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Sport e politica

La linea della sobrietà travolge il Milan
Ibra e Thiago sacrificati al ritorno in politica

La necessità di fare cassa tocca il calcio: i due campioni valgono 150 milioni. Ma è a rischio consensi

La linea della sobrietà travolge il Milan
Ibra e Thiago sacrificati al ritorno in politica

 

 

Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva al Paris st. Germain «perché così risparmiamo 150 milioni». In ossequio allo spirito dei tempi, Silvio Berlusconi tira la cinghia. Non bastassero quelli più eminentemente politici, il Cavaliere si ritrova a dovere fare i conti anche con l’inatteso grattacapo finanziario. Il punto è che la ridiscesa in campo costa parecchio. Ed i forzieri cui attingere per finanziarla hanno smesso di traboccare come un tempo.

L’ultimo problema, in ordine cronologico, lo ha dato il governo, gli effetti della cui spending review si sono abbattuti anche sugli introiti dei partiti. La situazione finanziaria del Pdl già non era il massimo: l’esercizio 2011 approvato pochi giorni fa è in attivo per oltre 400mila euro, ma sul bilancio pesa  il taglio di circa un milione della fidejussione che Silvio Berlusconi ha  sempre assicurato al partito, passata dai 5.366.096 del 2010 ai   4.064.996 del 2011. Tanto da spingere il tesoriere Rocco Crimi a mettere in guardia circa «l’evoluzione della   gestione nell’anno 2012, che si annuncia oltremodo complessa». Tanto da far prevedere che, entro la fine di quest’anno, il trend «dovrebbe condurre a un negativo risultato di   esercizio». Nel corso del vertice tenutosi ieri a Palazzo Grazioli tra il Cav e lo stato maggiore azzurro, una rilevante parte di discussione è stata riservata proprio al capitolo soldi in cassa. A preoccupare Berlusconi e i suoi concorre anche il rischio che la prossima campagna elettorale debba farsi con le preferenze o con qualche loro succedaneo: nel caso, i costi della propaganda lieviterebbero.

E non è che la liquidità per coprire i citati costi abbondi. Non nelle aziende di famiglia. Anche (ma non solo) a causa della nota mazzata della multa da 560 milioni versati obtorto collo a Carlo De Benedetti, la Fininvest per il secondo anno consecutivo non ha prodotto dividendi. Il bilancio 2011 certifica un utile di 7 milioni e mezzo (l’anno prima erano 160) ed un indebitamento di due miliardi e spiccioli. Non va meglio Mediaset, la cui prima trimestrale del 2012 ha fatto segnare un utile di 10,3 milioni a fronte dei 68,4 dello stesso periodo del 2011. Se si aggiunge il capitolo immobiliare (comparto che ha rilevanti costi vivi e che non porta utili di alcuna natura) e quello Milan (dove nel 2011 è dovuta intervenire la solita Fininvest a sistemare i conti della squadra in rosso di oltre 67 milioni), il quadro è completo.

Parlando di Milan, si torna all’accennata doppia cessione dei campionissimi rossoneri agli sceicchi proprietari della squadra parigina. Che l’annuncio dell’operazione sia stato dato da Berlusconi nel corso del vertice coi big del partito stride solo in apparenza. Intanto per le delineate difficoltà di bilancio e poi perché, coi tempi che corrono, rinunciare a lussi costosi come Ibra e Thiago può aiutare ad aumentare, per così dire, la connessione sentimentale col popolo che rinuncia a pizza e cinema. 

La faccenda, però, non è a rischio zero e il Cavaliere lo sa bene: «Anche i tifosi sono elettori», ragiona rassegnato l’ex premier, che di certo ha messo nel conto quanto quella certa volubilità propria di parte della constituency berlusconiana possa far venire voglia a molti di portare nell’urna la rappresaglia per la cessione dei due illustri pedatori. E però l’attuale congiuntura impone la via della sobrietà anche ai risvolti pallonari della politica. Il tempo delle operazioni Ronaldinho è ormai finito, e il nuovo corso questo è. «I tifosi capiranno», conclude Berlusconi, «e se qualcuno non capisce trovi allora qualcun altro che investa più soldi di quelli che ho investito io in tutti questi anni di presidenza al Milan».

di Marco Gorra

 

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Commenti all'articolo

  • paolotod

    13 Luglio 2012 - 16:04

    Sarebbe meglio tenersi Ibra e Thiago Silva e convincere la dirigenza del PSG a prendersi Berlusconi magari con qualcuno di quelle sue sante amiche cosi' si pulisce un po' l'Italia dal quel marciume che ci assilla

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  • lella64

    13 Luglio 2012 - 14:02

    Carissimo,se non ti aggradano gli articoli postati su questo giornale puoi semplicemente evitarne la lettura,evitando così critiche idiote.PROVA A LEGGERE "FAMIGLIA CRISTIANA",PENSO SIA UNA LETTURA A TE PIù APPROPRIATA.

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  • maverick100

    13 Luglio 2012 - 11:11

    "Trombata" la minetti. Bisogna vedere qual è il senso di "trombare". E comunque non mi pare si sia dimessa. Prima la impone e poi la caccia? Ancora ho nelle orecchie la difesa della minetti di B all'infedele. Quanto alla vendita di Ibra e e thiago silva (di cui agli italiani non frega niente a parte ai tifosi milanisti) dovremmo fargli un applauso? Chissenefrega. Ma vi rendete conto del livello di articoli di questo giornale?

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  • alfredido1

    13 Luglio 2012 - 09:09

    Un esempio che dovrebbero seguire tutte le Società. Mi fa piacere che il movimento parta da Milano perchè anche l'Inter non scherza quanto a spending revue.

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