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La spy story del pallone

Beffate Fiorentina e Juventus: il calcio italiano ha perso Berbatov e faccia

In poche ore doppio schiaffo alla Serie A: il bulgaro, già in volo per Firenze, viene "soffiato" dai bianconeri. Ma alla fine va al Fulham

Scoppia una (inutile) polemica. I Della Valle: "Juve senza etica, operazione spericolata". Marotta: "Tutto regolare". La verità è che anche i non top player preferiscono una squadra di metà classifica inglese ai migliori club italiani
Dimitar Berbatov

Dimitar Berbatov

Se non fosse calciomercato, si parlerebbe di spy story. Se non fosse Dimitar Berbatov, calciatore bravo ma nulla più, si parlerebbe di scandalo. Più semplicemente, meglio parlare di beffa a Fiorentina, Juventus e calcio italiano. Che l'estate del pallone nostrano sia nera era ormai assodato. Top player in uscita verso campionati e presidenti più facoltosi, campagne acquisti rabberciate, improvvisate, nel migliore dei casi creative. E tanti colpi (o presunti tali) da realizzare nelle ultime ore, la zona Cesarini delle trattative. Colpi low cost, li chiamano, ma forse si dovrebbe dire discount. E sugli scaffali semivuoti del calcio europeo, ecco appunto Berbatov: 31 anni, attaccante bulgaro da 237 gol in carriera e caratterino da raccomandare. Un po' zingaro, un po' traditore: nel 2000, giovanissimo, era già andato in ritiro con il Lecce quando all'ultimo fuggì per accettare la corte del più blasonato Bayer Leverkusen. Logico che invecchiando uno le brutte abitudini le mantenga, eccome 

Beffatov - Dal 2006 in Inghilterra, prima al Tottenham e quindi al Manchester United. Sir Alex Ferguson si era innamorato di lui, nel 2008 lo pagò la bellezza di 30 milioni di sterline. Dopo 4 anni ha detto basta, stanco dell'incostanza e delle bizze del califfo bulgaro. Sul mercato, a prezzo di saldo: 4 milioni di euro e via, alla faccia della minusvalenza. Viene accostato a molte squadre, Milan compreso. Poi si fa sotto la Fiorentina, che trova l'accordo con il Manchester United. Mercoledì l'accelerazione decisiva: il club dei Della Valle compra i biglietti d'aereo, Berbatov sale sul volo che fa scalo a Monaco di Baviera, dovrebbe arrivare a Firenze intorno alle 12.30 e ci sono già i tifosi viola ad attenderlo. Il bulgaro però scende e non risale più. Resta in Germania, perché nel frattempo si è intromessa la Juventus. Il dg Beppe Marotta sa che l'attaccante non è proprio convinto e torna all'assalto con Ferguson: 5 milioni al club in 2 anni, biennale da 2 milioni più bonus al giocatore. Proposta migliore della precedente, arriva il sì. Alle 18.30 la Juve annuncia il colpo e la Fiorentina ci resta malissimo: "Manovra di rara arroganza, operazioni spericolate, non avete etica" sono le parole di fuoco rivolte ai bianconeri in un comunicato ufficiale, che sa tanto di porta chiusa in faccia a ogni trattativa futura per Jovetic e ogni altro talento viola. Marotta prova a rimediare: "Siamo stati corretti, il giocatore aveva detto no".

Cornuti e mazziati - Il guaio, è che chi la fa la deve sempre aspettare. E infatti passano una manciata d'ore ed ecco la tripla beffa, il doppio pacco. Berbatov è atteso alle 22.40 a Torino, ma anche lì non arriverà mai perché nel frattempo ha trattato anche con il Fulham, squadra inglese che rappresenterebbe per lui la classica "scelta di vita". Meglio l'Inghilterra dell'Italia, in tutti i sensi: torna a Londra, dal suo ex allenatore ai tempi del Tottenham Martin Jol. Il Fulham, per la cronaca, l'anno scorso è arrivato nono in Premier League, la Juventus scudettata giocherà in Champions. "Siamo contenti che Berbatov non venga, in fondo non ci merita", commentava stizzita la Fiorentina nel tardo pomeriggio. L'impressione, però, è che sia il calcio italiano a meritare poco. Nemmeno un Berbatov qualunque.

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