Cerca

Mattias Mainiero risponde a Onofrio Sandro Aloi

Giochi online: il computer è una roulette russa

0
Giochi online: il computer è una roulette russa

Caro Mainiero, anch’io mi unisco al lettore che ha scritto che il poker online è solo una truffa legalizzata. Ben venga il poker nelle sale da gioco, dove conta soprattutto l’abilità del giocatore e non le decisioni di una macchina. Nel poker online non conta la bravura, è il computer che stabilisce. Si vedano i trattamenti che riserva ai nuovi giocatori (i primi tempi si è  imbattibili). Poi la musica cambia. Ma la domanda che uno dovrebbe porsi è: chi controlla il regolare svolgimento del gioco? P.S. Un particolare abbraccio alla signora Mucci che con le sue storie ci sta facendo avvicinare con spirito diverso al Natale.

Onofrio Sandro Aloi

e.mail

Carlo Aloi, non essendo un esperto in materia (né di giochi né di internet) non so se il poker online sia o non sia una truffa. Immagino che, quando si ha a che fare con un marchingegno elettronico, i ragionamenti (chiamiamoli così) del computer possano essere di tutti i tipi. In mancanza di prove, però, mi astengo da qualsiasi giudizio. Una cosa è certa, comunque: il dilagare dei giochi online, parliamo di giochi di azzardo, merita la dovuta attenzione. Per un motivo semplicissimo: perché nelle sale da gioco c’è un ingresso e accanto all’ingresso c’è o dovrebbe esserci una persona che regola le entrate, tu sì e tu no. Non sono sacrestie quelle sale, questo è ovvio, e non pretendono neppure di esserlo. Ma sono luoghi non aperti a tutti. Dinanzi ad un computer si può sedere chiunque, un anziano con un po’ di soldi e un cervello bacato, un giovane demente, un ubriaco che a colpi di mouse ci rimette un patrimonio. Possono sedersi anche ragazzi e bambini. E l’unico controllo è quello familiare, di quelle famiglie, per intenderci, che spesso non riescono - per mancanza di tempo o mille altri motivi - a controllare i programmi tv, figuriamoci un computer nel chiuso di una camera da letto. E allora la domanda dovrebbe essere non “chi controlla il regolare svolgimento del gioco” (immagino la polizia postale o autorità simili) ma chi controlla i computer di casa, chi mette le protezioni, chi non le mette, chi decide come i giovani devono usare il pc. La risposta la conosce meglio di me: la famiglia. Troppo spesso assente. E il computer diventa una roulette russa. P.S. Condivido l’abbraccio alla lettrice Renata Mucci per le sue storie che non sono solo natalizie. Storie belle, valide in tutte le stagioni dell’anno e della vita.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media