esporre se stesso a questo abisso di perdita di moralità, di credibilità, d’immagine". Polverini ha poi sottolineato che non ce l'ha con Angelino Alfano, "con il quale in questa vicenda siamo in totale sintonia e anche lui è convinto che vada fatta chiarezza", puntualizza ricordando anche la telefonata di Berlusconi. Il Cavaliere ha chiamato la governatrice "per dirmi: tu non c'entri niente con questo scandalo, vai avanti nella tua battaglia di pulizia. Vuol dire che si è reso conto che nel Pdl qualche mela marcia c'è". Questo, per la governatrice è il momento giusto per fare pulizia. La Polverini aveva anche chiesto al ministro Cancellieri un appuntamento per "capire, nel caso in cui si proceda in questo disastro, quali siano i tempi e le condizioni per andare al voto". 

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    22 Settembre 2012 - 11:11

    mica male come contraddizione: se c'è un'espressione di leaderismo è proprio, oltre al LA PDL, il movimento 5 stelle; cosa sarebbes enza il Grillo televisivo. Poi, non basta negare di essere di destra o fascisti, quando si usano termini e modi di esprimersi da fascista.

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  • INCAZZATONERO69

    21 Settembre 2012 - 12:12

    Seriamente.Hai toppato per l'ennesima volta, vedi e così elementare confonderti le idee che quasi mi vergogno di approfittare della tua debbole materia cerebrale.Una volta che ti trovi d'inanzi ad un uomo libero, non accostarlo per forza ad un leader, per principio io odio i leader.Francamente ti dirò: quando nel 94 diedi fiducia a Berlusconi era per il semplice fatto che "mani pulite" aveva decapitato solo una parte della politica italiana,fermandosi dinanzi alle porte della sede del Pci in via Delle Botteghe Oscure,quindi se non era un colpo di stato, ci rassomigliava parecchio.In quel momento storico Forza Italia rappresentava un'alternativa dal prendere i fucili,quindi ringrazia come sono andate le cose.Riguardo a Berlusconi,ovviamente e stato per me un mezzo per fermare Occhetto e la sua banda di sicari,qundi da considerare il male minore.I leader li lascio a chi non ha carattere o personalità.Voterò il M5S per far si che pure questa volta non si arrivi ai fucili.Ora ti e chiaro?

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  • Renatino-DePedis

    21 Settembre 2012 - 08:08

    cito: "Quante volte dovrò ripetermi, non sono di destra ne di centro e men che mai di sinistra.Perchè un uomo deve per forza identificarsi nelle idee di qualcun'altro?" veramente tu sostieni di essere un fascista, poi difendi silvietto il nano da Harcore e, infine, sostieni di essere un attivista del m5s. tu sei semplicemente una CAPRA (battuta presa dal un simpatico figuro che fu prima sinistro e ora berlusconiano), hai bisogno di personaggi carismatici, o almeno che a te sembrano tali. perchè? perchè sei scemo.

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  • INCAZZATONERO69

    21 Settembre 2012 - 07:07

    Ti trovi a "quotare", quotami stà minchia...

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