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Mainiero Santi, poeti costituzionalisti e litiganti

A tu per tu - Mattias Mainiero risponde a Luigi Fassone

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Mainiero Santi, poeti costituzionalisti e  litiganti
Caro Mainiero, due sono le cose più strampalate che stanno ancora nella nostra Costituzione. Il presidente del Consiglio che “propone” al capo dello Stato i suoi sottoposti ma non può “proporli” allo scopo di dimetterli. E l’articolo 67: ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Come dire che se uno di essi cambia idea su un punto del programma per cui noi lo abbiamo eletto, dobbiamo farcene una ragione. Caro Mainiero, che fa, concorda?
Luigi Fassone
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Innanzitutto, caro Fassone, questa è la seconda lettera che le pubblico in pochi giorni. Ovviamente non perché ne manchino altre. Anzi. Perché lei mi è utile. Deve sapere che su internet (la rubrica compare, con qualche aggiunta, anche sul sito web di Libero) un simpaticone fa lo spiritoso e il saccente. Il simpaticone purtroppo si nasconde dietro una sigla, come tanti simpaticoni saccenti, e le rubriche serie non rispondono agli anonimi. Quindi utilizzo lei, sapendo che non si arrabbierà.  Biecamente la strumentalizzo. Il simpaticone fa il costituzionalista e replica, guarda caso, proprio ad una risposta che riguarda il tema da lei posto. Strabiliante. Dice che «la volontà popolare si estrinseca nel voto e gli eletti non sono vincolati. Perciò se essi, cambiando casacca, appoggiano un governo (Dini, citato) che ha la maggioranza in Parlamento, questo è  legittimato a governare perché gli eletti dalla volontà popolare gli accordano la fiducia. Quindi il piagnisteo di Mainiero è fuori luogo». Strabiliante sul serio. Il simpaticone dice esattamente le stesse cose che dico io, ma non è d’accordo con me. E non perché non sappia leggere: riuscendo a scrivere, dovrebbe saper leggere almeno un po’. Perché, presumo, pensa che siamo schierati su sponde politiche opposte, e dunque non possiamo avere le stesse idee. E comunque, anche se le idee sono davvero le stesse, significa che uno dei due sbaglia, naturalmente il sottoscritto. Strabiliante ed esemplare. Veniamo a noi: a me non piacciono molti articoli della Costituzione, ormai antiquati, a partire dell’articolo 67 che andrebbe modificato. Tenendo presente, però, che anche la migliore delle leggi non funziona se prima non si cambiano certe teste. E certe teste in Italia sono molto diffuse: santi, poeti, naviganti, costituzionalisti e soprattutto litiganti. Credo che le leggi servano a poco.
mattias.mainiero@libero-news.eu

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