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MATTIAS MAINIERO RISPONDE A PIERLUIGI CRISTIANI

Il buco nell’acqua di Bersani

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Il buco nell’acqua di Bersani

Gentilissimo Mainiero, in sintesi, lei che ha fatto di questa dote il lato più apprezzabile della sua professione unitamente all’avvedutezza di contenuto dei suoi articoli, potrebbe fornirmi un’attendibile visione prospettica in ordine agli accadimenti politico-istituzionali di queste ultime ore?

Pierluigi Cristiani

Tromello (Pavia)

In estrema sintesi: siamo in un mare di guai e ci resteremo, caro Cristiani, perché i nostri politici se ne fottono del Paese, e cioè di noi e dei nostri bisogni. Meno sinteticamente: tutti si incavolano per via dell’euro, della politica del rigore imposta da Angela Merkel e per ciò che ben conosciamo, ma immagini un po’ cosa succederebbe in questo benedetto Paese se non fossimo agganciati alla moneta unica e a decisioni che, fortunatamente per noi, non vengono prese più a Roma ma a Bruxelles e a Berlino. I nostri politici si scannerebbero per millenni, formerebbero governicchi a ripetizione, andrebbero avanti svalutando la lira e getterebbero sempre più il Paese nel caos. Ogni tanto troverebbero un facsimile di intesa, ma solo perché anche loro, a lungo andare, si stuferebbero di vivere in campagna elettorale e di far nascere governi destinati a morire dopo pochi mesi o settimane. E tutto questo, caro mio, perché, nonostante la crisi economica, nonostante il mondo vada avanti senza aspettarci, i nostri politici, quasi tutti, non riescono proprio a non vivere su un altro pianeta, che è il loro e soltanto il loro. Pensi a Bersani. La sua strada era obbligata: accordo con il Pdl e nuovo governo. Strada anche semplice da percorrere. Ma lui, P.L., ha pensato prima di tutto al suo partito e ai suoi elettori. Non ha avuto il coraggio, e l’onestà politica, di fare il più elementare dei ragionamenti: ragazzi, la situazione è quella che è, il numero dei seggi anche, governare da soli è impossibile e dunque mi alleo, per il bene del Paese, con l’unico partito con il quale posso allearmi. No. Ha preferito corteggiare l’incorteggiabile Grillo finendo per fare un enorme buco nell’acqua. Sinteticamente parlando: ha perso tempo prezioso, ha preso noi per i fondelli e ci ha rovinati più di quanto non fossimo già rovinati. E qui si dimostra che in Italia ci sono molti e troppi politici. Mancano gli statisti. E dunque, prospetticamente parlando, non possiamo immaginarci per il futuro nulla di buono. Soddisfatto della sintesi?

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

 

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