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Mattias Mainiero risponde a Marinella Tempesta

Crisi per tutti. Anche per Bonny and Clide

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Crisi per tutti. Anche per Bonny and Clide

 

Nelle banche ci sono sempre meno contanti, andare a prelevare spesso diventa un’operazione impossibile. Non è che non vogliano dare i soldi, non li hanno proprio. Dove sono finite queste banconote? Negli altri paesi del nord Europa dove le limitazioni ai contanti non esistono? In alternativa potrebbero essere in milioni di materassi che stanno nelle case degli italiani. Meglio iniziare a preoccuparsi, potrebbe spuntare una imposta di bollo sui materassi e su qualsiasi dispositivo atto a dormire. La formula è quella del canone Rai, si tassa il possesso di qualsiasi oggetto atto a ricevere immagini radiotelevisive.  Qui lo si fa con qualsiasi oggetto atto a conservare o imboscare denaro.

Marinella Tempesta

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Materassi pieni di euro, gentile lettrice? Credo di no, per un motivo semplicissimo: c’è la crisi, i soldi scarseggiano e gli italiani – anche quelli benestanti – al massimo possono riempiere un cuscinetto. Altro che materasso. Quanto agli italiani veramente ricchi, lo sappiamo tutti: loro i soldi li hanno portati all’estero. Solo materassi rigorosamente off-shore. Con tanti saluti alla crisi e anche al fisco. Scherzi a parte: è vero, nelle banche, non solo italiane, mancano i contanti. Anche un prelievo di quattro o cinquemila euro in banconote fruscianti oggi può diventare un’impresa impossibile. Perché oggi il danaro contante – crisi o non crisi, ricchezza o povertà – quasi non esiste più. Oggi ci sono le carte di credito, il pagobancomat, le transazioni elettroniche. Oggi con un clic, stando comodamente seduti alla scrivania di casa, si fa un bonifico, si paga la bolletta dell’energia elettrica e del gas, quella dell’acqua e anche la rata del condominio. E nei paesi del Nord Europa è anche peggio: la carta di credito si usa persino per bere una bibita al bar. Di conseguenza, portafogli rigorosamente vuoti, come le casse delle banche. E i primi ad accorgersene sono stati i malfattori, che oggi preferiscono gli appartamenti agli istituti di credito. L’Abi, l’associazione bancaria italiana,  certifica: tra il 2007 e il 2011 le rapine negli istituti di credito sono diminuite del 58,9%. Erano 3.364. Sono scese a 1.382. In compenso aumentano sempre più le frodi elettroniche. Niente da fare, cara signora, anche Bonny and Clide oggi sono in crisi. Talmente in crisi da non avere un materasso su cui dormire. Figuriamoci un materasso da riempiere con i soldi rubati in banca.

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

 

 

 

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