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MATTIAS MAINIERO RISPONDE A MARIANO PICCA

Papà Luka che amava Chavez

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Egregio dottore, condivido la nota da lei pubblicata il 17/8 sul giornalismo unidirezionale. Sono lettore di Libero dall’inizio e talvolta ho riscontrato l’appiattimento da leidenunciatoanche in qualche articolo  del quotidiano.Nessuno è perfetto.Proprio il 17/8, nel pezzo “La crisi delle democrazie”, si accomunava la Bielorussia alla Siria.Non posso che rilevareil consueto -e inesatto - luogo comune su Lukashenko. A Minsk, ho constatatoche le forze dissidenti possono agire senza ostacoli.

Mariano Picca

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Giusto: nessuno è perfetto. Soprattutto, noi di Libero non pretendiamo di esserlo, e dunque uno scivolone può capitare anche a noi. Ma non su Alexander Lukashenko e la Bielorussia di oggi. Meglio: la Bielorussia di “Batka Luka”, ovvero “Papà Luka”, come il mite seguace di Stalin che strizza l’occhio a Hitler ama farsi chiamare. E già questo basterebbe: un tizio che si definisce “Papà Luka”, in pieno Duemila, non può essere un tizio completamente normale. Se poi aggiungiamo che questo tizio governa dal 1994 e ogni volta viene rieletto quasi a suffragio universale credo che il quadro sia abbastanza completo. Non so se le accuse che gli piovono addosso da tutto il mondo (quasi tutto, Hugo Chavez ne parlava bene, ricambiato) siano fondate. So che 19 anni di potere sono un bel record, difficilmente raggiungibile in democrazia. E so anche che definire gli oppositori “nemici del popolo” ricorda l’Urss, non le democrazie occidentali. So un’altra cosetta: nel 2006 Lukashenko fu eletto con l’83% dei consensi. Si parlò di brogli. Lui disse: “Ho dato ordini perché il risultato non fosse del 90% ma dell’80 circa perché psicologicamente il 90 non funziona”. Una battuta che racchiude tutto il democratico rispetto per il voto. Qualche anno prima, nel 1998, Viktor Lukashenko, primogenito di Alexander, litigò con l’allenatore della nazionale di hockey. Divergenze sulla formazione. Estrasse una pistola e lo ferì. Andò a finire così: ad essere arrestato fu l’allenatore, che fu poi scarcerato.Papà Luka, grande tifoso di hockey su ghiaccio, forse era d’accordo sulla formazione. Dimenticavo di aggiungere: eletto presidente per la prima volta, Lukashenko fece un esordio con i fiocchi. Ordinò di abbattere una mongolfiera che aveva violato lo spazio aereo bielorusso. A bordo c’erano due americani. Partecipavano ad una gara internazionale. Nessuno è perfetto, caro mio: chissà, forse Papà Luka, sbagliando, pensava che fossero spie.

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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