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Campionato autarchico

Addio ai guru stranieri. La A torna tutta italiana

Via Luis Enrique: la rivincita dei mister nostrani

Vincenzo Montella

L'Aeroplanino verso la Roma dopo l'addio di Luis Enrique

Dopo tanti bronci, Luis Enrique ritrova il sorriso per salutare Roma dopo un anno tremendo per lui. Una stagione che merita comunque il plauso del «maestro» Guardiola («ha fatto un lavoro straordinario,», ha commentato Pep) e dall’altro il «Tapiro d’oro»: «Non so cosa farò ora», ha scherzato «Lucho» con Striscia, «non escludo di rimanere, ma il Tapiro è l’unico trofeo che vincerò con la Roma». Un po’ «attappirato» è anche Franco Baldini: «Mi ero legato molto a questo progetto che però non è fallito», ha assicurato il dg giallorosso, «gli americani vogliono investire ancora, ma se non sono contenti di me saluto e me ne vado». 

Serie A autarchica - L’addio di Luis Enrique segna il ritorno all’autarchia in Serie A. A cominciare dalla Roma che vuole ricominciare da Vincenzo Montella. L’«aeroplanino» è l’uomo giusto per un nuovo progetto meno «catalano» e più romanista: sarà però difficile strappare l’ex bomber al Catania (che intanto si cautela con Marino e Di Carlo, ora al Chievo).  E la virata sul «made in Italy» degli americani fa sognare un campionato al 100 per cento autarchico sulle 20 panchine di A: l’ultima volta è stata nel 2007/08 (con solo una parentesi di Cuper a Parma, ma a stagione in corso). Una soluzione quasi ovvia guardando ai successi dei nostri nel mondo: da Spalletti scudettato in Russia a Mancini vicino al miracolo in Premier, fino a Di Matteo che si giocherà la Champions League con il Chelsea. E poi i ct di successo Trapattoni e Zaccheroni. 

E Sannino dove va? - Il nome più conteso, al momento, è quello di Sannino che, dopo una brillante stagione a Siena, dovrà scegliere tra  Palermo e Genoa (se i liguri si salveranno). In pole c’è Zamparini che segue come alternativa Gasperini. Rispettando la propria tradizione, invece, il patron Mezzaroma dovrebbe puntare invece su un emergente per i toscani: Dionigi che, si sta giocando la B con il Taranto. Poche vie di fuga per Mazzarri da Napoli - soprattutto dopo la conferma di Stramaccioni all’Inter - ma l’allenatore livornese incontrerà De Laurentiis dopo la finale di Coppa Italia. Quasi certo invece l’addio di Reja alla Lazio (Lotito ha da gennaio un accordo con Zola): se rifiuterà un posto nella società biancoceleste, il goriziano andrà a giocarsi la panchina della Fiorentina con Ranieri.

Il destino di Cosmi - Tra tante conferme (Conte Allegri, Guidolin e Colantuono), ci sono anche quelle scontate di Pioli (Bologna) e Donadoni (Parma). Serse Cosmi in caso di salvezza del Lecce potrebbe essere riconfermato alla guida dei salentini. In arrivo in A anche i possibili promossi dalla B: Ventura, Maran, Mandorlini, Pea, Iachini e Zeman. Il boemo ha ritrovato il tocco magico a Pescara e merita il ritorno nella serie A.

di Francesco Perugini

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