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Mattias Mainiero risponde a Andrea Bucci

Auguri anti-iella: Buon 2012 bis

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Ci siamo salvati per il rotto della cuffia, i Maya sono stati buoni e ci hanno graziato. Ma eravamo tutti così presi dalla fine del mondo da non accorgerci che stava per arrivarci addosso il 2013. Anno che finisce con quel 13 particolarmente poco gradito. In molte situazioni si fa di tutto per evitare di avere a che fare con queste due cifre ritenute menagrame. In molti aerei manca la fila numero 13, alcuni aeroporti hanno abolito il gate con quel numero, in molti palazzi il tredicesimo piano non esiste e si passa dal 12 al 14. E poi come non ricordare la famosa sfortunata missione Apollo13. E non dimentichiamo che nei tarocchi la carta numero 13 è associata alla morte.

Andrea Bucci

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Triscaidecafobia, caro Bucci. Ovvero: paura del numero tredici. L’Apollo 13, che lei ricorda, fu lanciato in orbita alle ore 14,13 (13,13 in Texas, dove c’era la sala controllo della missione) del giorno 11 aprile del 70. E sommando 11 (1 più 1), 4 (mese di aprile) e 7 si ottiene di nuovo 13. Finì come sappiamo: “Houston, abbiamo un problema", con l’allunaggio fallito e il difficile rientro sulla Terra. Giuda Iscariota fu il tredicesimo a sedersi a tavola. Era l’ultima cena. Satana è il tredicesimo angelo. A Londra (sembrerà strano, ma i pragmatici inglesi sono quelli che credono più di ogni altro popolo alla sfortuna del numero tredici) c’è il “One Canada Square”, il grattacielo simbolo della capitale inglese che fino a poco tempo fa è stato l’edificio più alto del Regno Unito (250 metri). Forse lo ha presente. E’ quello con la sommità a forma di piramide. Il tredicesimo piano non c’è. Abolito per scaramanzia. Si passa direttamente dal dodicesimo al quattordicesimo. Nella serie tv inglese “Coronation Street” i protagonisti abitano in una casa al numero civico 12a. Questa forse è meno nota: Stan Laurel (Stanlio) si chiamava in realtà Stan Jefferson. Cambiò nome affinché il numero delle lettere non fosse pari a 13. E potremmo continuare, caro mio, con qualche eccezione come il famoso tredici al Totocalcio. Superstizione, ovviamente. Credenza popolare. Ma visto che oggi, dopo il discorso di Napolitano, Benedetto Croce è sulla bocca di tutti, forse converrà ricordare una sua frase celebre a proposito di iella, amuleti e affini: “Non è vero, ma prendo le mie precauzioni”. E dunque, buon 2012 bis a tutti noi, che però è un anno tutto da dimenticare. Assieme al governo Monti.

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

 

 

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