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MATTIAS MAINIERO RISPONDE A CRISTIANO MARIANI

Matteo Renzi mente a se stesso

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Ho sentito ultimamente Renzi tuonare contro Berlusconi e la destra con toni più forti degli estremisti di sinistra, ritengo per accreditarsi ai militanti Pd in vista di congresso e primarie. Mi permetto una facile profezia: alle prossime elezioni si presenterà come il nuovo e il bello della sinistra moderata per erodere voti al centro; tanto, da neoeletto segretario del Pd e candidato premier, i voti a sinistra saranno già garantiti. Le domande che le pongo: Renzi sta mentendo ora ai militanti Pd o mentirà domani agli elettori? Con tutte queste tattiche, esiste ancora in Italia un politico coerente con i propri principi?

Cristiano Mariani

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Cominciamo dalla fine, caro Mariani: la politica è il regno del possibile, il luogo in cui può succedere tutto e il contrario di tutto, accordi irraggiungibili che dalla sera alla mattina diventano realtà, inimicizie storiche che si trasformano, se non in perenni amicizie, almeno in amicizie transitorie. Dal fine che giustifica i mezzi di machiavellica memoria fino alle peripezie di Giulio Andreotti e (tanto per citare la recentissima cronaca) al governo Letta ne abbiamo viste di tutti i colori. Lei immaginava, appena alcuni mesi fa, che Pd e Pdl avrebbero governato insieme, con ministri dell’uno e dell’altro schieramento amorevolmente seduti allo stesso tavolo? Bene, è successo. E dunque che Matteo Renzi o altri politici possano essere coerenti con i propri principi è un sogno irrealizzabile, anche perché spesso i nostri politici hanno un solo principio, ovverosia la poltrona, in nome della quale tutti gli altri principi vengono puntualmente e brillantemente gettati a mare. La poltrona è la stella polare. Se la poltrona indica destra, il politico può virare a destra. Se indica sinistra, il politico può fare la manovra contraria. Lasciando, nel primo e nel secondo caso, i principi laddove stanno. Seconda domanda: a chi mente Renzi? La risposta necessità di un breve preambolo: Matteo Renzi e gli altri politici non sono fessi (qualche fesso ci sarà, ovvio, ma è una minoranza esigua). Questi signori conoscono il bene e il male, sanno dove possono arrivare e dove no, quali sono le loro competenze eccetera eccetera. E nonostante tutto, consapevoli dei propri limiti e dell’impossibilità di riuscita, alcuni di loro si candidano a governare il Paese, pensando pure di potercela fare in qualche modo. Ergo, Matteo Renzi mente innanzitutto a se stesso. Chi ama il linguaggio più soft e corrette dice: autostima. A volte, un’enorme autostima. Ma sempre bugie restano.

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