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MATTIAS MAINIERO RISPONDE A ANTONINO MARINO

Viaggio-lampo nel Paese dei Miraggi

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Viaggio-lampo nel Paese dei Miraggi

Egregio Dottor Mainiero, giornalmente ci capita di sentire e leggere di Borse che si muovono in su, e tutti commentiamo: meno male, o in giù e uno dice: mamma mia, che succederà? Ora, acclarata la sua capacità di sinte-semplificazione, vuole spiegare a quei pochi ignoranti italiani come me come diavolo funziona questa bene-maledetta Borsa?

Antonino Marino

Messina

In un modo semplice: se i titoli quotati vengono acquistati (perché si pensa che la società farà utili o perché i dati economici sono buoni o per altri motivi), il loro valore sale. Se vengono venduti, il valore scende. Un meccanismo quasi elementare. Però, visto che la mia capacità di “sinte-semplificazione” oggi funziona male (come un titolo di scarso valore), preferisco farle rispondere da un esperto: “Il meccanismo della Borsa? Per ritrovarne l’immagine perfetta, bisogna scendere sino ai giochi dei bambini. Ricordate il gioco detto “Omettino è sempre vivo”? I giocatori formano un circolo e si passano da una mano all’altra un fiammifero acceso; quello fra le cui mani si spegne, ha perduto. E’ un gioco molto innocente, ed è tutta la Borsa. Un titolo alza, alza sino al momento in cui il corso, non essendo più sorretto dallo sconto, precipita bruscamente; chi, in quello spiacevole momento, ha titoli in mano, ha perso. Questa perfetta similitudine fra il meccanismo del mercato azionario e la regole del più innocente dei giochi getta un po’ di luce sul mondo della Borsa. Comprendiamo anche che il principale, l’unico pensiero della gente di Borsa sia di reclutare nuovi giocatori perché appena uno di loro si è bruciato la punta delle dita fa sentire un gemito lamentoso e fugge verso un altro gruppo”. Ancora: “Tutta la scienza militare consiste nel resistere un quarto d’ora in più; tutta l’arte del finanziere sta in un quarto d’ora in meno”. E per finire: “Il Paese di Finanza è per eccellenza il Paese dei miraggi, dove si è condannati a camminare sempre verso un miraggio perché non si sa mai, prima di averla raggiunta, se questa illusione non sarà una realtà o se quella realtà sia un’illusione. Bisogna andare fino in fondo, fino a quando si sono visti svaporati tutti gli incanti. E nel momento in cui la bella visione crolla, si cerca intorno a sé la guida che ci ha condotto fino in quel deserto: anch’essa è sparita”. (Laffitte – La finanza senza meningite – Longanesi). Mi fermo qui. Farle da guida non mi sembra una buona idea. Soprattutto per lei.

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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