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O mulattiere o mega-autostrade E l’Italia frana

A tu per tu - Mattias Mainiero risponde a

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O mulattiere o mega-autostrade E l’Italia frana
La vecchia pratica di raccogliere tronchi e rami nei fiumi non è più permessa a meno di una denuncia di furto. Vero? Raccogliere ghiaia dagli alvei è un business. I pareri sull’utilità di prevenzione di una tale pratica sono discordi. Un geologo non schierato potrebbe chiarire finalmente quale è la verità. Spero di leggere un articolo sull’argomento.
Italo Larocca
Udine

Non c’è bisogno di un articolo e neppure del parere di un geologo, che probabilmente ci riempirebbe di dati e non ci direbbe nulla di definitivo, anche perché un altro geologo, altrettanto indipendente, sarebbe subito pronto a contraddirlo. Sono anni che gli esperti di ambiente e di catastrofi dicono tutto e il contrario di tutto. Prima ci hanno spiegato che bisognava fortificare gli argini dei fiumi. Era fondamentale. Poi si sono corretti e hanno spiegato il contrario: fortificare gli argini? Non sia mai, il rischio è che l’acqua scorrendo acquisti velocità, e la maggiore velocità può determinare esondazioni. Assolutamente niente fortificazioni. Fra qualche anno, forse, cambieranno di nuovo idea e giungeranno alla conclusione che solo le mezze fortificazioni ci potranno salvare, ovviamente fino al nuovo cambiamento di idea. Meglio ragionare in proprio, caro mio, rimanendo ancorati non alle teorie ma al buonsenso. E veniamo a noi: togliere la ghiaia dall’alveo dei fiumi può essere estremamente pericoloso e anche estremamente utile. Dipende dalla quantità di ghiaia che si toglie e da come si toglie. Un po’ come il disboscamento. Tagliare i boschi è un bene. Per i boschi stessi, che dopo la pulizia crescono meglio. Per il sottobosco, che d’estate e con le grandi siccità, o con i signori che gettano mozziconi di sigarette dappertutto, brucia più difficilmente. Per l’economia, visto quello che costa la legna. Per l’estetica, dal momento che un bosco pulito e ordinato è sicuramente più bello di un bosco lasciato a se stesso. Utile per tutti. Se però si pelano intere montagne, il minimo che può capitare è la frana con conseguente tragedia. Est modus in rebus, dicevano gli antichi. Ma pare che in Italia debbano per forza vincere gli estremismi: o mulattiere o mega-autostrade, o boschi abbandonati o colline rapate a zero. Quando, per vivere in un Paese moderno e non pericoloso, basterebbe semplicemente lavorare con un po’ di sale in zucca, senza scomodare i geologi e senza costringere la protezione civile al superlavoro.

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Commenti all'articolo

  • ADM

    24 Novembre 2011 - 11:11

    Un urlo di silenzio, dolore, rabbia e orrore...per in nostro territorio violentato. Come si fa a rimanere impassibili ? La TV, anche stamane, e troppo spesso, ci rimanda in diretta immagini da Apocalisse. COME SI FA, COME SI FA, COME SI FA...a rimanere INERTI davanti a tanta rovina? Non sono bastate la Liguria, la Toscana, con distruzione, morti e sispersi, ora tocca alla Sicilia, Calabria e Puglia. Ma l'esperienza, non insegna più nulla? Gli accadimenti non servono da imput per correre ai ripari. La montagna, distrutta da tempo.. non si può puntellare, i fiumi non si possono certo aspirare e la pioggia abbondante non si può fermare...ma l'incuria del singolo o le leggi non rispettate si possono mutare...almeno con pericolo imminente...si spostino le persone. O, è più titanico, combattere l'idiozia e l'incuria generalizzate? Bisogna AMARE la terra, come un figlio e proteggerla. Fatti ci vogliono, non lacrime inutili...

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  • ADM

    22 Novembre 2011 - 11:11

    Anno 1974...circa. Vedere oggi, che le maestre insegnano agli scolari, come fare la raccolta differenziata...ma questo, non capita ovunque, è un bel miracolo. Erano i tempi in cui, la parola "ecologia" non era ancora entrata nel nostro vocabolario quotidiano e tutto si poteva fare ! L'ecologia consisteva solo, ma era tanto, spruzzare e pulire le strade, ogni giorno...Iniziava la pubblicità dei detersivi biodegradabili, ma , nel frattempo, ai piedi dell'Himalaya, si accumulava monnezza, le navi cisterna erano pulite in alto mare...ma l'usanza...continua...anzi, ora si disperde petrolio...ovunque...allora, il rispetto dell'ambiente...era solo argomento per dotti...possibilmente di sinistra o ambientalisti d'assalto, non era l'inizio di un nuovo stile di vita...oggi c'è la folosofia di creare un nuovo stile di vita necessario per la sopravvivenza di tutti...ecologico...ma non molto è cambiato, visti i risultati. Ahimè !

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  • ADM

    14 Novembre 2011 - 14:02

    ...da ...guru, quali si sentono, improvvisati e politicizzati...hanno ridotto fiumi, torrenti, boschi, laghi, montagne in uno stato allarmante...Prima di loro, in tempi non troppo lontani, la civiltà contadina o montana, con scienza e coscienza, intuito ancestrale ed esperienza di generazioni, sapeva, al contrario il "da farsi". Oggi, mancando una cultura "vissuta" dell'ambiente, i risultati li vediamo ogni giorno. Poi si è passati all'era industriale che ha fatto il resto. Sarebbe bastato solo un po' di intelligenza o solo buon senso! Costruzioni non in regola, acque diventate discariche gratuite per ogni imbecille. Storie di ordinaria follia e di politiche distruttive...questo è il falso ambientalismo...in altri paesi come gli States,un solo esempio, fenomeni devastanti, nubifragi, uragani...tra le altre cose, hanno canali scolmatori...In Italia? Non c'è nulla ...da aggiungere!...

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