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L’effetto palude è il vero guaio del Parlamento

A tu per tu - Mattias Mainiero risponde a Lucio Trama

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L’effetto palude è il vero guaio del Parlamento
Caro Mainiero, cosa ci fanno circa 1.000 parlamentari? Come mai negli Usa (300 milioni di abitanti) sono 532? In proporzione dovremmo avere 75 deputati e 35 senatori. L’Italia non   funzionerebbe con questo numero di eletti? Le scrivo perché forse l’unico che può spiegarmelo è lei.
Lucio Trama
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Grazie per la fiducia, spero di essere all’altezza. Innanzitutto, i numeri: vero, la “più grande democrazia del mondo” è più snella della nostra. Negli Usa il rapporto fra deputati e cittadini è di 1 a 703mila. In Italia di 1 a 96mila. Ma l’America è uno Stato federale, e ciò significa che gran parte del lavoro viene svolto dai Parlamenti dei singoli Stati. Significa, anche, che un confronto corretto dovrebbe tener conto non solo dei numeri di Washington ma di quelli dell’intero Paese. In secondo luogo: i nostri parlamentari, rispetto alla media europea, non sono particolarmente numerosi, a differenza di quanto molti dicono. Oggi in Italia abbiamo 1,6 parlamentari (deputati più senatori) ogni 100mila abitanti. In Belgio il rapporto è di 2 a 100mila. Portogallo: 2,1. Austria: 2,9. Danimarca: 3,2. Finlandia e Svezia: 3,7. Per non parlare del Lussemburgo con il suo 5,5 e di Malta con il 16,5. Un po’ meglio di noi, ma solo un po’, stanno la Francia e la Polonia (1,4) e la Spagna (1,3). Come sempre, la Germania batte tutti: 0,8. In ogni caso, fra tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, siamo al ventiduesimo posto in graduatoria. Senza lode e senza infamia. Potremmo anche accontentarci, se non fosse per due particolarità italiane. Prima particolarità: una Camera e un Senato che svolgono lo stesso lavoro (bicameralismo perfetto), il che si traduce, se va bene, in un raddoppio del tempo necessario per varare qualsiasi legge, anche la più semplice e lineare. Seconda particolarità: lo Stato italiano, come in molti notano, primo fra tutti Sergio Romano, è ormai avviato verso il federalismo, ma il Parlamento è rimasto immutato. In altri termini: abbiamo il doppione Camera-Senato che ci fa perdere tempo e non abbiamo un Senato federale o delle Regioni che ci permetterebbe invece di superare l’effetto palude parlamentare e di completare la rivoluzione federale. Siamo partiti, ma non siamo arrivati a destinazione. Fermi a metà del percorso. E questo è ancora più grave dell’elevato numero dei parlamentari, che, nonostante le promesse, nessuno è veramente intenzionato a ridurre.
mattias.mainiero@libero-news.eu

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